Marzo e la primavera…in libri

Sto sorprendendo me stessa: penso a delle cose da fare per il blog e, con i miei tempi biblici, ogni tanto riesco a pubblicarle!

Per marzo ho deciso, in un momento di totale ennuie, che posterò solo libri scritti da donne o che parlano di donne (così il campo è ristretto, ma non troppo). Come mai? Perché, mentre cercavo qualcosa su internet da proporre ai bambini per la festa delle donne ho trovato…il deserto. Il nulla, il vuoto siderale, l’Assenza, il buco nero. Anzi, ho trovato due/tre lavoretti con le mimose e bon. Un solo sito si occupava di spiegare cosa fosse la Giornata Internazionale delle Donne, le sue origini, il suo significato e la sua importanza. Ma era per bambini grandi, di quinta elementare.

Per tutti gli altri, niente. E alle elementari sono capaci di creare dei lavoretti pure per la festa del mignolo contro lo spigolo o della fioritura delle banane in Madagascar. Ogni occasione è motivo di festa e lavoretti.

Eppure, per una giornata piuttosto importante, il Vuoto.

Allora mi sono fiondata sul catalogo della biblioteca. Una missione, ve lo assicuro, matta e disperatissima, come direbbe il buon Giacomo. Cercare un libricino che spieghi cosa sia l’8 marzo e cosa rappresenti è stata un’impresa, e per di più fallimentare. Non ho trovato un singolo libro per bambini interamente dedicato a questa ricorrenza. Ma, più in generale, è difficile trovare dei libri per bambini che parlino della differenza uomo/donna  – se non in termini secondo me non adatti – e del perché è importante che sia abolita.

Si trovano una marea di biografie di donne e ragazze celebri, che hanno stabilito nuovi record, che si sono distinte per qualcosa…ma poc’altro. E, mi spiace dirlo, ma non basta.

Se una ragazzina legge che Rita Levi Montalcini ha lottato ed ha ottenuto il premio Nobel per le sue ricerche va benissimo, sì, può essere un’ispirazione.

Ma la parità e il femminismo non dovrebbero mostrare solo casi eccezionali. Come faccio io, trentenne disagiata in matematica, a sentire qualche affinità con una scienziata dai mille neuroni attivissimi, quando i miei scioperano appena chiedo loro la tabellina dell’12? Solo perché siamo entrambe nate con il cromosoma XX dovrei sentirmi legata a lei e alla sua esperienza?

È giustissimo celebrare le donne che hanno raggiunto degli obiettivi, che hanno infranto record e dato nuovo spazio alle donne in campi prima esclusivamente maschili.

Ma la Giornata Internazionale della Donna dovrebbe parlare anche del perché io, che non sono un genio e che – dicono le statistiche – non arriverò a nessun record agonistico, brillante invenzione, scoperta scientifica rivoluzionaria, dovrei comunque essere trattata alla pari di un uomo.

Deve parlare delle differenze che ci sono, delle piccole conquiste della legge, del perchè, per esempio, che mia nonna, quando è nata, non aveva il diritto di voto (mia nonna è tuttora arzillissima, quindi non stiamo parlando della preistoria). Dobbiamo parlare del perché le donne, per secoli e pure ora, sono trattate e considerate meno e del come cambiare, in futuro, questa visione. Del perché alcuni mestieri sono “femminili”, e di solito sono quelli umili, e alcuni “maschili”, di solito quelli più remunerati. Del perché, ancora adesso, i libri di testo propongo frasi come “la mamma cucina” e “il papà legge il quotidiano/lavora”, standardizzate, costanti, ripetute all’infinito.

Ed è anche dai libri di testo che passa la percezione che i bambini hanno della società.

E quindi, come mai la Giornata della donna non viene riconosciuta, non si fanno lavoretti o riflessioni durante il mese di marzo?

Non lo so, ed è per reagire a questo vuoto sociale e culturale che ho deciso, nel mio piccolo, di dedicare un mese, un singolo mese, alle donne.

E no, non solo alle scrittrici, perché sarebbe sessismo. Ma alle donne: quindi le storie che parlano di donne, che hanno come protagoniste donne, anche se scritte da uomini. E anche storie scritte da autrici donne, che magari non parlano di donne.

Come si può notare non mi sono data dei limiti particolarmente stringenti, e secondo me è giusto così: quando si vuole parlare SOLO di un argomento si finisce per escludere ed eliminare, mentre io vorrei accogliere ed includere il più possibile.

Ah, ci sarà un’unica eccezione, il 25 marzo, per il Dantedì!

Quindi, vi auguro in anticipo una Buona Giornata Internazionale della Donna, e delle buone letture!

Tutto ‘sto pippone ovviamente l’avevo pensato in periodo pre-arancione rafforzato, quando le scuole ancora aperte e niente. Speriamo solo che la chiusura sia circoscritta nel tempo, sennò adios.

Piccola curiosità: la mimosa è un fiore simbolo solo italiano, e devo dire che è un bel sollievo vedere gli auguri per l’8 marzo in giallo anziché nelle varie sfumature del rosa. Poi si cade un pochetto con il nome, “festa della donna”, invece della definizione corretta, cioè Giornata Internazionale della Donna.

1 Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...