Le biografie degli ecologisti

Ormai s’è capito che per vendere c’è bisogno di Greta sulla copertina o da qualche parte. Quindi c’è stata la gara da parte delle case editrici per sfornare prodotti per bambini e ragazzi su Greta e altri lodevoli personaggi che si sono battuti per un mondo più ecologicamente sostenibile.

Benissimo, ecco qui una serie di 4 libri che contengono raccolte le biografie di diversi personaggi che hanno aiutato, in un modo o nell’altro, l’ecologia (ovviamente Greta compare in tutti). Se volete dei libri dedicati esclusivamente all’attivista svedese, vi rimando al primo articolo.

Parto col fare una premessa generale, che riguarda tutti i volumi.

La brevità dedicata a ciascun personaggio impedisce di affezionarsi o legarsi in maniera particolare ad uno di loro. Cioè, in molti libri sono contenute circa una ventina di biografie. Questo significa che, a fine saggio, inevitabilmente molti nomi, insieme a molte azioni compiute da questi eroi, vengono dimenticati. Era un po’ lo stesso problema che si era posto con 100 storie della buonanotte per bambine ribelli: quando le biografie sono troppe e troppo corte, non rimane nulla al lettore.

Questo è un dato di fatto.

Detto questo, alcuni di questi libroni possono essere degli ideali spunti per cominciare a conoscere più da vicino un determinato personaggio. Quindi come elementi propedeutici al discorso ecologista e alla biografia sono carini; però in generale mi paiono nella maggioranza dei casi dei prodotti commerciali scritti sull’onda della fortuna che il movimento ecologista sta vivendo in questi anni.

Partiamo!

Eco Eroi. Vite in difesa del Pianeta, edito da White Star Kids (2020)

Ecoeroi. Vite in difesa del pianeta - Federica Magrin - copertina

Questo è un tipico prodotto da trovata commerciale di scarsissimo valore. Non mi è piaciuto nulla, né le illustrazioni – ma qui è un fattore personale – né le stringate e impersonali biografie di poche righe che accompagnano ciascuna figura. Di fatto si leggono 20 biografie ma non se ne ricorda manco una. Tutte sono accumunate dalla genericità e dalla scarsità di approfondimento.

Forse sarebbe stato meglio inserire anche solo la metà delle biografie, ma strutturarle ed entrare un pochino di più nel dettaglio.

Fortunatamente di molti personaggi sapevo già qualcosa.

Ma i nomi che non conoscevo sono dovuta andarmeli a cercare in internet perché dal libro non capivo proprio cosa avessero combinato per essere citati. È il caso, per esempio, di Dian Fossey, una primatologa che ha studiato i gorilla in Rwanda nella seconda metà del Novecento che ha contribuito a preservare la popolazione di gorilla montani della zona.

Comparve sul National Geographic nel 1970. I suoi metodi contro il bracconaggio sono stati oggetto di dibattito (diciamo che era piuttosto estrema nei suoi tentativi di fermare la cattura e l’uccisione illegale dei gorilla. Per esempio tramite rapimenti o torture nei confronti dei bracconieri). La sua fine tragica, un omicidio ancora irrisolto, conclude una vita dedicata al salvataggio delle grandi scimmie, ma circondata da ombre come l’alcolismo, il tabagismo e la depressione.

Tutto questo io l’ho scoperto leggendo Wikipedia, perché in questo libro si è riassunto talmente tanto che, a fine saggio, non rimane niente. Niente di nessuno. Ed è un peccato.

Comunque, visto che ne ho parlato, vi lascio un articolo di National Geogrpahic sulla Fossey, corredato da immagine d’epoca: The Imperiled Mountain Gorilla: A Grim Struggle for Survival (nationalgeographic.com) e un brevissimo video di Dian Fossey.

Tra queste biografie di ecologisti, certamente è la più deludente.

20 persone straordinarie che vogliono salvare il pianeta (Edizioni Theoria, Pane e Sale 2020)

20 persone straordinarie che vogliono salvare il pianeta - copertina

Io confesso che questa casa editrice non l’avevo mai sentita nominare. Il libro è graficamente molto accattivante. Le bibliografie, come sempre, sono tante e quindi lasciano poco (ma questo è un discorso che vale per tutti i libri di questa categoria).

Mi ha lasciata un po’ perplessa la scelta di inserire Francesco d’Assisi come personaggio ecologista, soprattutto perché ecologista non era. Cioè, va bene che parlava con gli animali, però ecologista in un periodo in cui l’ecologia non esisteva mi sembra un po’ eccessivo.

Le vere sorprese però me le ha lasciate l’ultima pagina, quella dedicata alle informazioni generali sul libro (autori, illustratori, editori insomma proprietà intellettuali dell’opera e varie). Sul fondo della pagina infatti ci sono queste due righe:

“Sebbene sia basato su personaggi reali, questo libro è un’opera di finzione e tutti gli eventi qui descritti sono liberamente ispirati da fatti reali di dominio pubblico”.

Ma…come? In che senso? Cioè se mi stai scrivendo una biografia io do per scontato che il testo sia basato su fatti reali. Cioè, romanzati pure, è normale, ma i fatti saranno quelli, no? Dopo questa dicitura mi sono andata a ricontrollare un po’ tutte le storie perché mi era venuto il dubbio.

Ora, so che esula dalla recensione ma devo fare un appunto. Questo libro è stato stampato in Cina. Non è la prima volta che capita, anzi, ne ho comprato uno per Soggettinus (la new entry famigliare) qualche mese fa (me ne sono accorta una volta arrivata a casa). Qui si potrebbe aprire un dibattito su più fronti legato all’eticità di questa scelta legata sicuramente a motivi economici. Eticità soprattutto perché i lavoratori in Cina non godono degli stessi diritti che hanno (o dovrebbero avere) i lavoratori in Italia.

