Una stanza piena di sogni Ruta Sepetys

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Josie ha diciassette anni, ma non sa cosa sia un abbraccio. Non ha mai conosciuto l’affetto di una carezza, non ha mai ascoltato il suono di una voce dolce. Sua madre è una prostituta e l’ha sempre trattata come un’estranea. Eppure, da sempre, Josie custodisce un segreto, un luogo speciale tutto suo: la libreria del quartiere. Lì si rifugia nei pochi momenti liberi delle sue giornate. Lì, tra le pagine di Charles Dickens, Jane Austen e Francis Scott Fitzgerald, immagina un futuro lontano. Quando un giorno in libreria entra Hearne, un misterioso cliente con la passione per le poesie di Keats, Josie capisce che il sogno di una nuova vita potrebbe presto diventare realtà. Perché Hearne è diverso da tutti. Hearne si preoccupa per lei, le chiede come sta, le offre parole di conforto. L’uomo è come il padre che non ha mai avuto. Eppure, quando tutto sembra possibile, anche scappare da New Orleans, Hearne viene ucciso. La vita ha deciso di mettere ancora una volta alla prova Josie. Non solo Hearne non c’è più, ma a venire accusata della sua scomparsa è la madre della ragazza. Adesso Josie deve scegliere. Scegliere tra la donna che non le ha mai dato amore e la fuga. Scegliere tra il cuore e la speranza. Gettare la paura alle spalle e spiccare il volo. Perché a volte si può volare anche con un’ala ferita.

Out of the Easy è il titolo originale del romanzo. Già la copertina e il titolo italiano sono banali. Quei titoli e quelle copertine tutti uguali, fatti per attrarre il pubblico. Peccato che né la copertina né il titolo diano un’idea, neppure vaga, del romanzo. Copertina: ragazzina a piedi nudi tra due scaffali di libri. Quindi uno si immagina: ok, il libro parla di una bimba con una libreria o qualcosa del genere. Poi il titolo, Una stanza piena di segreti. Allora uno si immagina un segreto famigliare, oppure un segreto personale. E la trama – che si trova su internet e nel risvolto di copertina – è molto fuorviante. Beh deludo subito qualsiasi aspettativa il titolo o la copertina possano suggerire: la protagonista è una 17enne che vive nella Chicago degli anni ’50 del Novecento. Il focus è che la madre della protagonista è una prostituta. E a quanto pare questa è l’unica cosa che conta. Per il resto è una comune e normalissima storiella d’amore non molto originale. Anzi, piuttosto scontata. La trama è inverosimile e la storia è improbabile dal punto di vista storico. La protagonista ha decisamente troppa libertà per gli standard sociali dell’epoca. La madre è la classica matrigna delle fiabe, stile Biancaneve e Cenerentola, per intenderci. Ha lo spessore psicologico di un rubinetto. E’ cattiva, viscida, ruba alla figlia. Invece la figlia è una santa. In tutto e per tutto. Vuoi che segua la vita spericolata e rovinata della madre? Oh, no. Non lei. A parte il giudizio morale abbastanza scontato che “essere una prostituta è sbagliato”, che in un modo o nell’altro ci viene ripresentato in ogni capitolo, la verità è che la protagonista non merita di esserlo. Se devo essere sincera avrei preferito leggere la storia della madre piuttosto di quella della figlia.

Il signor Hearne, che nella trama viene citato come personaggio quasi fondamentale, compare in due pagine di numero e non ha un vero e proprio ruolo nella vicenda; il fatto che Josie viva nella libreria non è un segreto e la madre è accusata sì in relazione alla morte di Hearne, ma questo certamente non è né il centro né il fulcro del romanzo.

Delusione su tutti i fronti. Allora come mi sono ritrovata a leggere un libro del genere? Su Goodreads ho letto i libri più recensiti e apprezzai, e ce n’era uno di Ruta Sepetys, non questo, ma ho provato a prendere un libro dell’autrice dalla biblioteca per vedere come scrive. E la scrittura può anche essere scorrevole, non lo metto in dubbio; ma la storia resta ridicola. Grande sofferenza, potevo sentire i neuroni che si suicidavano nel mio cervello mentre leggevo il libro.

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