Hyperversum Ultimate di Cecilia Randall

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Alex ha deciso di tornare nel Medioevo, da Marc. Nonostante i suoi genitori, soprattutto Daniel, non siano per nulla d’accordo, lei è decisa. Ma, una volta arrivata, scopre che anche Ian, papà di Marc e amico di Daniel, non è contento della sua scelta. E concede ai due di sposarsi solo dopo sei mesi, se ancora saranno dello stesso parere. Alex e Marc sembrano sicuri del loro amore, all’inizio, ma dopo qualche giorno si rendono conto che la separazione ha accentuato le loro differenze e che, forse, quello di cui erano innamorati era solo una memoria. Ma il Medioevo è anche pieno di pericoli, di congiure, di attacchi mortali, soprattutto per il primo cavaliere del re e per una ragazza del XXI secolo…

Hyperversum è la versione nostrana (e per giovani) di Timeline di Chricton. Chricton, lui quello di Jurassic Park e Westworld.

A me la Storia piace. Mi piace viverla, sentirla, immergermi nei secoli. E quando lessi il primo Hyperversum (ahimè, devo usare il passato remoto, eravamo nel 2013), ne rimasi folgorata. Ero al mare, mi ero portata una borsa piena di libri (invece dei vestiti avevo un paccone gigante che conteneva numero 9 volumi, da cui si può intuire la mia socialità da spiaggia). Tra quei libri c’erano i primi tre volumi della saga. Ne rimasi folgorata. Era fantastico, geniale, pazzesco. Solo dopo qualche anno ho letto anche Timeline, e beh, forse ho capito che di idee originali Cecilia Randall ne aveva avute pochine. Però Hyperversum è un must del fantasy italiano (sempre che non abbiate letto Timeline, si intende). Beh fatto sta che quando un paio di anni fa, o forse l’anno scorso, scopro che è uscito un nuovo capitolo della saga, mi fiondo ad avvoltoio a leggerlo. Volevo (re)immergermi nel mitico hyperversum, catapultarmi nella Francia medievale e nelle contese anglofrancesi. E, con tristezza, scopro che il nuovo libro, Hyperversum Next, non era altro che una storiella d’amore mascherata da romanzo fantasy-storico, in cui i personaggi che avevo amato e adorato erano ormai diventate delle semplici comparse. La delusione fu enorme.

Ma comunque resto sempre affezionata a Ian e Daniel, ogni volta che vedo i loro nomi sorrido ricordando le loro avventure, e quindi ho letto anche il seguito della nuova saga, Hyperversum Ultimate appunto. E resta sempre il problema che di storico-storico c’è ben poco. Sarà che i protagonisti ormai hanno un’età anagrafica sempre più lontana dalla mia, sarà che ‘sta Alex vive in un principio di relazione abusiva (alla Christian Grey per intenderci, ma senza il sesso), sarà che poi di fatti storici ce ne sono pochini-pochini, la storia non ha fatto presa. Oddio, è sicuramente scorrevole, e nel giro di pochi giorni lo si finisce. Però resta un grande vuoto, e , soprattutto, la nostalgia dei nostri eroi Ian e Daniel.

A prescindere dall’irrealtà di tutta la vicenda, a partire da ciò che era e non era assolutamente accettabile fare per una donna dell’epoca, restano gravi e grossolani tentativi di voler appianare le divergenze che naturalmente separano il nostro modo di pensare e vivere da quello di una persona del Medioevo. Medioevo, non party time. Ora, va bene, il romanzo è ambientato all’inizio del 1200, la peste nera arriverà solo un secolo dopo, ma comunque non è che il Medioevo è ricordato per igiene, pulizia, gioia e felicità. Insomma, per uno che è abituato alla doccetta serale quotidiana, trovarsi sparato in un mondo in cui – se andava bene – ci si lavava su base settimanale (o mensile, o annuale), qualche problema lo crea alla salute psicofisica, no? Usi e costumi, come la libertà della donna, sono radicalmente mutati in Europa dal Medioevo ai giorni nostri, ed è impossibile pensare ad un’autonomia e una libertà come la immaginiamo oggi, con la nostra mentalità occidentale, replicate nel mondo medievale. Non solo sarebbe stato assurdo se una donna avesse osato intervenire ad un banchetto, men che meno se si fosse presa libertà con un altro uomo, anche se si fosse trattato solo di un incontro. Sono cose inconcepibili per l’epoca. E francamente non mi è piaciuto il risvolto della trama della bella in pericolo salvata dall’eroe. Mi sembra troppo, troppo, troppo, troppo assurdo che questa ragazza nonostante passi mezzo libro ad ammorbarci che lei è indipendente e autonoma, quando è immersa in una pozza di sostanza maleodorante e marrone aspetti semplicemente che arrivi il suo bello a salvarla.

5 Comments

  1. Ciao! Non ho letto questo libro in particolare, ma ho avuto modo di leggere i primi tre capitoli della saga e sinceramente ho avuto le tue stesse perplessità riguardo la facilità di adattamento dei protagonisti.

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