Bambini nel tempo di Ian McEwan

phpThumb_generated_thumbnailjpg

Stephen attraversò insieme agli altri e cercò di lasciarsi invadere dall’insulto della normalità del mondo. Visualizzò la rigorosa semplicità dei fatti: era andato a far spese con sua figlia, l’aveva persa e ora stava tornando a casa senza di lei, per dire tutto a sua moglie.

Stephen Lewis è uno scrittore di libri per bambini che, dopo la scomparsa della figlia Kate di soli ha 4 anni, vede il suo mondo crollare: il rapporto perfetto con la moglie Julie si sgretola, tutte le sue certezze vanno in fumo. Eppure da questo evento Stephen comincia un viaggio di esplorazione interiore per spiegarsi ed analizzare ogni abitudine, ogni dettaglio, ogni scelta di vita che l’hanno portato in quella situazione.

Inizio col dire che a me Ian McEwan piace. Come scrive, cosa scrive, di chi scrive. Mi piace proprio come scrittore. Questo romanzo all’inizio mi ha preso, come tutti gli altri di McEwan che ho letto; ma le ultime pagine invece si sono un po’ perse via, fino ad un finale inconsueto per McEwan e, non so, quasi forzato, che non sembra rispecchiare il tono generale del libro (anzi direi dei libri di McEwan in generale).

Partiamo dal protagonista, Stephen, un padre distrutto dalla perdita della figlia Kate, che non è morta, ma neanche viva: è persa. Semplicemente perduta: un giorno, alla fila del supermercato, la piccola Kate scompare. E di lei non si sa più nulla. Per lui e la moglie, Kate rimarrà per sempre una bambina, senza la possibilità di sapere o vedere altro di lei. E Stephen non riesce per anni ad accettare questa perdita; si illude, cerca di pensare ad altro, si estranea da tutti, si aliena anche dagli amici più cari. Tutti, ad eccezione di Thelma e Charles. Charles è il suo editore, l’uomo che gli ha regalato una carriera come scrittore di libri per l’infanzia; Thelma è la moglie di Charles che ha accudito anche Stephen quando era solo e derelitto. La loro sembra un’unione perfetta, una coppia che ha ogni cosa e a cui Stephen si aggrappa. Ma dopo una brillante carriera nell’editoria e poi nella politica, improvvisamente Charles decide di abbandonare tutto per andare in un cottage in campagna: all’inizio la decisione sembra dettata da Thelma, che vorrebbe trovare la pace per scrivere un libro, ma quando Stephen li raggiunge nella nuova dimora, scopre un’amara verità, che non riesce a capire e ad accettare.

Intanto Julie, la moglie di Stephen, dopo la scomparsa di Kate si è rifugiata in campagna, in un cottage completamente isolato, alla ricerca di un modo per guarire dalla sofferenza che la perdita della figlia le ha causato. Non riesce a stare nemmeno nella stessa stanza del marito.

D’un tratto, il loro dolore divenne separato, personale, incomunicabile. Ciascuno prese la propria strada, lui con i suoi elenchi e il quotidiano arrancare, lei su quella poltrona, persa nel suo intenso, privatissimo dolore. Ormai non esisteva più alcun conforto reciproco, alcun contatto, non un gesto d’amore. L’antica intimità, il consolidato assioma in base al quale loro due stavano dalla stessa parte, non valeva più. Rimanevano avvinghiati al loro smarrimento e taciti rancori cominciarono a crescere.

Pochi attori si muovono nel ristretto campo visivo e percettivo di Stephen, che si ritrova a pensare non solo alla sua vita ma anche a quella dei suoi genitori, della differenza e delle somiglianze tra le loro esistenze. A legare ulteriormente Stephen al mondo dell’infanzia, oltre alla figlia che ormai rimarrà per sempre – ai suoi occhi e nella sua memoria – una bambina, anche la sua partecipazione ad una Commissione per un programma per l’infanzia, dove si suggeriscono metodi e sistemi per un educazione migliore…tutto il libro ruota attorno al significato e al concetto di cosa significa veramente essere bambini e la perdita di tale condizione.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...