Regina rossa di Victoria Aveyard

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Mare Borrow vive in un mondo nettamente diviso in due: da una parte gli Argentei, aristocratici e dotati di poteri sovrumani; dall’altra i Rossi, poveri e umili, piegati dall’ingiustizia. Mare è una Rossa che, per un fortuito incontro, riesce a farsi assumere come cameriera al castello reale. Ha così la possibilità di incontrare principi e regine, e soprattutto vedere con i suoi occhi le differenze tra il suo mondo di povertà e quello sontuoso degli Argentei. Durante un evento, per caso, Mare scopre di avere dei poteri eccezionali, che nessun Argenteo possiede, e che neanche lei, in quanto umile Rossa, dovrebbe avere: l’abilità di controllare l’energia elettrica. La rivelazione è scioccante, e viene presto mascherata dai reali, che creano una storia di copertura per nascondere la verità: Mare diventa per tutti Mareen, un’Argentea abbandonata e cresciuta dai Rossi. Per controllarla meglio, si decide di farla sposare con il principe Maven, anche se il principe ereditario, Cal, sembra aver un occhio di riguardo per lei. Ma Mare è un membro della Guardia Scarlatta, un’organizzazione che vuole una rivoluzione per cambiare lo stato delle cose…

Oddio che grande delusione. Profonda. Cocente. Immensa. Nel senso che non ho letto niente di originale, niente di nuovo, niente di speciale. Ogni singola cosa aveva il sapore del “già letto” e non una, ma mille volte. L’eroina che vuole salvare il mondo anche se alla fine fa più danni che altro; l’eroe sensibile ma forte; il triangolo amoroso (e, come cantava Renato Zero, il triangolo no, non l’avevo considerato) e un sacco di azioni al limite dell’assurdo.

La protagonista: Mare Borrow. Una persona fastidiosa, da evitare come la peste. Innanzitutto perché si crede chissà chi già dall’inizio, poi quando diventa la “sparafulmini”, dio ce ne scampi e liberi, è insopportabile. Fa un sacco di cose, la maggior parte delle quali senza senso. E poi anche i “conflitti interiori” che continuano ad ammorbare il lettore sono pippe mentali pesatissime. Ha le capacità di analisi di un ananas congelato. Per esempio decide di unirsi alla Guardia Scarlatta perché riceve la notizia della morte del fratello Shade al fronte. Sì, perché come se gli elementi scontati non bastassero, i Rossi hanno la leva obbligatoria a 18 anni se non hanno un lavoro. Shade era partito anni prima e, all’inizio della storia, la famiglia Barrow riceve una lettera in cui si annuncia la sua morte. Quindi cosa può fare Mare per migliorare la situazione? Ovvio, unirsi ai rivoluzionari. Senza pensare a cosa significhi, a cosa comporti, al prezzo che costa una simile decisione…no, lei va e si allea perché le gira così (e, a dirla tra noi, non so quanto abbia aiutato la Guardia Scarlatta avere Mare nei loro ranghi).

Senza contare la scarsissima credibilità di tutta la vicenda. Allora ricapitoliamo: Mare scopre davanti a tutti l’élite degli argentei che ha dei poteri anche se è una Rossa. Caos. Per evitare l’insorgere di preoccupanti sollevamenti popolari dei rossi, il re decide di far passare Mare per una finta argentea. Ok, ci può stare. Ma perché farla sposare con il principe? A me questo sfugge. Rispondono: perché così possono controllarla. Ma non mi sembra quel granché come spiegazione. Perché, sarà che sono una vecchia cinica, ma invece di tenerla viva che fa la piattola in tutto il castello ammorbando con le sue lagne chiunque incontri, non era più facile ucciderla e farlo sembrare un incidente? Bah.

Il triangolo, dei più classici e veramente squallido, contrappone due fratelli (o meglio fratellastri, perché nati da madri diverse) opposti fra loro: Cal, focoso, forte, impetuoso; Maven riflessivo, paziente, pensatore. Agli antipodi ma innamorati (inspiegabilmente, aggiungo io) di Mare. E Mare per sicurezza è chiaramente presa da entrambi. Da notare però l’incontro con Cal, avvenuto già in precedenza dell’arrivo a corte: Mare lo incontra mascherato una sera in una locanda mentre sta cercando di derubarlo. E, invece di prenderla a randellate o incazzarsi come una biscia (come è giusto che sia) la perdona. E le dà pure dei soldi. Roba che manco Gesù nei suoi momenti migliori. Entrambi le storielle sono poco credibili e poco sentite. Mare ha il range emotivo di una zucchina scotta. Non reagisce, non prova niente, oppure semplicemente l’autrice non lo sa descrivere. Perché ci ho messo un po’ a capire che c’era alchimia tra i personaggi; mi è venuto il sospetto solo quando è scattato il fatidico bacio. Prima a dir la verità non è che lo sviluppo della relazione con entrambi i principi venga descritta così bene.

Io questo fatto dei triangoli in OGNI libro per ragazzi non lo capisco. Ma non è possibile creare tension senza metterci una cippa di triangolo everywhere? E che palle. Hanno stancato. Senza contare che con due fratelli fa strano. Anzi, fa schifo.

Ad essere onesta c’è quasi un quadrangolo perché anche Kilorn, l’amico d’infanzia, sembra puntare Mare. Suppongo Mare abbia doti molto nascoste, dal momento che quello che emerge di lei nel libro è tutto fuorché affascinante. Non uno, non due, bensì 3 pretendenti. Se arriva a 10 ragazzi per lei, poi almeno può fare concorrenza a Battisti.

Ma, e lo dico perché ho già letto anche il secondo capitolo della saga, poi la storia sembra migliorare un pochino. Oddio, bisogna aspettare ben oltre la metà di Spada di vetro, ma migliora.

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