La gemella sconosciuta di Jane Robins

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Callie e Tilda sono gemelle, eppure non si somigliano affatto. Callie è single, goffa e impacciata. Tilda invece ha tutto ciò che manca alla sorella: è più bella, più ambiziosa, più carismatica. È un’attrice di successo e ed è fidanzata con Felix, affascinante uomo d’affari. Insieme sono la classica coppia da rivista, invidiata da tutti. Persino da Callie. Almeno finché Callie non si rende conto che, negli ultimi tempi, Tilda è sempre più magra, rifiuta ogni proposta di lavoro, passa il tempo rintanata in una casa ormai irriconoscibile, dove il suo allegro caos ha lasciato il posto alla precisione maniacale di Felix: tutto è nuovo, ordinato e così asettico da far paura. E poi ci sono i lividi sulle braccia, le reazioni esagerate di Felix per questioni da nulla. Preoccupata, Callie cerca in Internet forum di sostegno alle vittime di uomini dispotici, manipolatori e violenti: le storie di quelle sconosciute le sembrano fin troppo familiari e Callie si convince che la sorella sia in pericolo. Deve proteggerla, a ogni costo. Ma come, se Tilda per prima non vuole farsi aiutare? Proprio quando Callie ha l’impressione che la situazione stia precipitando, riceve una proposta da una delle donne del forum, una proposta che potrebbe risolvere in un sol colpo i problemi di entrambe. E Callie accetta, sebbene sappia di star imboccando una strada da cui non potrà più tornare indietro, nemmeno quando capirà di aver commesso un errore imperdonabile…

Thriller mediocre. Lo stile è scadente, e certo non riesce a rendere il romanzo, dalla trama assurdamente convulsa, migliore. E passiamo alla trama. Non mi soffermo troppo sui personaggi, perché l’unica cosa che emerge con chiarezza è che la protagonista non sembra essere troppo a cento. Fin dal primo capitolo sappiamo che Felix è morto. Felix è il marito di Tilda, la gemella di Callie. Callie è la protagonista, la sorella meno bella che ha sempre vissuto alle spalle di Tilda, un’attrice affermata. Felix viene descritto come l’uomo ideale: ricco e bello, sembra adorare Tilda. Ma a Callie il cognato non convince, e Tilda sembra bistrattata, sempre meno energica, quasi come se Felix la stesse maltrattando. Per cercare conferma di questa supposizione, Callie si iscrive ad un sito, Uomini Dispotici, in cui le vittime di violenza domestica possono parlare liberamente di ciò che stanno vivendo. Callie vuole scoprire se i suoi sospetti sono fondati e inizia a confidare ad altre persone del sito gli atteggiamenti di Felix nei confronti di Tilda. In particolare si lega a Belle e Scarlet, due donne che per motivi diversi conoscono la violenza da vicino.

Ogni dubbio verrà chiaramente risolto in un finale che doveva essere – almeno nelle intenzioni dell’autrice – sorprendente. Non solo non lo è, ma mi sono chiesta per metà libro se la protagonista fosse normale (il dubbio persiste ancora). No, perché tra le tante cose che fa, stalkera la sorella da quando erano adolescenti (“per il suo bene” è la giustificazione più ricorrente) e si mette in bocca le cose della sorella. Sì, avete letto bene: per qualche strana mania di emulazione, Callie ritiene che mettersi in bocca le cose della sorella sia un fatto del tutto normale. Capite quindi che per tutto il libro la domanda che mi perseguitava è stata: tutto questo è frutto della mente malata di Callie? E soprattutto, Callie ci è o ci fa? (purtroppissimo viene fuori che Callie ci è). La trama è piena di dettagli assurdi e soprattutto superflui: tutto ciò che riguarda il lavoro da libraia di Callie è assolutamente inutile ai fini della trama, così come la love story (patetica aggiungo io) con un tale di nome Wilf. W – I – L – F. E poi vorrei capire: perché le libraie devono essere donnette represse che non hanno trovato niente di meglio da fare nella vita? Callie non ha finito l’università, non sembra particolarmente sveglia (questo lo deduco dai ragionamenti con cui ammorba il lettore nel romanzo), e osa pure lamentarsi del suo lavoro da libraia.

La trama è senza senso, inutilmente arzigogolata per nasconderne le numerose carenze. Lo svolgimento tende all’assurdo. Per esempio, appena Callie conosce Felix pensa subito che ci sia qualcosa che non vada in lui. Ma basandosi su cosa? Poi racconta una sfilza di aneddoti che non descrivono un uomo violento, ma una persona normale. E per di più sembra quasi che a Callie Felix piaccia parecchio. E non perché è il cognato, proprio come uomo.

Ad un certo punto Callie addirittura accoltella Felix pensando di difendere la sorella. Roba da richiedere un ordine restrittivo e un bel TSO.

Oltre ad una trama quindi dimenticabile, lo stile non aiuta per nulla a migliorare la lettura. È uno stile scialbo. Scialbo e soprattutto sgraziato. Sembra scritto su Wattpad (senza offesa), come se nessun editore avesse revisionato e controllato l’esposizione generale, la banalità delle frasi e la difficoltà di seguire alcuni punti della storia. Un’ultima cosa, amici editori: ‘ste storie con protagoniste gemelle/sorelle hanno rotto le balos. Ve lo chiedo per pietà: smettetela di propinarcele. Invece azzeccato il titolo italiano scelto (stranamente) rispetto all’originale White bodies.

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