Come uccidere il padre di Eva Cantarella

9788807492228_quarta

Eva Cantarella la vedo un po’ come il corrispettivo femminile di Piero e Alberto Angela: riesce a diffondere cultura anche a noi poveri profani. La Cantarella infatti è una storica, specializzata nel diritto antico, in particolare greco-romano. Tutti i suoi libri si occupano di diversi aspetti dell’antichità, sempre partendo dall’aspetto giuridico. Che, detta così, sembra una palla micidiale. E invece la Cantarella riesce a far appassionare e rivivere le leggi e le usanze, mostrando uomini e donne molto simili a noi per certi aspetti, e con valori completamente estranei alla nostra società/cultura. E quindi, tra similitudini e differenze, la Cantarella costruisce questo breve saggio sul rapporto spesso complesso tra padri e figli, e sul ruolo del padre nella famiglia romana. E lo fa partendo da una premessa indispensabile: non possiamo giudicare abitudini e leggi degli antichi basandoci sulla base delle nostre leggi e della nostra etica. Perché il padre famiglia romano, o meglio il paterfamilias, è una figura ben lontana anche solo dal concetto che noi diamo alla parola papà. E la stessa famiglia è diversa, non basata solo su legami di sangue o di parentela, ma soprattutto dal potere che il paterfamilias esercitava sulla cerchia di persone che vivevano sotto il suo “protettorato”: moglie e figli, certamente, ma anche schiavi e tutte quelle persone che erano giuridicamente sotto la sua autorità. Un padre-padrone insomma, in una realtà socio-culturale in cui la famiglia affettiva però non era certo la norma.

Una parte importante è data anche alla totale dipendenza economica, oltre che giuridica, dei figli rispetto ai propri padri: finché era in vita il padre era anche padrone di ogni cosa e di tutte le sostanze. Che spesso portava ad una voglia e un desiderio di ribellarsi nei figli, e, talvolta addirittura al parricidio, una pratica così diffusa che nel mondo romano esisteva una condanna di morte specifica per questo reato.

E si percepisce una critica, seppur velata, del concetto di “famiglia tradizionale” per giustificare o difendere dei valori moderni. E anche cercare di trovare dei modelli “perfetti” nel passato per fare paragoni che sono comunque destinati a fallire, sia perché si parte da premesse sbagliate (cioè che i valori moderni e quelli antichi siano simili), sia perché comunque i problemi nell’ambito familiare sono sempre esistiti:

…guardare ai problemi attuali della famiglia avendo presente la loro lunghissima vita suggerisce che, anziché idealizzare e rimpiangere una famiglia la cui presunta crisi creerebbe disfunzioni e disagi, sarebbe opportuno ricordare quali e quanti problemi e drammi questa famiglia ha portato con sé nel corso della sua storia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...