I bambini di Dio di Amoreena Winkler

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Amoreena Winkler è nata nel 1978 a Roma, all’interno della setta apocalittica “I Bambini di Dio”. Suo padre, dopo essere sfuggito alla chiamata alle armi per il Vietnam, aver partecipato a Woodstock e fatto uso di qualsiasi tipo di droghe, è tra quei figli dei fiori ripescati da Moses David, il profeta della fine dei tempi, per rivoluzionare il mondo con la potenza dell’Amore. Sbarcato dagli States, a Nizza, sulla Promenade des Anglais, conosce un’esile ragazza di 19 anni, sua madre, che ha appena mollato l’università e ha deciso di rompere con la rigida educazione ricevuta per seguirlo all’interno della “Famiglia”. Sembrerebbe una storia romantica, ma non lo è. Dietro l’apparente innocenza di una gioventù che pratica la povertà e predica l’amore divino ci sono le spietate leggi dei “Bambini di Dio”. Una setta che per volontà del suo fondatore, David Berg, aveva esteso l’accezione del precetto evangelico “ama il prossimo tuo” alla sfera sessuale, che faceva proselitismo religioso attraverso la prostituzione dei suoi adepti, e che rivendicava la libera sessualità dei bambini, da condividere tra i confratelli attraverso lo sharing.

Bisognerebbe arrivare preparati prima alla lettura di questo racconto autobiografico. Preparati e mentalmente sicuri di volerlo leggere. Io non lo ero. Bisogna anticipare che I bambini di Dio (nota anche come La Famiglia e ora La Famiglia Internazionale) è uno dei nomi di una setta pseudo-cristiana che è sorta negli anni ’70 e che univa una sorta di amore hippie agli insegnamenti della Chiesa. Peccato che si spingesse ben oltre il motto amore per tutti, o almeno ben oltre il significato attribuitogli dai più. Non solo si praticava il sharing, un’esperienza di sesso condiviso, ma anche il Flirty-Fishing, una sorta di prostituzione a fini religiosi, e, fatto più inquietante di tutti, si praticava l’amore libero anche coi i bambini. Quindi violenza sessuale a danno di minori. Il leader della Chiesa, un uomo nato con il nome di David ma auto-ribattezzatesi David-Moses e abbreviato in Mo per i fedeli, applicò di persona la regola dell’amore con tutti, tanto che due dei suoi nipoti lo hanno accusato di abusi sessuali e un figlio adottivo si è suicidato in seguito agli abusi subiti durante l’infanzia. E già un leader di questo calibro indica la condotta morale della setta. Al giorno d’oggi la setta esiste ancora, ma ha rigettato alcune delle sue pratiche più discusse e criminali, come appunto l’abuso su minori. La storia che ci racconta Amoreena Winkler è una storia fatta di abusi sessuali, fisici e psicologici con un “papà” violento che abitualmente la sottoponeva a pratiche erotiche. Anche le punizioni corporali sono frequenti per i bambini del culto, oltre ad un isolamento costante. Infatti fin da piccoli i membri della Famiglia hanno poche interazioni con i sistemiti, tutti coloro che sono esclusi dalla setta stessa. E, dato che per alcuni anni la setta diventò, per le sue pratiche criminali, proibita, i membri erano costretti a vivere come dei fuggitivi, vivacchiando qua e là senza fissa dimora. E così la famiglia di Amoreena si sposta per tutta la Francia e l’Italia, vivendo di espedienti e sempre sotto l’egida paterna, che abitualmente picchia moglie e figli, oltre ad abusarne.

La cosa che, almeno personalmente, mi ha sconvolto di più, è il fatto che Amoreena rimaga una bambina ben più grande della sua età, per cui è normale avere rapporti sessuali già da piccolissima. E questo è l’aspetto più raccapricciante e triste dell’intera vicenda: abituandola a relazioni fin da quando ha 6 anni, e facendolo passare come un gesto “normale”, Amoreena ne esce con una libido scossa e segnata per sempre.

Di questo volume è uscito un seguito, che io non leggerò perché sono rimasta già abbastanza scioccata da questo, che racconta l’adolescenza di Amoreena, per ora inedito in Italia, dal titolo Fille de chair.

Giusto per concludere la storia della setta: dopo aver cambiato nomi e legislazioni, la setta è ancora attiva e il suo capo è la moglie di David Berg, che ne ha preso il posto al momento della morte. La stessa donna testimone di abusi nella propria casa è a capo della setta. Non so voi, ma secondo me non promette benissimo come cosa. Quindi, se vi capita di andare sul sito del gruppo, che appare come quello di una ONG missionaria, e vedete il viso sorridente di Karen Zerby, guida spirituale del gruppo, non dimenticavi che è la stessa donna che per 25 anni è stata la compagna di un pedofilo e che proprio nella sua casa diversi bambini sono stati abusati. Anche il fondatore David Berg sul sito viene presentato come una specie di santo. Di nuovo, accuse di abusi gli vengono mosse dai suoi stessi nipoti.

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