Dante per adulti. Cantica III

Questa immagine, come le due sotto, fanno parte di una mostra del 2016 tenutasi a Ravenna: 33 artisti dovevano creare un’immagine su Dante. Questa secondo me è splendida, dei gemelli Van Orton, che io non conoscevo ma hanno questo stile tutto molto colorato che mi piace un sacco (Van Orton Design). I due sotto sono di Rita Petruccioli (Rita Petruccioli Illustrations – Rita Petruccioli’s illustrations and comics projects) e Riccardo Guasco (Products | riccardo guasco (bigcartel.com)). Andando a spulciare nei loro siti ho scoperto che Rita ha creato la copertina di un romanzo per ragazzi che ho letto e recensito anche io, Siamo tutti fatti di molecole. Io ho preso questi disegni da questo articolo: 33 artisti interpretano Dante in una mostra a Ravenna – Fumettologica.

E siamo finalmente giunti alla fine del viaggio: con questo articolo si conclude (?) il Dantedì. Vi lascio i link per i due articoli precedenti: Dante per bambini & Dante per ragazzi.

Con questo post non mi riprometto certo di realizzare una bibliografia completa su Dante, sennò ciaone.

Nonostante il titolo presenti qualche ambiguità devo avvisarvi: no, non parlerò di Dante a luci rosse, ma solo di opere pensate non per bambini.

Non sto migliorando di molto; basti dire che non ci saranno scene alla Cinquanta sfumature che vedono coinvolto il Sommo.

Ho deciso di concentrarmi su pochi titoli, 3 saggi e due fumetti, che esplorano diversi aspetti su Dante o sulla Divina Commedia. Le scelte sono state dettate in parte dalla novità (i saggi sono stati pubblicati nel 2020, quindi recentissimi), mentre i fumetti sono più datati, ma credo che il fumetto sia una trovata geniale per introdurre un argomento come questo.

Partirei con i fumetti: in questa terminologia ampia inserisco un graphic novel e un fumetto vero e proprio.
Parto con Dante Alighieri di Alessio D’Uva, Filippo Rossi e Astrid edito dalla Kleiner Flug, una casa editrice a me completamente sconosciuta (uno degli autori è anche il creatore della CE).

[Breve digressione: ho provato a cercare la casa editrice per curiosare nel catalogo e non mi si apre il sito principale, ma solo la pagina Facebook. Male, amici editori, male. Non so se è un problema del mio pc, oppure se il sito ha qualche malfunzionamento (spero) temporaneo].

Il graphic novel racconta la storia di Dante, ma con un narratore d’eccezione: Beatrice.

Mi è piaciuta la scelta di rendere Beatrice, per una volta, la protagonista. Il problema, almeno secondo me, è che per poter apprezzare o anche solo comprendere molti passaggi bisogna conoscere – e anche piuttosto bene – la biografia di Dante. Altrimenti ciaone. E lo dico perché in questo mese mi sono letta almeno 20 libri sul Sommo e quindi qualcosina della sua vita me la ricordo.

I disegni sono belli e l’idea è molto buona; mi è piaciuto anche il fatto che Inferno e Purgatorio abbiano pochissimo spazio nella storia – come è giusto che sia, perché Beatrice lì non compare.

Rimane un progetto pensato per un pubblico di intenditori, altrimenti molte battute e molti riferimenti rimangono oscuri.

Passo poi al fumetto vero e proprio, Dante per chi ha fretta di Henrick Lange e Katarina Lange edito dalla Salani nel 2015. Si tratta della storia di Dante e della Divina Commedia super rapida, in appena 252 pagine di fumetti.

Dante per chi ha fretta

Io l’ho trovato brillante. Mi è piaciuto il tratto minimal del disegno e la scelta di riassumere l’opera dantesca in poche immagini corredate da didascalie. Mentre lo leggevo pensavo anche a quanto sarebbe comodo come aiuto per gli studenti delle superiori: non ha la stessa poesia dell’originale, ma se vuoi un’infarinatura sulla Divina Commedia, questo libricino è ideale!

