The siren di Kiera Cass

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La fissai senza fiato. Se ero viva non avrei dovuto sentire il sale graffiarmi la gola? I miei occhi non avrebbero dovuto essere irritati dall’acqua marina? Non avrei dovuto avvertire sul viso il bruciore della caduta in mare? Invece stavo perfettamente bene. Allora, quello era un sogno oppure ero morta.

Quando la nave di Khalen si rovescia e lei cade in mare, pensa che sia la fine. Invece non è che l’inizio della sua nuova vita da sirena. Insieme alle altre sirene, a servizio della spietata Oceano, per cent’anni dovrà uccidere col suo canto ammaliatore gli umani. Per più di ottant’anni Khalen è una sirena, quando si imbatte in Akinli, e se ne innamora, ricambiata. Ma una regola ferrea di Oceano impedisce ai due di stare insieme…

Kiera Cass è l’autrice di The selction, che ha avuto un grande successo e una trilogia sequel (operazione commerciale? nooooo). Comunque, già quella serie, che partiva da una promessa originale, non era un capolavoro né di scrittura, né di originalità.

Questo è peggio.

E, intendiamoci, avevo aspettative già bassine, non mi aspettavo certo di leggere un mostro della letteratura. E pure quelle aspettative bassine sono state deluse. Ampiamente. Non so cosa funzioni nella storia. Sinceramente c’erano stralci di conversazioni che francamente erano ridicole, e sfociavano spesso in tutti i clichés triti e ritriti che abbia mai sentito/letto. Ora, io so che mi devo aspettare un po’ di frasi assolutamente inudite precedentemente quando leggo degli Young Adult: so che mi aspettano almeno una o due righe sull’Amore infinito, sull’Amore che supera ogni avversità, sull’Amore che nessun altro può capire. E vabbè. E’ una seccatura, ma ci può stare. Qui però è TUTTO così. Cosa che al confronto Moccia è moderato, nelle sue frasi sui baci Perugina. Ecco una rara perla del libro:

L’avevo aspettato per un’eternità. E avrei aspettato ancora, se avessi dovuto. Ero fatta per baciare quel ragazzo, per stare fra le sue braccia. Tutte le mie barriere caddero e o attirai a me, desiderando ci fosse un modo per essere ancora più vicini.

Eravamo stelle.

Eravamo musica.

Eravamo tempo.

La storia non dico che non abbia consistenza, ma non ha proprio senso; i personaggi sono talmente piatti che potrebbero passare sotto le fessure delle porte; la stessa premessa del libro è una cavolata di proporzioni cosmiche; lo svolgimento poi rasenta il ridicolo/penoso; i personaggi secondari –alcuni dei quali hanno del potenziale – vengono presi e abbandonati. Ho sperato fino a metà che succedesse il colpaccio di scena (perché un semplice colpo di scena sarebbe stato troppo poco per risollevare il morale dell’incauto lettore). E invece è perfino peggiorato, un evento che consideravo al limite dell’impossibile.

Andiamo con ordine: la premessa da cui si sviluppa il romanzo. Le sirene esistono, sono tutte giovani donne scampate alla morte per volontà di Oceano (che è una Lei, e nel libro se ne parla con un misto di venerazione e odio, stile matrigna): se scelgono di restare in vita, dimenticheranno il loro passato e dovranno servire Oceano per cent’anni, durante i quali con il loro canto uccideranno un po’ di umani da considerare “tributo”; alla fine del servizio dimenticheranno tutto e torneranno umane.

E già qui partiamo con l’assurdità della cosa. Innanzitutto: perché queste devono servire proprio cent’anni e non per l’eternità? Perché devono necessariamente morire delle persone? Perché Oceano ha bisogno delle sirene per uccidere gli uomini? Bah. Grandi misteri irrisolti.

