Errore di sistema di Edward Snowden

Editore: Longanesi

Anno di pubblicazione: 2019

Pagine: 352

Come si diventa il ricercato numero uno dalle più potenti agenzie di sicurezza del mondo occidentale, quando sei stato un bambino introverso e geniale, un ragazzo fragile e idealista? Quando si rende conto che il Paese che serve sta tradendo tutti gli ideali in cui crede, Edward Snowden, funzionario della CIA e consulente della NSA, diventa la talpa del Datagate, lo scandalo che ha rivelato al mondo l’esistenza di un programma illegale di sorveglianza digitale di massa che consentiva al governo statunitense di spiare praticamente chiunque sulla faccia della terra. Il suo J’accuse infrange per sempre l’illusione del sogno americano. È il 2013. E quell’uomo sta per dire addio alla vita come la conosceva. Sei anni dopo, dalle pagine di questa intensa autobiografia, Snowden rivela per la prima volta il proprio ruolo nella creazione della tecnologia che ha consegnato agli Stati Uniti un’arma troppo potente per qualunque governo intenda conservarsi democratico, e cosa lo ha spinto a denunciarne infine l’esistenza. Scritto con genio, grazia, passione e una fede incrollabile nel valore dell’onestà, «Errore di sistema» è una testimonianza cruciale dell’età digitale in cui viviamo, destinato a diventare un classico imprescindibile.

L’autobiografia segue la vita di Snowden fin da bambino, quando inizia la sua passione per i computer, grazie anche al padre ingegnerie che installa i primissimi modelli casalinghi. A 22 anni inizia a lavorare per la CIA sotto copertura, come agente esterno (lui ufficialmente è un impiegato della Dell). A 29, quando abbandona l’agenzia, ha un lavoro ben retribuito che gli consente dei viaggi intorno al mondo e moltissime comodità. Eppure, per un ideale di giustizia, ha lasciato tutto. Lavoro, stabilità, affetti: quando parte non Edward non sa ancora se la sua famiglia lo appoggerà, se la sua compagna si unirà a lui.

La prima cosa che mi viene in mente appena chiuso il libro è “cavolo”. E sì, perché Edward aveva 29 anni quando ha fornito ai giornalisti le prove che il governo degli Stati Uniti stava spiando – o avrebbe potuto spiare – ogni cittadino. Ventinove anni. Giovanissimo. E con le idee chiare. Il processo che ha portato Edward alla denuncia non è stato preso a cuor leggero, in un momento di idealismo. No. È stata una scelta ponderata, bilanciata, accorta. Edward ha pensato per mesi, anni addirittura, a cosa fare. Lui, un patriota convinto, che era stato nell’esercito, è stato costretto a rivedere le sue idee, la sua visione del mondo. Quel governo per cui era fiero di lavorare aveva disatteso le sue speranze. Non solo appaltava a personale esterno lavori di spionaggio, ma abusava di un codicillo post 11 settembre per spiare nelle vite dei cittadini, indipendentemente dal loro legame con terrorismo o altro.

Quello che mi ha colpito è l’estrema consapevolezza di Edward durante l’intera faccenda. Aveva calcolato e progettato quasi tutto. Sapeva che il suo destino non sarebbe stato facile, e quasi sicuramente sarebbe stato forzatamente bandito dalla sua patria. Sapeva che le conseguenze del suo gesto avrebbero portato disagi alla sua famiglia e alla sua ragazza Lindsay, e per questo ha cercato di proteggerli sempre, mantenendoli all’oscuro di tutto.

Nonostante Edward cerchi sempre di essere chiaro e semplificare al massimo, io sono capra-anziana-dentro e quindi di tecnologia capisco quanto mio nonno novantenne, cioè niente (e suppongo sia grazie alle migliaia di persone come me che il governo USA ha potuto estendere al massimo il livello di sorveglianza). L’autobiografia cerca di spiegare sigle e uffici, che per me rimangono molto nebulose (ma forse dipende dal fatto che l’ho letto alle 6 del mattino, appena sveglia).

L’intera vicenda di Edward Snowden apre inquietanti interrogativi sul potere quasi onnipresente degli USA nel mondo (come dice l’autore, Internet è un prodotto statunitense), e su quanto effettivamente ogni nazione sia legata allo Stato a stelle e strisce da un rapporto di subalternità. L’unica paese che finora si è offerto di ospitare Snowden senza ripercussioni è stata la Russia, uno stato molto vicino alla dittatura (che ha degli interessi propri per tenersi Edward buono).

Snowden mostra come la “patria della democrazia”, che per anni si è addirittura ingolfata in guerre nel nome della democrazia, violi regolarmente la privacy, e quindi la libertà, di ogni suo cittadino (anzi, potenzialmente, di ogni cittadino).

A prescindere da temi complicati di cui non ho autorità o competenza per discernerne in maniera appropriata, ho apprezzato come l’autore non cerchi autoassoluzioni o gloria, ma anzi abbia lasciato solo agli ultimi capitoli i fatti legati alla scoperta di essere il whistleblower e i successivi avvenimenti.

Tra l’altro Edward Snowden ha la faccia perfetta da spia: anonima e dimenticabilissima.

Vi consiglio Citizenfour, documentario del 2014 sulla sorveglianza americana e sul caso Edward Snowden:

Il film presenta anche la prima conversazione tra Edward e i giornalisti a Honk Kong, fulcro dei capitoli finali del saggio. Nonostante nel libro l’autore affermi di essersi sentito molto nervoso e agitato, nel video sembra una persona composta e rilassata, a parte qualche punto in cui trapela una risata nervosa o delle pause nelle risposte (ancora più stima da parte di una che vive con l’ansia per ogni cosa). Tra l’altro ha una proprietà di linguaggio eccellente: non solo espone chiaramente il suo pensiero, ma lo espone con una capacità linguistica non indifferente (un fatto che nel libro è meno evidente).

Oltre al documentario, vi consiglio anche una delle molteplici interviste a Snowden, fatta da John Oliver nel 2015 nel corso di uno speciale sulla sorveglianza governativa:  

1 Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...