La bastarda degli Sforza di Carla Maria Russo

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Nel 1463 nasce uno dei tanti figli illegittimi del duca di Milano, Galeazzo Maria Sforza: è Caterina Sforza, figlia delle sua amante Lucrezia Landriani. Fin da piccola irruenta e affascinata dalle armi più che dalle arti che una nobildonna dovrebbe padroneggiare, Caterina viene data in sposa a Girolamo Riario a 9 anni. I Rialto sono una famiglia di umili origini, ascesi al potere grazie allo zio, il papa Sisto IV, che dona a Girolamo le signorie di Imola e successivamente di Forlì. Ma gli intrighi nelle corti rinascimentali italiane sono spietati e continui, cospirazioni e congiure che mettono in ginocchio famiglie secolari o distruggono signorie appena sorte. Caterina si ritrova nel pieno di una guerra che non si combatte solo a colpi di spada, ma di diplomazia e acume politico, doti di cui il marito sembra sprovvisto…

Mi sa che ho sbagliato io. Nel senso che sono partita leggendo l’ultimo libro pubblicato di questa scrittrice, Le nemiche, e poi pian piano sto leggendo i precedenti. E secondo me la Russo ha fatto dei progressi enormi, quindi Le nemiche (secondo me) resta il romanzo migliore della scrittrice.

Questo per dire che se sono rimasta un po’ delusa da questo romanzo non è perché il libro in sé non sia piacevole, ma perché non riesco ad evitare di fare il paragone con un romanzo migliore.

Da un punto di vita prettamente storico, La bastarda degli Sforza mi sembra manchi di alcuni appunti di realismo, soprattutto per l’incredibile indipendenza di Caterina Sforza nel romanzo. Molti dei gesti che compie e che vengono descritti come iniziative personali non sono così sicura che siano da attribuire a lei, o almeno non unicamente a lei. Per esempio la presa di Castel Sant’Angelo (non entrerò nei dettagli) non so se fu proprio un gesto così eroico e degno di un leader militare. Però sicuramente narrato in questo modo la storia ne trae un tocco in più.

Il fatto che sia in parte un racconto e in parte una biografia di Caterina stessa, che scrive dal suo punto di vista, non mi ha fatto impazzire come scelta, però permette di avere due visioni contemporanee, cioè la storia che si srotola e i pensieri di Caterina su ciò che accade/è accaduto.

Questo è il primo romanzo, a cui fa seguito La bastarda degli Sforza. Giorni di amore e guerra, che conclude il ciclo sulla vita di Caterina.

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