Unica pecca è che il mio e-reader non leggeva correttamente il libro. Non so se sia legato a come è stato digitalizzato: il libricino è fatto per essere letto due facciate alla volta, mentre il lettore (e pure il PC) ne mostravano una sola. In questo modo si è perso molto del fascino: per esempio frecce o disegni che occupano due fogli sono stati tagliati a metà. [Allego foto sotto perché non mi so spiegare]. Per il resto secondo me è davvero geniale, non so perché non lo consiglino come testo para-scolastico.

Passiamo ai saggi. Premesso che si sarebbe stato moltissimo materiale disponibile, ho cercato di limitare al massimo la scelta. Un titolo che mi incuriosiva moltissimo e mi è dispiaciuto perdermi è Dante in Cina, ma già questo articolo esce in forte ritardo rispetto al piano originale, se continuo ad aggiungere titoli finisco a Natale.

Ok, primo titolo che io ho presentato come saggio anche se non lo è del tutto: La Divina Commedia riveduta e scorretta edito dalla Longanesi nel 2020. Gli autori sono quelli della pagina facebook Se i social network fossero sempre esistiti, pagina che io non conoscevo perché ho la vita social di un monaco stilita
(quelli che stanno in cima ad una colonna per meditare meglio).

E, onestamente, le aspettative erano bassine.

Invece. Invece mi sono dovuta ricredere perché innanzitutto gli autori hanno effettivamente letto la Divina Commedia (e già questo non è scontato) e poi hanno saputo riproporla in maniera divertente e spigliata. L’ho finito in due giorni e mi sono divertita un sacco nel leggere i commenti alle azioni dantesche. Mi è persino dispiaciuto alla fine, perché mi stavo divertendo sul serio.

Consigliatissimo, anche questo, come testo para-scolastico. Ci sono anche dei fumetti, che corredano parte del testo, ma è proprio la proposizione della Commedia e il commento “alternativo” che funziona!

Passo poi ai due saggi ‘seriosi’ dell’articolo: Dante di Alessandro Barbero e Le donne di Dante di Marco Santagata. Quest’ultimo titolo mi pareva incredibilmente azzeccato considerando che l’avrei voluto pubblicare a marzo, mese dedicato alle donne. Mi ha interessato scegliere questi due autori perché si sono concentrati, per la ricostruzione della vita del Sommo, alle proprie discipline: Barbero, da storico, ha privilegiato l’analisi storica del periodo; Santagata invece quella letteraria. Ovviamente le due si intrecciano, ma è evidente che ognuno dei due abbia privilegiato un punto di vista particolare. Così, per esempio, Santagata parte dalle opere letterarie per ricostruire la vita e gli amori di Dante, così come le crisi di epilessia.

La copia della biblioteca che ho preso in prestito aveva la doppia copertina…questa cosa dovevo per forza farla vedere, è uno degli eventi clou del mese di marzo

Parto da Dante di Barbero, pubblicato da Laterza nel 2020. E, anticipo subito, la mia è un’opinione molto impopolare. A me il saggio non è piaciuto. L’ho trovato noiosissimo. E non è neanche un saggio lungo, perché a fronte delle 361 pagine di cui è composto, una novantina sono di bibliografia.

Rimangono appena 270 pagine, ma ce ne ho messo per finirlo.

Leggevo un capitolo che mi pareva infinito e poi mi dovevo fermare perché ero annoiatissima. Tra l’altro ho sentito Barbero presentare Dante in una conferenza e me la sono ascoltata affascinata, mi è pure dispiaciuto che durasse solo un’ora (lascio sotto il link). Come narratore infatti è eccezionale, riesce a coinvolgere ad animare qualsiasi argomento. Come scrittore, almeno in questo saggio, io ho faticato seriamente a proseguire. Ci ho messo quasi 3 settimane a finire il saggio, proprio a causa delle continue interruzioni. L’ho iniziato intorno al 20 di marzo e l’ho terminato, tra mille pause, solo il 5 di aprile (per fare un paragone, il saggio di Santagata l’ho iniziato il 1 aprile per finirlo il 5). Consiglio caldamente invece il podcast di Barbero sullo stesso argomento, che vi lascio qui: #123 Barbero e Dante in Università – BarberoTalk (UDU Statale, UniMI, 2021) | Spreaker.

