Dietro i candelabri di Scott Thorson

 

DSCN3589DSCN3585

Riassunto della trama: Scott è un giovane diciottenne quando incontra la leggenda musical Liberace. I due iniziano una relazione lavorativa/sentimentale che dura cinque anni. Scott Thorson ricostruisce la vita dello showman in questo racconto, e la sua relazione con Liberace, dagli inizi fino alla sua fine, tra alti e bassi.

Per noi Liberace è un nome praticamente nuovo. Cioè io prima del film con Michael Douglas e Matt Damon manco sapevo della sua esistenza. In America però era un big dell’industria dello show business, si era perfino esibito agli Oscar. La sua vita pubblica era piena di lusso e stravaganza, quella privata però era avvolta nel mistero. Mistero si fa per dire, diciamo che pubblicamente non ha mai ammesso la sua omosessualità. Anche se, diciamocelo, non è che proprio era un segreto.

Liberace aveva una predilezione per i giovanotti, e quindi si circondava sempre di amanti giovanissimi. E Scott è stato uno di questi. Non so se il più importante, non so se quello durato di più, non so se fosse una relazione vera e propria. Fatto sta che dopo 5 anni l’amore svanisce e Scott, che forse non era così importante come credeva, viene cacciato fuori a calci. Letteralmente. Incavolato come una biscia, fa causa a Liberace per danni e altro.

La loro relazione è un po’ ambigua, perché Scott afferma che facevano sesso, però afferma anche che Liberace voleva adottarlo. MMMMh. Questa causa legale non aiuta Scott che nel frattempo è caduto nella spirale della dipendenza da droghe. La guerra legale si fa spietata, con attacchi e offensive che usano ogni mezzo: dai giornali di gossip alle battaglie in aula.

L’amico Scott risulta vagamente pieno di sé in questo autoritratto. Questa è la prima cosa che salta all’occhio leggendo Dietro i candelabri. La sua autobiografia, o meglio l’autobiografia di Liberace, è piena di zeppa di autoassoluzioni, un ego smisurato e una chiara patina di falsità che copre ogni singola vicenda. È evidente anche senza leggere tra le righe che a Scott di Liberace fregava meno di niente, e, anzi, l’ha usato solo come bancomat personale per anni. Che poi Liberace non fosse uno stinco di santo lo si deduce dal fatto che adescava ragazzini poco più che maggiorenni.

Dunque, nonostante il patetico tentativo del protagonista, nessuno esce bene da questo racconto. Scott certamente no, perché ammette candidamente in più punti che lui non amava Liberace, al più “gli voleva bene”. Che è un po’ pochino per stare con una persona per 5 anni. Liberace invece viene descritto come un vecchio patetico: non platealmente, ma sotto sotto sembra quasi che Scott voglia mostrare come lui in effetti è una sorta di infelice eroe senza macchia e senza paura, che ha “subìto” la vita con Liberace. In pratica quel cattivone di Lee conduceva una vita ritirata, e Scott invece voleva fare party all night long (tralasciando il fatto che la mancanza di feste fosse ampiamente supplita con macchine, gioielli e pellicce).

Nel film di Soderbergh, con Matt Damon e Michel Douglas, appare evidente come Scott ami Liberace, seppur in maniera controversa. Nel libro l’unica cosa chiara è che Scott è una merda approfittatrice, un fungo parassita e ingrato. E, dato che il libro l’ha scritto lui, deduco che la realtà fosse pure peggiore.

La redenzione che è descritta nel finale mi pare dubbia. Anzi, di più. Prima si fanno battaglia legale con fior fior di avvocati e attacchi con articoli sui magazine per anni e poi, tutto d’un tratto, Liberace lo chiama in punto di morte, gli confessa che ha contratto l’AIDS, gli regala un anello d’oro, gli perdona tutti i suoi peccati e bon. Guarda te però che l’unico che potrebbe confermare la storia, cioè Liberace stesso, è morto. E sì, perché la casa era deserta. Cioè, fammi capire bene: Liberace, che in ogni pagina del libro ci descrivi come pieno di gente attorno, con domestici e manager sempre vicino, ha chiesto a tutti di andarsene per vedere te? Che, a prescindere dal dettaglio che eri un tossico – te, che avevi tra l’altro già ammesso di vendere gioielli per comprarti roba -, eri stato violento e avevi minacciato di ucciderlo? Credibile.

