Le sfide di Apollo di Rick Riordan

Editore: Mondadori

Anno di pubblicazione: 2016- 2020

L’ultima saga di Riordan ci riporta su luoghi e personaggi già noti: gli dei dell’Olimpo tornano in azione. A capitanare lo squadrone di questa nuova avventura c’è niente di meno che il dio Apollo, sceso in terra sotto le spoglie di un teenager un po’ grassottello e un po’ sfigatino, Lester Papadopoulos. Apollo/Lester non sa come sia finito lì, tra i vicoli un po’ maleodoranti di New York, e nemmeno sa chi sia la giovane semidea che lo ha prontamente salvato dalle sgrinfie di due bulletti, ma lo scopre ben presto: Meg McCaffrey è una fortissima figlia di Demetra, dea del raccolto.

Apollo ha un solo obiettivo: ritornare sull’Olimpo. Ma scopre ben presto che deve affrontare, nelle vesti di un mortale un po’ impacciato, diverse sfide e dei nemici che mirano a distruggere l’ordine nelle schiere celesti e terrene. Nello specifico i cattivi sono un triumvirato di imperatori romani assurti a divinità: Caracalla, Nerone ed Eliogabalo.

Ho aspettato che uscissero tutti i volumi della saga prima di iniziare a leggerli perché ho un problema di memoria: dopo mezzo mese non ricordo manco un nome e un collegamento. Tant’è che quando HP usciva, a volte a distanza di anni, io mi andavo a rileggere tutte le avventure precedenti per rimanere sul pezzo (e infatti ora li so a memoria).

Credo di averlo scritto più volte, io amo molto Rick Riordan, ho iniziato a leggere Percy Jackson una decina di anni fa e da quel momento ho seguito tutte le avventure degli eroi scritte dall’autore.

Quindi, come sempre, sono di parte.

Soprattutto nelle prime due saghe, ho trovato l’autore capace di modernizzare le divinità classiche per renderle molto più cool e interessanti per i ragazzi delle medie/superiori.

Ma, arrivata alla mia veneranda età, posso ora avanzare qualche piccolo appunto su questa pentalogia, e, più in generale, su tutti i romanzi dell’autore:

  • Il protagonista è sempre un maschio. Di solito la sua spalla destra è una ragazza, ma il protagonista e la voce narrante sono sempre maschili. Un’eccezione (solo parziale) alla regola è la trilogia dei fratelli Kane, sulle divinità egizie, in cui le voci di fratello e sorella si spartiscono equamente i capitoli (che io consiglio, tantissimamente). Ma in tutte le altre saghe, Percy Jackson – Gli dei dell’Olimpo, Gli eroi dell’Olimpo, Magnus Chase e quest’ultima, sono tutti maschi. Poi sì, i personaggi femminili ci sono e spesso sono badass molto più resistenti e forti dei maschi, ma comunque non sono le protagoniste. Peccato.
  • I romanzi seguono spesso un formulario simile. Ma questo è tipico di quasi tutte le saghe. I romanzi sono strutturati tuti seguendo uno stesso schema: vengono presentati i personaggi che aiuteranno Apollo in quel specifico libro e poi si affrontano diverse prove.
  • Riordan stra-usa lo svenimento come metodo infallibile per concludere molti capitoli e molte scene di lotta pericolosa. All’inizio del capitolo successivo Apollo o sta sognando oppure si risveglia nel letto circondato da amici. Non è chissà che, ma avendo letto i romanzi a ritmo piuttosto serrato uno di seguito all’altro la frequenza degli svenimenti è piuttosto altina. Mi ha ricordato tantissimo Dante che sviene sempre per passare da un girone infernale all’altro e poi si risveglia bello fresco e riposato e Virgilio funge da navigatore personale/guida turistica, delineando le bellezze del nuovo girone e dei peccati atroci che devono scontare. [Dante era un po’ sadico, e certamente permalosetto: attenzione a contrariarlo: si finiva dritti dritti nel suo mega-libro nero; purtroppo per quelli che stavano sul cazzo a Dante il suo libro nero è diventato oggetto di studio nei secoli a venire, e così generazioni intere di studios* hanno letto le rimostranze del nostro baldo poeta nei loro confronti].
  • Questo romanzo sembrava un po’ un modo per mettere ancora una volta in campo i personaggi più amati delle prime due pentalogie, sugli dei greci e romani: in ogni libro infatti ci sono dei semidei/personaggi diversi delle saghe passate ad aiutare Apollo nelle sue peripezie. Va bene, posso capire l’operazione nostalgia, mi è sembrato tanto un fan service, però questo è gusto personale (per un attimo mi ha ricordato Cassandra Clare!).
  • Ultimo punto, perché sono pignola e rognosa: non mi è piaciuta molto la scelta dei “cattivi” tra gli imperatori romani. Come sappiamo tutti, la storia si studia a colpi di caratterizzazioni tagliate con l’accetta: Medioevo = secoli bui; Illuminismo: età della luce; Napoleone e Cesare erano nani con manie di grandezza, Casanova un gran seduttore, la regina Elisabetta “la regina vergine”, Maria “la sanguinaria”…insomma anche i nomignoli con cui sono passati alla storia delineano un personaggio senza in realtà analizzarlo sul serio. Gli imperatori romani sono quelli più soggetti a tali nomignoli. Anche perché nel mondo romano l’immagine e il nome erano tutto. Così, spesso, molti sono stati i personaggi condannati alla damnatio memoriae. Ma altri, invece, hanno subito una condanna più subdola e viscida: cioè il rimaneggiamento del loro intero operato da parte di storici faziosi o scrittori che vissero anche secoli dopo la loro morte. E questi scritti ne hanno segnato la condotta morale, le presunte manie di grandezza, gli istinti omicidi, persino la pazzia. Sorte toccata a tantissimi, tra cui spiccano, per l’appunto, i cattivi di questa storia: Caracalla, Eliogabalo e Nerone. Mi tocca spezzare una lancia in favore di tutti e tre: nei romanzi vengono perpetuati alcuni falsi miti sulla loro spietatezza e crudeltà, oppure pazzia, che sono stati rigettati o messi in forte dubbio dagli accademici. No, Caracalla non elesse senatore un cavallo; no, Nerone non incendiò Roma, guardandola poi bruciare mentre suonava l’arpa; no, Eliogabalo era sì ispirato al culto del regnante tramandato dalla cultura orientale ma, è bene ricordarlo, così fecero molti prima e dopo di lui, non solo del mondo romano, e non per questo vennero criticati, anzi (Alessandro Magno dice niente?). E, per di più, Eliogabalo schiatta, male, quando ha 18 anni (e per schiatta male intendo che viene aiutato a schiattare male. Tradotto in: la sua guardia personale lo accoppa. Destino condiviso con molti altri assurti alla sua posizione. Chissà che ansia per un imperatore, avere un gruppo di gente armata vicino nota per essere volubile e pure impericida. Livelli di stress alle stelle). Di tutti e tre ho letto su internet storie assurde e ridicole; di Eliogabalo” si dice” che fosse gayo (anzi, passivo, un’accusa direi sempreverde da noi), fosse un travestito, si prostituisse…insomma la lista prosegue con orge, sacrifici di animali e pizza all’ananas: ogni atrocità commessa sulla Terra gli è stata imputata senza esclusione di colpi. In realtà nessuno dei tre era più pazzo o con manie di grandezza più squilibrate di ogni imperatore che l’aveva preceduto/succeduto.

