Agatha Raisin e la quiche letale di M. C. Beaton

beaton-quiche

Agatha Raisin, investigatrice, stava per risolvere, e da sola, Il Grande Mistero Della Quiche.

Agatha Raisin è una PR che ha deciso di cedere la sua attività, andare in pensione in un paese della campagna inglese e godersi le giornate. Ma ben presto Agatha si rende conto di essere sola: a Londra il lavoro l’aveva assorbita completamente, ma qui, nella campagna in un riposo quasi forzato, non ha nessuno. E in paese non sembra riuscire a fare nuove amicizie. Allora Agatha si lancia in un’impresa per aumentare la sua popolarità: partecipare ad un concorso di torte salate! Però Agatha non ha mai cucinato in vita sua! Come fare? E soprattutto, cosa fare quando il giudice della gara muore mangiando proprio la sua quiche? Agatha subito si crede una detective e cerca di indagare la morte misteriosa….ma sarà poi così misteriosa? La polizia non è convinta , e nemmeno gli abitanti della zona…

“Sono venuto a farle visita per metterla in guardia, Agatha Raisin, e invitarla a non andare a immischiarsi nelle vite altrui, o prima o poi un assassinio ce lo avremo davvero, e il cadavere sarà proprio il suo!”

Primo libro della serie con protagonista Agatha Raisin. Io mi sono divertita, è leggero e fa sorridere, ideale per queste giornate un po’ piovose invernali. Il modello, citato e voluto, è l’insuperabile (e finora insuperata) Agatha Christie, con i suoi delitti che si svolgono nei piccoli paesini della campagna inglese, con detective improbabili eppure sempre nel giusto. Agatha Raisin cerca di esserlo, e finisce immancabilmente per fare delle figuracce che fanno ridere il lettore.

Il modello christeniano (ho coniato il termine) in realtà è più una rilettura in chiave umoristica e ironica dei personaggi così cari alla Christie: compiti gentiluomini e signorine del ‘900 che la Beaton rivisita in chiave semi-moderna. E la stessa Agatha Raisin (il nome è un chiaro omaggio alla Christie), sebbene sia una signorina, nel senso che vive da sola ed è pettegola e impicciona, un po’ come Miss Marple, è anche una donna che ha avuto una carriera di successo nella city. e infatti Agatha la conosciamo quando è appena arrivata nel piccolo paese di Carsely. Spera di acclimatarsi e godersi la sua pensione nella campagna dei ricordi d’infanzia. Ma quando arriva, il paesino sembra chiuso, non molto incline ad accettare la nuova arrivata. Ma Agatha non si lascia scoraggiare, e, nel tentativo di acclimatarsi decide di partecipare ad una gara culinaria. Peccato che lei , di cucina, non sappia nulla! E quando la “sua” (è tra virgolette per una ragione!) quiche risulta avvelenata, un turbinio di eventi prende forma…e lei si sente molto simile ai detective di Agatha Christie.

Impossibile non provare un po’ di affetto e simpatia per Agatha, una protagonista un po’ inconsueta per dei gialli, così come lo era stata la Miss Marple della Christie.

Agatha aveva cinquantatré anni, capelli di un castano scialbo, un viso squadrato e insignificante, corporatura tozza.

Ora, certo non è un capolavoro letterario che fa riflettere sul ruolo dell’umanità nell’universo, ma chissenefrega. Si legge con piacere e questo è l’importante!

Ah un encomio particolare alla copertina, anzi alle copertine, della serie di Agatha Raisin!

Ora aspetto con ansia di leggere il prossimo libro (la serie è composta da circa 25 volumi, di cui solo una decina pubblicati in Italia (sigh)!!!

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