La principessa sposa di William Goldman

Uno sceneggiatore in crisi compra al figlio un libro che lui stesso ha amato molto da piccolo, La principessa sposa. Peccato che al figlio il libro non vada proprio giù. Allora Billy decide di rileggere il romanzo, e di riscriverlo, modificando o assottigliando alcune parti un po’ troppo corpose, per poterlo pubblicare. La storia è quella della bellissima Buttercup, e del suo amore per lo stalliere Westley; parla del fidanzamento di Buttercup con il perfido principe cacciatore Humperdinck; parla di rapimenti, di spietati spadaccini che impugnano spade per chi ha sei dita; parla di un misterioso uomo in nero; parla di avventure spericolate e malvagi sicari…

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Parto col dire che ho visto il film quando ero piccola (intitolato La storia fantastica, credo per spingere i più ad associarlo a La storia infinita, uscito qualche anno prima), ora me ne ricordo solo dei pezzetti vaghi, ma so che cominciava con un nonno (che tra l’altro era l’attore che interpretava Colombo) che racconta una fiaba al nipote mentre è malato. Il film era divertente ed ironico, per famiglie. Il libro mi ha stupito perché non è un libro per bambini, o almeno non bambini piccoli, e contiene una dose di ironia altissima, una sorta di satira della fiaba tradizionale; sradica i cliché tradizionali, ribaltandoli o ridicolizzandoli.

Però, dopo le prime battute divertenti, le righe di intermezzo dell’autore – sempre ironiche – hanno cominciato ad essere troppe. Troppe e troppo sparse, spezzando in definitiva la fluidità della trama. Che poi non è che sia una trama piena di colpi di scena, comunque si parla di una fiaba, e classica per giunta. Però ammetto che speravo in qualcosa di più, specie nella seconda parte, dopo l’inizio brioso e senza freni.

Mi aspettavo di più? O forse, semplicemente, in questo periodo fatico a trovare una lettura convincente, da cui mi separo con tristezza, che mi lascia qualcosa? Il libro resta comunque una lettura piacevole e scorrevole – entrambe caratteristiche da non sottovalutare se si cerca qualcosa di rilassante, ma che non preveda una lobotomia totale, per essere letto.

 

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