I diari bollenti di Mary Astor – Il grande scandalo a luci rosse del 1936 di Edward Sorel

DSCN3583 (2).JPGLa storia, in breve, è la seguente (e non è spoiler perché, beh, sono fatti accaduti quasi un secolo fa): l’attrice Mary Astor, nella sua causa di divorzio dal marito, affronta uno scandalo enorme causato dalla presenza di alcuni diari intimi che ha scritto sulle sue relazioni sentimentali e che il marito minaccia di rendere pubblici. È una storia sordida, soprattutto se si considera che la causa coinvolgeva la figlia della coppia, Marylin, una bambina di appena 4 anni. Gli studios parteciparono ampiamente alla difesa della loro star, anche perché le attrici dovevano rappresentare la donna perfetta: moglie, fidanzata, compagna ideale. Non certo una fedifraga che documentava le proprie scappatelle. Lo scandalo che si creò attorno alla vicenda fu immenso – almeno in America, dal momento che l’Europa era alle prese con i totalitarismi e la guerra franchista.

Il saggio segue Mary fin da bambina, quando ancora si chiamava Lucile Vasconcellos Langhanke, ed era nata da una famiglia di emigrati tedeschi. Salita alla ribalta grazie ad un film con Jack Berrymore appena sedicenne, incomincia anche la sua tumultuosa relazione con l’altro sesso: dal flirt con Jack, sua costar all’epoca 42enne, tenuta ben celata per non rovinare la reputazione di entrambi; il primo marito morto in guerra, e il matrimonio con Franklyn Thorpe, lo stesso che poi la porterà in tribunale per la custodia della figlia. Ad essere onesti sia Mary che Thorpe non erano particolarmente fedeli: entrambi avevano relazioni extraconiugali. La relazione di Mary con George S. Kaufman però, fu quella che suscitò scalpore e che venne tirata in ballo al processo.

La storia prosegue con il successo di Mary e della sua carriera (recitò nel Il mistero del falco, a fianco fi Humphrey Bogart). Ma la sua vita privata rimase tumultuosa, segnata da alcool e uomini sbagliati.

Ovvio, ci si sofferma sul processo, ma di fatto, l’unica cosa che emerge con chiarezza è che: a) i diari erano molto meno osé di quello che la stampa lasciava credere: b) la maggioranza delle pubblicazioni scandalistiche erano false e c) il diario fu distrutto, quindi nessuno lo lesse.

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In questo libro la copertina e la grafica sono tutto. Sì, perché la storia raccontata non è né nuova, né aggiunge altro ai fatti già resi noti nel 1936, ma certamente le immagini che corredano il racconto sono eccezionali. Consiglierei di leggere il libro solo per le illustrazioni. Sono fenomenali. E riescono a rendere un saggio senza pretese e non particolarmente brillante, un libro originale e piacevole.

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