Copertina Le donne di Dante

Passiamo poi a Le donne di Dante, di Santagata. Un saggio edito dalla Mulino, che come sempre crea un prodotto esteticamente eccezionale. A intervallare le 200 pagine del saggio infatti ci sono moltissime illustrazioni della Divina Commedia, della vita di Dante e dei personaggi citati nel testo.

Gli autori che ricorrono con più frequenza sono Dalì e Dante Grabriel Rossetti, che, forse causa omonimia, per il Sommo sviluppò una vera ossessione, tanto da dedicare a lui e alla sua opera un numero impressionante di quadri. Ora, io so che Gabri aveva una modella preferita, e fin qui tutto bene: però ecco, anche variare non fa male. E invece tutte le donne si assomigliano: ecco per esempio Beatrice e Pia de’Tolemei (vedi più avanti per una precisazione su questo personaggio). Sembrano simili, dite? Per forza, la modella è la stessa (nello specifico Jane Morris, domestica e poi amante).

Pia de' Tolomei, c.1868 - Dante Gabriel Rossetti
La Pia de’ Tolemei (1868 circa). Fonte:Pia de’ Tolomei, c.1868 – Dante Gabriel Rossetti – WikiArt.org. Ai più attenti non sarà sfuggito che è anche l’immagine di copertina del saggio.
Dante's Dream, 1871 - Dante Gabriel Rossetti
Dante’s Dream at the Time of the Death of Beatrice (1871 circa): Dante (vestito in nero) immagina la morte di Beatrice (d La vita Nuova). Fonte: https://www.wikiart.org/en/dante-gabriel-rossetti/dante-s-dream

Quanto a Dalì…gli venne chiesto di illustrare La divina Commedia e…No. Il risultato è NO.

#DalíMeetsDante la Divina Commedia illustrata da Salvador Dalí. Palazzo Medici Riccardi, Firenze
Fonte: FOTO: la Divina Commedia illustrata da Salvador Dalí #DalíMeetsDante – FOTO 3 – Arte.it. Non so esattamente a quale Cantica si riferisca, suppongo Purgatorio (?), ma non ho idea di cosa rappresenti il cigno gigante.

Insomma Gustave Dorè vince a mani basse (lo stesso Dorè che ha illustrato le fiabe di Perrault!).

Il saggio è scorrevole e incentrato soprattutto sulla vita di Dante in relazione alle figure femminili che compaiono nelle sue opere. Si comincia con Beatrice, a cui, a parte la Commedia, sono dedicati pochissimi sonetti, si passa alla Donna Gentile e a quella Petrosa (perché lo trattava “di pietra”, cioè con freddezza), passando a Lisetta e…orcolapippa Dante si era dato da fare! Il tutto mentre era sposato con Gemma Donati, di cui Boccaccio, primo commentatore celebre di Dante, dà un’immagine assai negativa. Povera donna.

A conferma che Dante aveva la coda di paglia e che negli anni ha allungato l’occhio qua e là, c’è la stessa Commedia. Beatrice, appena il poeta arriva in Paradiso, lo bacchetta: “Ao’, ma che, appena sono morta ti metti a becchinare con le altre?” (Ovviamente Dante la butta sul piano filosofico-etico, ma vabbè).

Mi è piaciuta l’idea alla base del saggio, anche se di fatto poi c’è moltissima speculazione e pochissime certezze: persino di Dante si sa poco, figuriamoci di alcune donne citate, en passant, nei suoi testi poetici.

