Romanzo rosa di Stefania Bertola

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Olimpia è una bibliotecaria che decide di partecipare ad un corso per la scrittura di un romanzo rosa: ma non un romanzo rosa qualunque, bensì un Melody, una delle collane più proficue e più amate dalle lettrici. A tenere il corso, la brillante scrittrice di Melody Leonora Forneris, che in soli 7 giorni vuole spingere ognuno dei suoi studenti a scrivere il proprio Melody. Ma non tutto è così facile: a partire dall’ambientazione fino al “nome d’arte” gli studenti dovranno immedesimarsi completamente nel genere. Studenti che sono molto diversi tra loro: c’è la mamma di tre bambini che cerca un po’ di riposo, Giada, giovane e timida, Carlo padre e marito felice, Nicola giovane e invisibile, Paola,divorziata in cerca di una nuova chance in amore, e Vittorio…molti personaggi che insieme trascorrono una settimana nel tentativo di scrivere un vero Melody! Olimpia osserva tutte le regole nel tentativo di scrivere un vero e proprio Melody, ma le difficoltà che attraversa il suo romanzo sembrano infinite: prima bisogna trovare il nome giusto del protagonista, poi una rivale perfida, sorelle che cambiano età fino a scomparire e lavori inusuali…il tutto per mantenersi nelle rigide regole che il Melody e Leonora impongono!

E’ la perfetta lettura estiva. E’ semplice, disimpegnata ma non completamente decerebrata, ha una storia carina. Io questo libro l’ho scelto per la copertina (che tuttora trovo fantastica!). Ebbene sì, l’ho visto, ho letto le prime righe in biblioteca, e ho pensato che potesse essere ideale per una giornata in spiaggia, quando il sole è caldo, e l’unica cosa tra te e il mare è la spiaggia ustionante. E si è rivelato perfetto. Con delicata ironia, la Bertola riesce a ridere delle collane di romanzi rosa come gli Harmony (il nome Melody è una velata allusione), ma lo fa senza malizia, con un sorriso a quei romanzi rosa di cui lei stessa è – in parte – artefice. E’ divertente, è carino, la storia nella storia è fantastica: mi sono divertita a leggerla, in alcuni punti ho dovuto trattenere una risata (essendo in spiaggia, sembri pazza se ridi per un libro). Io mi sono ritrovata più volte con la voglia di uscire dall’acqua solo per potermi tuffarmi nelle pagine del libro, e l’ho divorato in una giornata (sì, c’entra anche la mia socialità da spiaggia. Il mio ombrellone era circa 10 metri di distanza dagli altri, per capire i miei contatti con il resto del mondo). Mi è sinceramente dispiaciuto che fosse così breve (circa 200 pagine). Avrei davvero voluto che durasse di più (ma solo perché mi è piaciuto, poiché in effetti la lunghezza è quella giusta). Tra le pagine in cui continuavo a ridere e sogghignare, fingendo costanti colpetti di tosse per mascherare la risata da pazza, quelle dei consigli di Leonora, la maestra, mi hanno fatto veramente squartare.

Un altro utilissimo elemento per procrastinare il lieto fine della storia d’amore è la cieca ostinazione. Di solito è appannaggio dei personaggi femminili, ma è disponibile anche per quelli maschili. Per utilizzare al meglio la cieca ostinazione, dotatevi di una protagonista dal carattere forte e indipendente: una bella sguattera nella cucina del grande ristorante, ad esempio, rifiuterà per cieca ostinazione la corte dell’affascinante chef spagnolo solo perché lui il primo giorno ha criticato la coda di cavallo che le spuntava dalla cuffietta. Lui farà di tutto per conquistarla, compreso rinunciare a preparare la cena per il presidente degli Stati Uniti e andare invece a vedere il suo saggio di flauto dolce, ma non servirà a niente, perché ormai lei è convinta con cieca ostinazione che lui sia un insensibile maschilista presuntuoso.

[…]

La cieca ostinazione maschile invece si sviluppa preferibilmente in presenza d un rivale reale o immaginario. L’uomo Melody spesso coglie la sua ragazza in situazioni scabrose con altri uomini, e per scabrose intendo che l’altro uomo esce dalla casa dell’amata alle tre di notte riabbottonando i pantaloni. Anche quando la sua amata, con cristallina sincerità, gli dirà che quello era il suo capoufficio rimasto fino a tardi a preparare la campagna pubblicitaria dei boxer Substance, e che si stava riabbottonando proprio perché le aveva appena mostrato il nuovo modello Substance da lui indossato, lui con cieca ostinazione si rifiuterà di crederci fino alle ultime quattro pagine.

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