La soavissima discordia dell’amore di Stefania Bertola

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Agnese, appena tornata dalla Cina dopo che il suo ragazzo ha deciso di sposare due sorelle cinesi, ritorna a Torino all’improvviso e si ritrova spiazzata quando dal suo appartamento spunta un energumeno che le punta un fucile addosso. L’energumeno in questione, tale Rocco Rotella, irascibile regista teatrale in trasferta a Torino per dirigere uno spettacolo, Shakespeare in cucina. La compagnia, del teatro è variegata: dall’ex divo Tancredi, che smania per andare in televisione anche se la sua ragazza/padrona Rosaria glielo vieta; Margherita, che da anni ha una relazione aperta (da parte di lui) con un violoncellista sempre in tournée; Teresa, che sta per sposarsi con Arturo nonostante nessuno dei due voglia questo matrimonio (ma le suocere su questo fanno fronte comune e agguerrito: ‘sto matrimonio s’ha da fare!) ed Emilia, sposata con un medico che opera in America e che si è rifatto una vita laggiù…finché non torna in Italia dalla moglie! Mentre lo spettacolo procede a sbalzi, anche le vite dei protagonisti vengono sbalzate e sballottolate qua e là.

Fermo restando che Romanzo rosa è da considerarsi il capolavoro della Bertola, anche gli altri romanzi condividono il pregio di essere leggeri sì, ma rilassanti e briosi.

Ah poi. Per pietà, amici editori. Io non so se avete fatto una scommessa e cercate di creare la copertina più brutta dell’universo, ma mi volete spiegare chi le pensa queste copertine dei libri della Bertola? Ma che c’entra una ragazza con un alcolico sul bancone di un bar/discoteca? No, perché poi all’interno non sono presenti né bar né discoteche, né tantomeno alcolici…Dite la verità, voi ce l’avete con la Bertola! Perché con queste copertine oscene, nessuno sano di mente si avvicinerebbe senza conoscere l’autrice!!!

La storiella è delicata, surreale (come sempre), ironica ma non volgare. Insomma se cercate un romanzo rosa che abbia anche un minimo di stile e dei richiami letterari non proprio bifolchi (qui le citazioni sono shakespeariane), allora questo è il romanzo giusto. Ovvio, non sarà un capolavoro che fa riflettere sul senso della vita o sull’esistenza dell’uomo, però è piacevole e permette di divertirsi senza scivolare nel banale romanzetto rosa sciapo (e scialbo). C’è anche un personaggio che ritorna da Biscotti e sospetti, seppur non in un ruolo chiave, né è necessario leggere quel romanzo per godersi questo.

Io della Bertola adoro i personaggi sopra le righe e dichiaratamente esagerati, che però risultano piacevoli. Quelle persone che vorresti conoscere, che vorresti avere per amiche o che vorresti sentire parlare per ore. Anche i drammi sono trattati con un pizzico d’ironia, quasi che la Bertola sorridesse, dietro alle quinte. Una strizzata d’occhio ai Romanzi Rosa /con le R maiuscole) e quelli della chick-lit, sdrammatizzando e alleggerendo l’atmosfera.

Quando ci sono quelle giornate no, quelle giornate in cui vorrei tornare a casa e nascondermi sotto al letto senza pensare, la Bertola è un vero e proprio balsamo per l’anima, risolleva il morale e lascia aleggiare un sorriso nel lettore.

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