519c42d201f28_image
Ecco i due lovebirds in uno scatto negli anni della loro relazione

Ma è nell’epilogo che dà il meglio di sé: quando dice che dopo esser stato con Liberace e aver buttato tutti i soldi nella droga, ha iniziato a “gestire” delle società con un tizio che spacciava droga a metà USA, tale Eddie Nash. Nash spacciava, mica lui. Lui era santo. Quando lo spacciatore con cui era in società ha torturato un testimone, e lui rischiava di farsi un bel giro in galera, ALLORA, e solo allora, ha testimoniato contro l’ex socio. Si sa com’è: al mondo dello spaccio non piacciono le delazioni, e così Scott è finito sotto protezione. Ma la sua verve istrionica lo ha messo ha rischio: è diventato un predicatore cristiano (ossignur, è proprio il caso di dirlo), e la sua fama era tale che i cattivi della droga lo hanno rintracciato, hanno cercato di seccarlo, ma non ci sono riusciti. Cinque pallottole non sono bastate a finire l’intrepido Scott. Ripresosi, come tutti gli eroi, dalla caduta, trova una moglie (che io vorrei seriamente conoscere, solo per sapere come ha potuto pensare di mettersi con uno così) ma, essendo un bravo ragazzo, decide di tornare alle vecchie abitudini e drogarsi di nuovo. Cosa che dubito abbia mai smesso di fare. L’ultimo aggiornamento su Scott, che risale a pochi anni fa, è la sua sbadataggine nella restituzione di un portafoglio altrui. Pare infatti che il caro Scott – ex predicatore, ex eroe – abbia raccolto da terra un portafoglio e abbia iniziato a usare le carte di credito all’interno dello stesso come fossero sue. Inavvertitamente si intende. Scott ha spiegato alla giura che poi avrebbe restituito tutto. Solo che quei malfidenti di giurati non gli hanno creduto. Purtroppo non tutti capiscono la tempra morale dell’eroe. Dopo aver ottenuto la libertà condizionata e averne violato in più occasione i termini, ora sta passando qualche annetto dietro le sbarre.

Nel libro Scott se la tira. È l’unico modo per dirlo. Continua a parlare delle celebrità che incontra, che conosce, con cui è amico…peccato che tutte ‘ste celebrità non se lo sarebbero cagato neanche di striscio se non fosse stato insieme a Liberace. Quanto poi all’effettiva amicizia personale che sviluppa con i “divi” di Hollywood e della musica, ho seri dubbi sulla veridicità di tali affermazioni. Però magari sono io che non ho fiducia.

E Shirley McLain che lo trovava simpatico, e Debbie Reynolds con cui parlava sempre, e Loretta Lynn che gli confidava i segreti fino a Michael Jackson che era suo carissimo amico. Sì certo, come no. Praticamente era grazie a Scott che questa gente frequentava Liberace, mica il contrario. Certo tesoro, credici. In un’intervista successiva ha anche dichiarato che lui ha avuto un affaire con Michael Jackson per svariati anni. Va bene bello. Tutti vogliono stare con te.

Poi quando dà la mano alla regina lì proprio sono scoppiata a ridere. Sì certo Scott caro, la regina ti dà la mano e ti considera il suo confidente. Credici bello.

Poi un’ultima nota agli amici della Newton Compton: non ci siamo. Ci sono errori e refusi sparsi nel libro, cose tra l’altro molto semplici che si potevano correggere con una lettura un pochino approfondita. Per esempio, ecco una frase che si trova nell’introduzione (ribadisco, l’introduzione, pag. 10!):

Bisognava cominciare, invece dall’inizio.

Capite anche voi che scritta così la frase è priva di logica ed è grammaticalmente scorretta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...