Curiosità che mi ha preso alla sprovvista: nel Purgatorio (anzi, nell’Antipurgatorio) Dante incontra una certa Pia. Siamo nel II ripiano, dove sostano le anime che “si pentirono solo in fin di vita”. Questa Pia ci dice, in soldoni che venne accoppata dal marito (e quindi, povera, anche volendo, il tempo per pentirsi scarseggiava). Questa Pia viene identificata con Pia de’ Tolomei. Per dire, io ho letto TANTO su Dante, e nessuno l’ha mai messo in dubbio. Finché arriva Santagata a scardinare ogni certezza! In realtà Pia non era della famiglia dei Tolomei, ma dei Malavolti. E suo marito non sarebbe neanche Nello, come si è sempre sostenuto, ma un altro, Tollo (che nomi!).

Comunque: le fonti sono poche e confusissime, quindi bisogna prendere tutto con le pinze exxxtra-lunghe. Secondo la storia/leggenda tramandata che voleva Pia e Nello sposi, sembra che a suo tempo Pia venne accusata da più parti di adulterio (un reato, se commesso dalla donna!). Però Dante la redime completamente da questa accusa, facendo leva solo sulla colpevolezza del marito, Nello (cognome impronunciabile, ve lo risparmio). Secondo Santagata, Dante lo ha fatto per denigrare la famiglia del marito, reo di avere un partito politico – o un’opinione – diversa da quella del Sommo.

Sì, perché se c’è una cosa che emerge con chiarezza da tutta la sua opera è che Dante era un bastardo rancoroso. Rancoroso fino alla morte e oltre (mi spiace quasi per il povero Bonifacio VIII,  insultato a destra e manca).

Ma Dante era pure un leccapiedi, capace di gloriare, all’occorrenza, la famiglia nobiliare di turno che faceva comodo a lui: quindi, nonostante nella Commedia dica peste e corna della Romagna, alla fine della sua vita non ha alcunissimo problema a risiedere, come ospite, a Ravenna. Oppure ad insaccare il padre di Cangrade Della Scala, signore di Verona di cui poi sarà ospite.

Insomma un Signore con la S maiuscola. Oggi lo definiremmo un voltagabbana, e infatti nelle sue opere cambia spesso prospettiva a seconda di quello che gli fa comodo e di come gira il vento. Insomma, un trasformista.

Quello che appare chiaro è che il clima politico di allora (di Firenze e dell’intera Italia), con fazioni e fazioncine che cambiavano a cadenza annuale, ricorda da vicino la nostra politica.

Non so se si legge bene perché, dopo tutto, le foto brutte sono una mia specialità. In questa pagina Santagata riporta due passi, uno di Cavalcanti e uno dello stesso Dante, in cui i poeti descrivono il desiderio di prendere con la forza una donna. Echeccazz.

A questo punto devo fare una precisazione. Due autori che sono esperti della storia medievale e di letteratura due-trecentesca come Barbero e Santagata forniscono a volte versioni discordanti degli stessi eventi.

Per esempio la data del matrimonio di Dante, che noi conosciamo grazie ad un atto notarile successivo. Non sto a tediarvi con i dettagli, ma come data del matrimonio si cita il 1277. Dante è nato nel 1265, quindi a questa data avrebbe avuto 12 anni. Visto che no, nonostante credenza popolare molto diffusa, non ci si sposava così giovani (per le donne di solito si aspettavano i 14, 15 anni, ma gli uomini si sposavano sui vent’anni), rimane il mystero. Alcuni studiosi, come Santagata, affermano che in realtà il matrimonio del 1277 era solo una prima parte di un percorso a tappe assai lungo (una sorta di promessa di fidanzamento). Ma Barbero contraddice questa ipotesi, sostenendo che i termini utilizzati nel contratto parlano della tappa finale, quella per cui un matrimonio diventava effettivo. Secondo Barbero quindi è la data ad essere sbagliata. Io ho fatto questo esempio per far capire bene quanto poco si conosca della vita di Dante, uno di cui si è iniziato a scrivere e studiare le opere da subitissimo.

