Quella sporca donnina. Dodici seduttrici che hanno cambiato il mondo di Lia Celi

Editore: Utet

Anno di pubblicazione: 2020

Pagine: 256

Quella sporca donnina

Una scorribanda nella storia, un tour libertino e spumeggiante che ci mostra come una corrente sotterranea di ribellione abbia sempre attraversato i secoli, concentrandosi proprio nel punto ancora oggi più controverso di tutti: il sesso. Signore della notte, cocotte, lucciole, scarlet ladies, meretrici, filles de joie, cortigiane, escort. Ma anche poetesse, letterate, spadaccine, amanti, filosofe, self made women. Dalla Gerico della Bibbia alle strade patinate di Hollywood, dall’antica Grecia alla Venezia rinascimentale, passando per la Parigi post-rivoluzionaria e la Berlino di Hitler, queste sporche donnine conquistano città, re e generali, scrivono bestseller, diventano milionarie. Fanno paura e affascinano, perché distruggono le norme del vivere civile, eppure cercano disperatamente, e qualche volta inventano di sana pianta, un ascensore sociale prima di loro inimmaginabile. Bisogna però essere disposte a stare al di fuori da ogni canone e regola, o, addirittura, infrangerle tutte. Con precisione e leggerezza Lia Celi racconta dodici storie di prostitute che sono state in grado di conquistarsi un anticipo sulla libertà del xx secolo, dodici Bocca di rosa pronte a tutto pur di decidere del loro destino. C’è chi, come Frine, finisce per diventare l’immagine scolpita della dea dell’amore e chi, come la piccola Su Xiaoxiao, rinuncia al proprio sposo per non comprometterne la reputazione. C’è chi mente alla famiglia per colonizzare il Far West, come Pearl De Vere, ex sartina e in realtà signora dei bordelli di Cripple Creek, Colorado e chi cambia vita e identità, come Pelagia che finì i suoi anni da uomo e in povertà; chi raggiunge il lieto fine delle favole (sposandosi) e chi di favole non ne vuole sapere: meglio ingannare gli uomini e provare a salvare una vita. Dodici ritratti di donne consapevoli del proprio valore, eroine moderne e spregiudicate che hanno saputo piegare con irriverenza il mondo ai loro sogni. Dodici storie così stranamente vicine a noi, nelle aspirazioni e nei desideri.

Ormai si è capito che a me questa autrice piace molto, ho letto quasi tutte le sue opere destinate ad un pubblico adulto, e le sue biografie sono sempre molto originali (quella su Lucrezia Borgia e su Caterina la Magnifica). Così appena ho visto un nuovo saggio dell’autrice mi ci sono fiondata. Si tratta di una raccolta di 12 mini-biografie che raccontano la vita di altrettante donne divenute famose grazie – o nonostante – la propria attività: la prostituzione. Dodici donne che hanno avuto successo, e una loro fetta di notorietà, pur praticando il mestiere più antico del mondo. E io non ne conoscevo quasi nessuna!

Quindi, ecco, in breve, le donne citate:

