Abitudini letterarie booktag

Eccomi con un nuovo (nuovo per modo di dire) booktag.

Siccome un paio di domande erano ripetute da tag vecchi, le ho eliminate. Non mi ricordo dove ho pescato questo booktag, però se sapete chi lo ha inventato, scrivetemelo nei commenti che attribuisco la paternità/maternità al responsabile.

Si comincia!

Hai un posto speciale a casa per leggere?

No. Quando è libero, mi stravacco sul divano senza ritegno: c’è un posticino che ha la forma delle mie chiappe.

Segnalibro o pezzo di carta a caso?

Dipende da quello che mi trovo sotto mano. Ho una marea di segnalibri, e la biblioteca inserisce un segnalibro per ogni ordine fatto, quindi sono ricoperta. Eppure, nonostante ultimamente legga quasi tutto in digitale, riesco a trovarmi in carenza di segnalibri. Soprattutto perché, una volta seduta, non mi schiodo dalla mia postazione manco con una gru. A quel punto tocca essere creativi: scontrini, biglietti del treno, di visite, pezzi di carta, locandine, giornali, cerotti, banconote…tutto pur di non alzarsi (e infatti una volta ho restituito un libro in biblioteca con dentro 10 euro. Fortunatamente dalla biblioteca mi hanno richiamato perché conoscono i miei limiti).

Puoi smettere di leggere in qualsiasi momento o devi per forza fermarti a una certa pagina, capitolo, frase, etc.?

Se sono di corsa – o se, fatto più probabile, mi addormento leggendo – mi fermo a caso.

Di solito preferisco finire il paragrafo o il capitolo iniziato, perché ho la memoria di un pesce rosso anziano e se metto il segnalibro in una pagina dove non ci sono separatori o segni particolari poi non ritrovo il punto.

Anche perché di solito il capitolo è una breve storia che conclude un piccolo arco a sé, quindi ha senso completarne la lettura in un’unica volta.

Mangi e bevi quando leggi?

Si.

I miei libri sono una seconda tovaglia non lavabile (giuro che con quelli della biblioteca faccio più attenzione).

Memorabile la volta che a colazione si rovesciò l’intera tazza di thè caldo, rendendo il romanzo Il treno azzurro di Agatha Christie molliccioso.

Avete presente quando alle elementari si prova a fare la carta riciclata? Ecco, il risultato dell’incidente sembrava la seconda fase della lavorazione della carta, quando i rimasugli vengono pescati e messi sul setaccio ad asciugare.

Siccome sicuramente l’appassionante vicenda del libro vi terrà col fiato sospeso, volevo tranquillizzare tutti: sono riuscita a recuperarlo e salvare il salvabile, aiutandomi col phon. Le pagine hanno assunto una colorazione giallo-beige molto chic, che lo fa apparire agée, ha anche un’ondulazione tutta speciale e un vago aroma di pesca tuttora è rimasto e si sente quando si sfoglia il romanzo.

[O almeno è quello che mi ripeto, sono come la volpe della fiaba di Esopo].

Riesci a leggere mentre ascolti musica o guardi la tv?

No! Ho una marea di limiti; sono l’esatto opposto di quello che si dice delle persone multitasking.

Per me già compiere UNA singola azione alla volta è complesso, figuriamoci se ne devo fare di più insieme.

Tra l’altro, la musica posso capirla, ma davvero c’è chi riesce a guardare la tv E leggere in contemporanea? Tanta stima!

Un libro alla volta o di più?

Di solito più di uno.

Ovviamente se sto leggendo un romanzo veloce lo finisco magari in un paio d’ore senza interruzioni. Generalmente ne ho almeno due o tre iniziati (per esempio nel momento in cui scrivo l’articolo ho iniziato 3 romanzi diversi, di cui uno cartaceo e due digitali. Siccome la sera ho l’abitudine di leggere E siccome puntualmente mi addormento leggendo con la luce accesa -creando situazioni incresciose – ho preso l’abitudine di leggere l’e-reader a letto, così si spegne da solo e non mi serve la luce del comodino).

Leggere ad alta voce o mentalmente?

Mentalmente.

Fai skimming o salti delle pagine?

Sì. Colpevolissima, vostro onore. Io skippo alla grande, specie se ci sono descrizioni noiosette, o scene pallose. Per esempio, ne avevo parlato con il romanzo della Clare: una lunga e prolissa scena di battaglia – assolutamente inutile ai fini della trama e che non cambiava nulla ai personaggi – me la sono saltata senza rimpianti.

Compenso lo skimming esagerato con una curiosità malsana per i Ringraziamenti, che mi vado sempre a controllare – ci rimango persino male quando sono assenti. Ma, devo dirlo, solo perché sono impicciona sui fatti dell’autore. Mi piacciono i ringraziamenti, ma ODIO l’autore che inserisce dei papiri di 10 pagine per ringraziare pure il gatto della vicina.