Tutto questo non mi ha impedito di godermi i romanzi; come sempre li consiglio, soprattutto ai lettori che hanno già conosciuto gli altri personaggi (come detto, questa pentalogia è un po’ un regalone per tutti i fan). E lo consiglio soprattutto ai ragazzi delle medie, come metodo alternativo per amare la Storia.

Vi lascio il sito dell’autore: Rick Riordan , in cui c’è persino una sezione dedicata ad attività didattiche e ludiche basate sui suoi romanzi, un’idea davvero splendida!

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7 Comments

  1. Vorrei ricominciare a leggere la saga, sono ferma da anni al primo di Gli Dei dell’Olimpo. Mi era piaciuto subito ma sono talmente tanti che mi scoraggio un po’. È lo stesso discorso di Shadowhunters 🙈

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    1. Ahahah capisco lo scoraggiamento di fronte ad una saga luuunga. C’è da dire che i libri di Riordan di solito sono relativamente brevi, trattandosi di romanzi per bambini/ragazzini. Shadowhunters, una saga trash che io continuo a seguire imperterrita perchè è quel trash che diverte, è un po’ come iniziare un film Marvel: all’inizio sono tutti separati, ma ad un certo punto trovi connessioni e collegamenti tra tutti i personaggi, e se ti perdi un romanzo fatichi a capire come mai X stia con Y o come mai Z sia ancora vivo e vegeto nonostante 10 libri prima fosse stato colpito da un dardo infuocato E avvolto dalle fiamme…ma Cassandra Clare fa questo ed altro!

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      1. Mi ispira tanto The Infernal Device per l’ambientazione. Forse leggerò solo quella trilogia senza finire la prima saga della quale ho letto i primi due volumi. Mi stava anche piacendo ma non sono molto motivata a continuarla in questi ultimi anni 🙈

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      2. È quella ambientata nell’800? In generale, almeno per me, per leggere Cassandra Clare deve piacere il trash. Ribadisco, io mi sono letta tutti i romanzi, e – qualcuno di più, qualcuno di meno – mi hanno fatto ridere. Se si leggono con questo spirito non si rimane delusi! 😉

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      3. Va beh, senza andare troppo nel dettaglio (anche perchè non me li ricordo mica i dettagli) alcuni elementi NON possono mancare nei romanzi della Clare, e cioè: drammi soap-opereschi come se piovesse, triangoli (INDISPENSABILI), tante lotte contro il Male, e tanto tanto tanto tanto teen drama. Quando si cerca un momento di relax, io consiglio la Clare per svagarsi 😉

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