  1. Rahab, meretrice biblica, che aiuta due spie ebree a salvarsi la pelle a Gerico. Quando l’esercito di Israele distruggerà le mura della città, risparmierà la casa di Rahab proprio in virtù dell’aiuto fornito ai due ebrei. Gli studiosi dibattono ancora se effettivamente Rahab fosse una prostituta o una locandiera (i termini impiegati la ricollegano ad una generica “immoralità”, marchio che entrambi i lavori avevano cucito addosso); sta di fatto che ogni tanto durante le mie letture scopro storie nella Bibbia sempre più interessanti e decisamente lontane dalla morale cattolica comune (La tenda Rossa mi aveva fatto scoprire la bigamia di Giacobbe);
  2. Frine, un’etera tespiana che visse ad Atene nel IV secolo a.C. La sua notorietà è data dalle produzioni scultoree che al ritraggono come la dea Afrodite, realizzate dallo scultore Prassitele. Nonostante gli originali siano andati perduti, ne conserviamo copie d’età romana. Fieramente antimacedone, rischiò una condanna per empietà (ma gli storici ritengono si tratti di un attacco alle sue idee politiche). Durante il processo, secondo alcune fonti, o lei stessa o il suo avvocato le strapparono la tunica, lasciandola senza veli. La sua nudità le garantì l’assoluzione;
  3. Pelagia di Antiochia. Un’attrice/ballerina del III secolo d.C., che si convertì al cristianesimo ripudiando le sue origini. Quando si parla di attrice/ballerina si sottintende, per l’epoca, anche il sostantivo prostituta, dato che la fama delle artiste era molto compromessa. Secondo un documento di dubbia attendibilità Pelagia passò l’ultima parte della sua vita come un monaco asceta e anacoreta, lontano da tutti. Solo alla sua morte, al momento della vestizione, si scoprì che Pelagio – questo il nome scelto dal monaco – altri non era che Pelagia, una donna  che con la sua bellezza aveva saputo incantare il vescovo di Antiochia, Nonno;
  4. Su Xiaoxiao, una cortigiana e poetessa cinese, morta giovanissima (19 anni). La sua vita è circondata da leggende, nessuna delle quali supportata da prove storiche. La più famosa la vede come un’innamorata che ha aspettato il ritorno del suo bello, andato a studiare altrove. Ovviamente il bello durante la lontananza si è sposato e al ritorno (più di vent’anni dopo) ha potuto visitare solo la tomba di Su Xiaoxiao. Dettaglio curioso: Su Xiaoxiao significa letteralmente “piccola piccola”. Infatti se morì all’età di 19 anni significa che iniziò la sua carriera di cortigiana molto molto molto giovane, ancora bambina, un attributo che era molto apprezzato dai suoi corteggiatori;
  5. Veronica Franco, nobile cortigiana veneziana del XIV secolo, nota per i suoi versi (riscoperti ben dopo la sua morte). Avviata alla prostituzione dalla madre, divenne una cortigiana istruita e molto influente; ma un processo per stregoneria e la peste la privarono di molti dei suoi parenti e del sostegno finanziario;
  6. Ninon de Lenclos, cortigiana francese e ospite di famosi salotti letterari e artistici, amica di Molière. Ad un certo punto il suo stile di vita giudicato troppo libertino la fece rinchiudere nelle prigioni, da cui uscì grazie all’intermediazione della sovrana Cristina di Svezia;
  7. Églé, nome d’arte di una prostituta ghigliottinata durante il Terrore. La sua identità rimane misteriosa, ma venne giustiziata per aver espresso idee filo-monarchiche in un periodo particolarmente cruento della storia francese;
  8. Harriette Wilson, cortigiana inglese della Reggenza. Diventata amante di un duca a soli 15 anni, rimarrà una figura chiave a fianco di molti politici inglesi; dopo la fine della sua vita da cortigiana scrive un libro di memorie, in cui cita i suoi numerosi amanti (per non essere citati bastava pagare…una forma di ricatto che ancora oggi si usa); pubblicato nel 1825, diventa un libro scandaloso, una sorta di Novella 2000 della Reggenza;
  9. La Païva, nata Esther Lachmann, un’ebrea di origini russe emigrata in Francia. Qui diventa una cortigiana e poi la moglie di uno degli uomini più ricchi dell’epoca, il conte Guido von Donnersmarck. Indulgendo in una vita di agi e opulenza, La Païva farà costruire un’immensa costruzione sfarzosa, ancora oggi esistente, l’Hotel de La Païva, a Parigi. Dopo la guerra franco-prussiana i coniugi Donnesmarck lasciano la capitale francese, forse sospettati di spionaggio (il conte Guido era prussiano). Si dice che il marito, una volta morta la moglie, ne fece conservare il corpo e lo tenne in casa;
  10. Pearl DeVere, una cortigiana del Far West; famosa per aver creato uno dei bordelli di lusso a Cripple Creek (oggi diventato un museo); muore durante una delle feste da lei organizzate per un’overdose di morfina;
  11. Hedwig Porschütz, una donna costretta a prostituirsi nella Germania nazista. Aiutò a nascondere degli ebrei nella propria casa e a procacciare documenti falsi ad altri;
  12. Divine Brown, la prostituta con cui i paparazzi beccarono Hugh Grant nel 1995. La carriera del divo britannico ne uscì quasi devastata (ma una serie di scuse pubbliche lo riabilitarono), lei invece riuscì a ottenere una marea di soldi grazie ad interviste a programmi radiofonici e televisivi.

Le biografie sono tutte interessanti e mi hanno fatto conoscere non solo personaggi, ma anche situazioni storiche di cui non sapevo nulla. Sull’effettiva importanza che ebbero nella Storia o nel cambiare la  percezione o il ruolo della donna avrei qualche riserva. Per esempio la storia di Divine Brown mostra solo come a lei sia andata “bene”: nata da una famiglia poverissima, costretta a mantenere due figlie piccole, Estelle Marie Thompson (questo il vero nome) è costretta a prostituirsi. Una sera alcuni agenti la beccano in macchina con Hugh Grant e quella si rivelerà la svolta della sua carriera. La Celi va giù pesante con la similitudine a Pretty woman, film celebre che ha rovinato intere generazioni, peggio di Cenerentola (e pensare che lo script originale era un dramma, con la protagonista che finisce sul ciglio della strada con i soldi, sola e strafatta di droga). Però, insomma, non so quanto fare la prostituta ed avere “la fortuna” di essere arrestata insieme ad un divo hollywoodiano conti come empowerment (anche perché la maggior parte delle ospitate che fece vennero organizzate dal marito, che di fatto ne trasse profitti per se stesso).

Sicuramente un aspetto che accomuna tutte loro, a parte la professione, è la capacità di sapersi distinguere grazie al proprio intelletto o al proprio spirito. Altro fattore che avvicina molte di loro è la giovane età in cui cominciarono a prostituirsi, in molti casi ben sotto la maggiore età, e anche il destino solitario e tragico della vecchiaia (molte morirono in povertà). Il fatto che molti di questi personaggi siano più leggendari che reali, o forse fortemente idealizzati (Rahab, Pelagia, Su Xiaoxiao) dimostra che alcune donne ebbero effettivamente ruoli chiave nella storia culturale e sociale del mondo (perché, per esempio, anche se Rahab non sia esistita veramente, rimane l’idea che le donne siano state cruciali per la diffusione del cristianesimo).

È un saggio corto, molto molto scorrevole (io l’ho divorato nel giro di poche ore), e che consiglio a chiunque ami lo stile dell’autrice. Mi ha intrippato come pochi e una volta chiuso il libro sono corsa a cercare maggiori informazioni si ognuna delle protagoniste.

Un piccolo appunto a titolo e copertina, secondo me poco ispirati. Ed è un peccato perché la casa editrice aveva dimostrato di saper creare delle bellissime vesti grafiche per i saggi precedenti della scrittrice (ma c’è stata di mezzo la quarantena e un sacco di casini, non so quanto questo possa aver influito).

ATTENZIONE! Ultimo aggiornamento: Morgana, il podcast di Chiara Tagliaferri e Michela Murgia, ha dedicato l’ultimo episodio a Pearl deVere, e come ospite della puntata c’è Lia Celi!!!!!

1 Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...