Perché sì, se fossi a capo del Ministero della Cultura imporrei un limite massimo di n. 3 pagine per i ringraziamenti. Mi è capitato proprio recentemente con i romanzi del Grishaverse: la Bardugo ci ha messo sfilze di pagine infinite per ringraziare anche il cugino del nonno della suocera del panettiere che ha creduto in lei. Leigh, pure io credo in te, ma anche meno.

Rompere la costina: sì o no?

In che senso rompere? Perché si dovrebbe rompere? Se capita sì, se no io sono ossessivamente fissata sul lasciare i libri immacolati, perché ho sempre preso i miei libri in biblioteca, anche da piccola, e Madre mi ha sempre impartito una ferrea disciplina di “non osare scrivere-piegare-fare orecchiette-anche solo mettere il tuo nome in copertina” sui libri.

Il bando iniziò in tenerissima età, già dai libri PRIME PAGINE della EMME edizioni, quella di Mucca Moka, Albero Vanitoso e Nuvola Olga per intenderci. Sapete che alla fine di quei libretti ci sono dei giochi da fare? Ecco, io li ho sempre fatti a matita (“NON calcare mi raccomando, così possiamo cancellare”). Li ho potuti donare alla biblioteca immacolati dieci anni fa (e poi mi sono pentita. HO DATO VIA LA MUCCA MOKA?!? MA CHE RAZZA DI PROBLEMI AVEVO?!?).

Totale: quando l’anno scorso ho preso in prestito alcuni libretti della collana sopracitata dalla biblioteca, sono rimasta sconvolta dal fatto che 3 su 5 fossero disegnati e colorati in pennarello nelle pagine finali! Mi è venuto un mezzo infarto. Non tanto perché fossero della biblioteca – dovete vedere come arrivano certi romanzi (uno me lo ricordo ancora: era in un sacchetto sporco di una sostanza oleosa che io ho sempre preferito pensare fosse semplice olio) – quanto per l’audacia di colorare in pennarello un libro!

Scrivi sui tuoi libri?

Ah. Già risposto. Ma – vorrei dirlo – queste limitazioni personali, conseguenza della rigida disciplina materna, mi hanno fatta sentire in colpa in università, quando ero obbligata a sottolineare e scrivere appunti (anche lì, praticamente mi imponevo di limitare al minimo l’uso dell’evidenziatore e di fare dei post it su cui scrivere per non rovinare i manuali. Noi complessati riusciamo a crearci disagi dal nulla, è un dono).

Quando leggi più spesso? Mattina, pomeriggio, sera…?

Quando ho tempo/voglia. Nel momento in cui scrivo l’articolo è sera ed è stata una giornata piovosa; sono rimasta spiaggiata sul divano per metà pomeriggio a leggere, complice anche una saga che mi sta intrippando alla grande (composta da 6 romanzi, di cui – a occhio e croce – parlerò tra almeno 5 mesi, vedendo il ritardo accumulato). Mentre a volte mi piace anche rilassarmi al mattino, specie se il romanzi/saggio che sto leggendo a colazione mi intrippa.

Le tue serie di libri devono matchare?

Omamma matchare? Ma “stare bene insieme”, “essere uguali” non si può dire?

Come detto, io ho pochissimi romanzi in casa quindi come unica saga che possiedo è Harry Potter, la prima versione col bambino col copricapo da ratto (tutti a parlare dell’originalità della copertina, quando secondo me è chiaro che in Salani chi ha ordinato il disegno non aveva letto il romanzo).

Si, mi piace che formino una collana uguale: e infatti i libri di HP che ho io non lo fanno. Perché le prime tre copertine hanno un titolo abbastanza sobrio; ma dopo il Prigioniero di Azkaban arrivarono in sala i film omonimi e la serie conobbe un’incredibile popolarità. Dalla quarta alla settima i titoli sono scritti in rilievo e quindi ho le copertine metà e metà; non sapete quanto disagio mi abbia causato questa diseguaglianza grafica.

Per regalo avevo ricevuto anche una copia de La bussola d’oro di Philip Pullmann, in un’edizione uscita in contemporanea con il film con Nicole Kidman e Daniel Craig, e se c’è una cosa che odio e trovo pacchiana, è mettere le foto dei film sui libri. Mi fa proprio skifus (anche The martian, uno dei primissimi titoli che sono comparsi sul blog e che ho riletto recentemente, aveva il faccione di Matt Damon in copertina. Con tutto il bene per Matty, quando leggo un romanzo non ci voglio facce di attori sopra. Già mi ripugnano un pochino i romanzi rosa con delle tipe e dei tipi che si guardano sorridenti come delle amebe, o delle ragazze che guardano l’orizzonte o, in alternativa, sono piallate in un prato). È una trovata commerciale che reputo poco attraente per un lettore e, nel tempo, invecchia malissimo. Io voglio copertine belle, curate, carine, mica dei poster di film!

E finisce così un nuovo booktag, credo che il prossimo sarà su qualcosa legato alla fine dell’anno (oppure un booktag di 7 anni fa che io scopro per la prima volta nel 2021).

Buona giornata!

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