Ma ora andiamo alla parte più difficile: le sirene non possono parlare con gli uomini, e sono esseri di straordinaria bellezza (10+ per l’originalità). E la domanda che sorge spontanea a qualsiasi individuo che abbia visto La sirenetta è: ma anche volendo, come fanno le sirene a parlare con gli umani (uomini e donne) dal momento che, come diceva la canzoncina, vivono in fondo al mar? E invece no! Queste sirene moderne possono tranquillamente uscire dall’acqua e vivere come persone normali, a parte il fatto di fingere di essere mute. Questo ha forse impedito ad Ariel di sposare Eric? No! E allora suvvia, crediamo anche a questo. Ho un tantino più di difficoltà a credere invece che delle ragazze che hanno tutte tra i 16 e i 19 anni scarsi invece possano vivere tranquillamente per i fatti loro, girare per l’America (sempre vicino all’acqua – questo l’autrice lo sottolinea per infondere credibilità alla storia, chiaramente), e mantenersi. Si, perché a me non risulta che Oceano abbia una banca a sua disposizione. Ma andiamo oltre, diciamo solo che si mantengono. Ed ecco la nostra eroina, la protagonista, Kahlen. Già il nome mi ricordava la Khaleese di Game of Thrones, e dal paragone la sirena ne usciva maluccio. E’ ormai da ottant’anni una sirena, quindi facendo un rapido calcolo: in meno di vent’anni sarà “libera”. Ed ecco l’inghippo. In una biblioteca dell’università incontra un giovanotto. Ora, cosa ci faccia una sirena in una biblioteca universitaria è un mistero, considerando che non studia. Come riesca ad accalappiare un ragazzo stando in silenzio e guardandolo anche male, è un altro mistero, ma chiaramente siamo di fronte all’Amore. Ora io questa cosa dell’Amore l’ho capita ben dopo, tant’è vero che pensavo che questo ragazzo incontrato in biblioteca fosse l’amico di quello Giusto, o uno che alla fine si rivelava il Cattivone. Invece è proprio Lui! E’ Lui il Grande Amore di Khalen. Lei lo scopre dopo ben due incontri (e ben prima dell’ignaro lettore), ma lo sa già dentro di sé: è innamorata. E quindi, impaurita dai suoi sentimenti, abbandona tutto, lascia il suo Vero Amore, e va via. Salvo poi ricomparire mesi dopo alla porta del suo Amato, senza spiegazioni, bagnata fradicia. Sarà il caso di chiamare la Polizia? NOOOOO. Se la tiene in casa. Ricordate l’unica regola delle sirene? Quella di non parlare con gli umani? Se l’avete dimenticata, tranquillizzatevi: nel libro viene ripetuta in ogni pagina. Bè quindi cosa fa la nostra furba Khalen? Parla. Ebbene sì, l’unica cosa che la tonta NON deve fare, e mi sembra che dopo ottant’anni di pratica sia fattibile, lei “si dimentica” e la fa. Ma allora hai il cervello di un pesce (senza offesa al pesce)!! Giustamente Oceano si incazza come una iena, ma siccome lei è la sua preferita, lascia vivi sia lei che lui (con mio grande dispiacere). Ma i tormenti amorosi della povera piccola sirena non sono finiti qui. Inizia a stare male. E scopre che anche il suo principe azzurro è malato. Uno sano pensa: che sfiga. Lei no, lei sa che le due malattie sono collegate. E certo, è il mal d’amore! Vorrei poter dire che quest’ultima frase è un modo di dire, purtroppo invece è la triste verità della storia. E secondo voi finisce con tutti e due morti? Oppure Oceano, che fino a quel momento ha ucciso senza pietà chiunque Le abbia disubbidito, perdonerà lei e la farà tornare umana? A voi l’ardua sentenza.

La stupidità della trama purtroppo è accompagnata da uno stile scialbo e discorsi al limite dell’idiozia; da personaggi principali che hanno un Q.I. di una mosca che ha sbattuto contro il vetro, e azioni che neanche un adolescente in pieno risveglio ormonale penserebbe di fare.

Le amiche sirene della protagonista sono solo tratteggiate: le due che impariamo a conoscere meglio, Aisling e Padma, meriterebbero molto più approfondimento di Khalen nel libro. Per quanto riguarda Oceano, non mi è ben chiaro perché la parte della stronza sia sempre di una donna. E infatti Oceano, che noi bifolchi chiamiamo al maschile, è una Lei, e anche gelosa, possessiva, irritante, fastidiosa e vendicativa.

Alla fine del libro anelavo che Oceano affogasse pure me, se proprio non poteva uccidere tutti gli altri, per porre fine alla triste e miserevole sorte che il mio cervello stava subendo. L’unica cosa di positiva è che è veloce: poco più di 200 pagine, quindi almeno ruba poco tempo.

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