Libri sulle donne per bambin*

Come accennavo qualche tempo fa, prima dell’ennesimo lockdown ero alla ricerca di libricini che spiegassero la Giornata Internazionale della Donna ai bambini. Impresa che si è rivelata fallace. Non ho trovato niente di niente, e quindi mi ero arrabattata a cercare qualche altra cosa da proporre. La scelta era ricaduta su due testi molto diversi tra loro:

Quante donne. Le pari opportunità raccontate ai bambini di Anna Sarfatti (illustrato da Serena Riglietti) , nella nuova edizione Oscar Junior Mondadori (2019) e il superclassico Storie della buonanotte per bambine ribelli, che io, lo confesso, non avevo mai letto.

Quante tante donne

Di Anna Sarfatti avevo già letto e apprezzato qualche saggio per bimbi, per esempio L’albero della memoria, sulla Shoah. E anche questo libricino non mi ha delusa quanto ad inventiva. Ma di cosa si tratta? Secondo me il titolo è un pochetto fuorviante, perché di fatto è una raccolta di filastrocche interamente declinate al femminile: La collezionista, La schiacciatrice, La fotografa di ragnatele, La spolveratrice di Tirannosaurus Rex…Poesie che parlano di lavori generalmente declinati al maschile! Io ho amato tantissimo L’inventrice, una poesia pazzerella e geniale.

Però, ecco, non parla proprio di parità, se non con uno stratagemma. Mi è piaciuta la raccolta, ma io cercavo un libricino che spiegasse le pari opportunità. Questo invece è un testo che si propone come un’introduzione dell’argomento.

STORIE DELLA BUONANOTTE PER BA

Mi soffermerò pochissimo su Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 donne che hanno cambiato il mondo, edito da Mondadori. Tra tutte le biografie, dopo molte indecisioni, avevo estratto solo 4 storie da leggere a scuola: Ann Makosinski, giovanissima inventrice della prima torcia a calore (una figata rivoluzionaria); Mary Anning (paleontologa dell’800, perché scopre i fossili prima e meglio di molti colleghi a lei contemporanei); Grace O’Malley (piratessa irlandese del XVI-XVII secolo. A chi non piacciono i pirati?) e Balkissa Chaibou, che a soli 16 anni rifiuta un matrimonio combinato e scappa di casa per inseguire il sogno di diventare dottoressa.

Di questo libro avevo sentito parlare molto, e, a livello editoriale, è stato un colpaccio sotto tutti i punti di vista. Il saggio è carino ma…lascia il tempo che trova. Non approfondisce la vita di nessuna delle donne, perché racchiudere ogni biografia in una pagina significa necessariamente tagliare e ridurre. Apprezzo il tentativo e l’idea di base, può essere un buon punto di partenza per approfondire ciascuna delle donne e dei loro risultati. Non è un libro rivoluzionario, però è ben confezionato. Per ulteriori critiche consiglio l’articolo di Galline Volanti (Storie della buonanotte per bambine ribelli | E. Favilli, F. Cavallo | Mondadori – Galline Volanti), un blog specializzato nella recensione di libri per l’infanzia (e quindi esperti nel settore). Tra le critiche rivolte al saggio c’è il linguaggio: da un lato un po’ troppo difficile per i bambini più piccoli da comprendere, e dall’altro troppo semplificato per quelli più grandicelli. Secondo me, ribadisco, è un ottimo spunto di partenza, ma nulla di più (lascio il sito dedicato al libro e ai suoi 2 sequel: Storie della buona notte per bambine ribelli).

Ragazze con i numeri. Storie, passioni e sogni di 15 scienziate - copertina

Sempre sullo stesso filone si sedimenta anche Ragazze con i numeri. Storie, passioni e sogni di 15 scienziate, Editoriale Scienza, pubblicato nel 2018. Diciamo che a sfruttare il successo commerciale di Storie della buonanotte ci hanno provati tutti, e questo libro non fa eccezione. Io l’ho letto davvero tanto tempo fa (fine 2020), e ricordo di essere rimasta confusa sul target di riferimento. Non so, anche questo lo prendo come uno spunto di partenza ma non certo un prodotto completo ed esaustivo. Graficamente impeccabile, ma rimane poco sul piano contenutistico.

Aggiungo come lettura consigliatissima anche Cattive ragazze, il fantasmagorico fumetto pubblicato dalla Sinnos, di cui avevo già parlato qui.

In generale però, più che di biografie di singole donne celebri, io avrei preferito un libricino che analizza il perché ci siano così poche donne celebri. Sì, perché poi spiegare ai bambini queste ineguaglianze non è semplicissimo, e alle elementari si sentono con una certa frequenza frasi come “ma il …… è un colore da femmina!” oppure “ah-ah ti sei fatto battere da una femmina!” o simili. Insomma la strada è lunga e l’educazione alla parità non passa solo attraverso il racconto di donne celebri, spesso celebri perché hanno raggiunto la fama in un lavoro prettamente “maschile”.

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