Non devi dirlo a nessuno di Riccardo Gazzaniga

Estate 1989. Luca, adolescente genovese, trascorre l’estate a Lamon, un piccolo centro sulle montagne del Veneto. Il suo migliore amico è Alessio, villeggiante e un po’ sfigato come lui. Il suo amore è Chiara, ma a lei piace Samuele, che ha già lo scooter e pure l’orecchino. Una sera, Luca e il fratellino Giorgio si addentrano nel bosco alla ricerca di un tasso. Lí si accorgono che due occhi li fissano dal buio. Scappano, convinti di essere seguiti, ma, arrivati alla porta di casa, si voltano e non vedono nessuno. C’era davvero una presenza che li spiava nascosta tra gli alberi? E chi guida la macchina nera che compare in paese qualche sera dopo e sembra pedinare Luca?

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Mi aspettavo un romanzo completamente diverso per trama e toni. Nonostante non sia un lavoro eccelso si legge molto velocemente (io ho dovuto superare lo scoglio delle prime pagine per intripparmi).

Ho scorto almeno due grandi richiami letterari. Da un lato It o Stand by me di Stephen King, in cui un gruppo di bambini/ragazzi deve affrontare un mistero che gli adulti non conoscono; dall’altro Il buio oltre la siepe: il finale del romanzo di Gazzaniga mi sembra quasi un omaggio al celebre capolavoro.

Ribadisco, il romanzo secondo me ha dei difetti, tra cui una trama, almeno nelle linee generali, prevedibile. Anche l’inserimento di frasi dialettali, descrizioni di eventi calcistici e riferimenti precisi alle auto del periodo mi hanno ostacolato un pochino. Li ho trovati dettagli ideali per un prodotto televisivo; nell’ambito letterario hanno perso molto del loro impatto (soprattutto per tutti quelli, come me, che non sanno distinguere le automobili di oggi, figuriamoci i modelli degli anni ’80). E anche la svolta finale è in un certo senso prevedibile (pur riuscendo ad inserire degli eventi inaspettati). Soprattutto il finale mi ha lasciato parecchio perplessa, però non voglio spoilerare troppo, quindi dirò solo che la svolta un po’ inverosimile non mi ha convinta, insieme alla frettolosità di chiudere il tutto.

Però c’è un protagonista, Luca, a cui ci si riesce ad affezionare, e che riesce a farci ricordare quel periodo in cui anche noi, come lui, stavamo crescendo. C’è una compagnia di amici realistica, c’è molto delle mie stesse vacanze in un paesino di montagna quando avevo tredici anni.

Luca riesce a creare una connessione con il lettore. Anche la turbolenta relazione dei genitori è qualcosa che, in un modo o nell’altro, appartiene a molti: liti o discussioni che, quando si è piccoli, rimbombano; brevi frasi o commenti inaciditi tra coniugi, che un bambino testimonia senza capirli fino in fondo. E anche l’attaccamento al fratellino, Giorgio, visto ora come una palla al piede di cui liberarsi, ora come un alleato, ora come amico. E i primi baci, le prime storie, i primi litigi. E boh, nonostante il romanzo sia ambientato in un periodo anteriore a quello in cui io stessa ho vissuto le stesse esperienze, mi sono ritrovata in gran parte di quello che viene scritto.

Sono andata a curiosare online, e ho scoperto che anche un blog che recensisce libri per bambini e ragazzi ne ha parlato, trovandolo adatto ad un pubblico molto giovane, cioè con la stessa età del protagonista (13 anni). Sinceramente non ci avevo pensato, però l’edizione Einaudi è pensata per un pubblico adulto, così come la svolta abbastanza dark sul finale (qui la recensione di cui parlo: https://biblioragazziletture.wordpress.com/2016/09/20/non-devi-dirlo-a-nessuno/).

Una piccola nota finale: leggendo i ringraziamenti mi sono commossa. Perché si evince come il romanzo sia quasi autobiografico per Gazzaniga, e che sia una vero e proprio atto d’amore nei confronti non solo della sua gioventù, ma del suo paese (Lamon, nel Veneto, di cui io ignoravo l’esistenza), nei confronti del fratello, Giorgio (anche il fratello del protagonista ha mantenuto il nome, e ci sono delle scene, nel romanzo, di amore fraterno molto commoventi), e della nonna, che l’autore ringrazia a fine libro, e che in effetti ha un ruolicino piccolo ma fondamentale anche nella storia.

Ah, tra l’altro l’editor del romanzo è Rosella Pastorino, autrice de Le assaggiatrici.

Adesso sono curiosa di leggere il primo romanzo di Gazzaniga, uscito nel 2012, A volto coperto, che tratta di una tematica completamente diversa (e per chi volesse è appena uscito un nuovo romanzo dell’autore edito da Rizzoli, Colpo su colpo).

Io ho letto questo romanzo perché mi sono appassionata ai due podcast curati dall’autore su storielibere.fm, A pugni chiusi, ormai conclusa (che si concentrata sulle Olimpiadi di Città del Messico 1966, quella della famosa foto con gli atleti afroamericani che alzarono i pugni chiusi) e 1989, appena cominciata (sui grandi cambiamenti dell’anno, tra la caduta del muro di Berlino e grandi rivoluzioni musicali).

Ecco il sito dell’autore: https://riccardogazzaniga.com/

 

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