Vorrei spendere due parole per ricordare Marco Santagata, che proprio nelle fasi finali della pubblicazione del volume è morto, dopo una malattia lunga e complicazioni legate al COVID. Aveva solo 73 anni. Era uno dei massimi dantisti al mondo, non solo in Italia, e aveva dedicato la sua vita allo studio della letteratura due-trecentesca italiana.

Per concludere, raccomando un fumetto che non ho letto, salvo qualche pagina su internet, La divina Commedia a fumetti di Marcello Toninelli, edito dalla Shokdom nel 2015.

Dante - La Divina Commedia a fumetti

Ragazzi, io sono molto tentata di compralo. Sembra una figata pazzesca. È per un pubblico adulto, perché ci sono delle battute e dei riferimenti per grandi (oddio, tutte le volte che lo scrivo sembra roba loschissima). Tra l’altro sono andata a curiosare sul sito della casa editrice, e ho visto che l’autore ha fumettato anche i poemi omerici e i Promessi Sposi. Qualcuno l’ha letto????? Voglio sapere com’è!!!!!

Fonte: Purgatorio001.jpg (800×1111) (lospaziobianco.it)
Fonte: Dante: la Divina Commedia a fumetti (Marcello Toninelli) – Lo Spazio Bianco

Bene amic*, il viaggio si è conclus…Fermi! Manco per la cippa!

Mentre facevo ricerche su Dante ho prenotato un sacco di titoli in biblioteca e online, e questi maledetti titoli stanno arrivando solo adesso! Proprio mentre sto scrivendo questo articolo ho già letto altri due libri su Dante per bambini.

Quindi, per amor di completezza, credo che recensirò anche questi volumi in un articolo futuro (data molto incerta).

L’anno prossimo però, invece di sobbarcarmi tutto ‘sto lavorone assurdo, credo mi limiterò a completare una biografia fatta bene bene su Dante per le varie fasce d’età, eventualmente aggiungendo le novità editoriali.

Non che mi sia dispiaciuto, anzi, scoprire Dante in versioni inedite mi ha divertito, ma ha anche rallentato o stoppato completamente tutti gli altri progetti del blog. Quindi, siate preparati e forti, perché nel futuro ci attendono lunghe listone con libri raggruppati alla bell’è meglio.

11 Comments

  1. La Divina Commedia riveduta e scorretta l’ho regalata al mio ragazzo per Natale e la stiamo leggendo insieme 😁 volevo segnalare, per gli amanti dei manga, c’è anche la versione realizzata da Go Nagai. Io ho il cofanetto di tre volumi in cui i primi due sono dedicati all’Inferno e l’ultimo a Purgatorio e Paradiso.

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    1. La commedia riveduta e scorretta a me è proprio piaciuta, la consiglierei..in realtà adesso volevo cercare altro dell’autore/autori!
      È vero, quella di Go Nagai l’avevo vista online, ma non ero riuscita a trovarla in biblioteca e quindi avevo lasciato perdere…com’è???

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  2. Grazie mille! Ho letto con molto piacere: in effetti non avevo avuto modo di farmi un’idea dell’ampia bibliografia di quest’anno su Dante, ma grazie a te sto recuperando: utilissima!

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    1. In realtà ci sarebbero anche molti altri saggi/opere varie, ma ad un certo punto, dopo un mese che leggevo Dante non-stop, mi sono dovuta fermare per cambiare un po’! Anche perché l’idea mi è venuta un po’ a casacchio, l’ho buttata lì pensando di farci un articolino veloce e invece sto ancora finendo gli ultimi libri danteschi. Tra l’altro sto leggendo un po’ degli articoli che pubblichi e ho letto molti dei tuoi stessi romanzi ultimamente (Come quelli di Katherine Rundell!!!) 😉

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  3. Be’, immagino che dopo un mese di Dante si rischia di stancarsi, in effetti! 😅 però l’idea è molto carina e ben riuscita! Poi, vabbe’, lo sappiamo che la bibliografia è infinita!

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