Ma, soprattutto, mi fa quasi ridere che un libro italiano che parla di ecologia venga stampato in Cina. Perché il trasporto diventa inquinante al massimo, trattandosi di un paese non propriamente vicino. Senza contare che la Cina ha enormi problemi ambientali legati alla scarsa tutela del territorio e all’immensa presenza di fabbriche inquinanti.

Ribadisco, non è il primo libro che è stampato in Cina. Mi viene naturale fare un appello: entro i limiti del possibile, cercate di controllare e dare un’occhiata al luogo di stampa del libro che volete acquistare. Se avessi letto prima la dicitura “stampato in Cina” il libricino per Soggettinus non l’avrei comprato (nel senso che è un cartonato come altri, di cui posso trovare un’edizione altrettanto bella stampata in Italia).

Discussioni etiche a parte, è certamente il libro esteticamente più bello tra quelli di questa selezione.

Tu puoi salvare il mondo. 38 eroi della Terra a cui ispirarsi e 12 sfide per fermare il cambiamento climatico (Salani, 2020)

Tu puoi salvare il mondo

Ragazzi, 38 biografie. Capite bene che lo spazio è pochissimo.

Di questo libro sono rimasta un po’ stupita dai disegni che accompagnano le biografie. Sono bellissimi, lo anticipo subito.

Ma sembrano dei personaggi di un film d’animazione Disney. Cioè, sono talmente idealizzati che non assomigliano per niente all’originale. Sembrano dei fumetti. Molto molto belle, ma poco attinenti alla realtà. A cominciare dal fatto che le età dei protagonisti, a guardare i disegni, si aggirano attorno ai vent’anni.

Ad intervallare le biografie ci sono anche 12 sfide – una per ogni mese – per promuovere la salvaguardia di territorio e scoprire come ridurre il proprio impatto ambientale e informarsi di più.

Anche qui, di fianco a persone lodevoli, ci sono biografie che sinceramente non capisco, come Elon Musk. Adesso, siamo tutti contenti che le Tesla siano auto elettriche fighissime, ma da qui a definire Elon un ecologista ne passa di strada!!! Non fa altro che costruire razzi che, sì, certo, saranno pure il futuro, ma inquinano più di 100000 automobili.

Accanto a bibliografie un po’ più corpose, ci sono anche queste mini-biografie. In questo caso, per esempio, dell’architetto nigeriano Kunlé Adeyemi, ideatore di una scuola galleggiante. Detta così, io mi aspettavo una barchetta loffia con 4 posticini a sedere, invece è un piccolo gioiello architettonico, come si vede dalla foto qua sotto.
Makoko Floating School / Kunlé Adeyemi – NLÉ
Una delle scuole galleggianti di Adeyemi. https://archeyes.com/makoko-floating-school/

Un piccolo appunto. L’illustratrice – bravissima – è Raquel Travé. La scrittrice è tale Angela Green. Che, si scopre leggendo in fondo al testo, è:

“una persona impegnata nella salvaguardia dell’ambiente. […]

Firma questo libro con uno pseudonimo perché in fondo non importa chi sia di preciso”.

No, scusate, in che senso non importa chi sia di preciso? All’autrice/autore, magari?

AHAHAHAHAHAHAHAH, cosa ha fatto la CE? Ha chiesto a qualche stagista sottopagato di scrivere il libro e poi non gli ha neanche messo il nome in copertina? Ma dai. Questa roba mi ha lasciata basita.

Storie per ragazzi & ragazze che vogliono salvare il mondo di Carola Benedetto e Luciana Cilento (DeAgostini 2019)

Storie per ragazze e ragazzi che vogliono salvare il mondo

Questo libro ha la copertina più bella del mondo, con le scritte realizzate come la trama delle foglie. Fighissimo.

È anche l’unico, tra quelli proposti, che dedichi più spazio ai personaggi descritti, limitando il numero delle biografie ma rendendole molto più dettagliate.

Anche qui, alcune scelte mi sono parse azzardate, come quella di inserire Emma Watson, l’Hermione di Harry Potter. Posso capire Leonardo di Caprio, posso capire Al Gore, ma Emma Watson e il clima/ambiente no. Poi che lei nella sua vita faccia scelte ecosostenibili ben venga, però addirittura inserirla come paladina ecologista me pare un tantinello esagerato.


E ora un appunto generale, cioè per tutte queste storie: manca l’indicazione geografica.

I personaggi citati vengono da diverse parti del mondo. Benissimo. Ma dire che Rigoberta Menchù Jum viene dal Guatemala per un ragazzino non vuol dire una pippa. Lo stesso vale per molti altri, come Mohammed Rezwan, che viene dal Bangladesh. Alle elementari, in geografia, è un miracolo se riescono a fare le regioni italiane o gli Stati europei!!! Ora io sfido chiunque, pure un adulto, a cercarmi sul mappamondo dove è situato il Bangladesh. Se poi si va in Africa la situazione è tragica. Chi sa dove sono situati esattamente Nigeria o Kenya tra i ragazzi? Se va bene e sono di famiglia agiata ci sono stati in vacanza, sennò addio. Ed è un peccato, perché aiutare a geolocalizzare dove vivono le persone protagoniste aiuta anche a capire come, sebbene la terra sia ampia, tutti affrontiamo problemi simili in contesti ecologici diversi.

Finisce così questa mini bibliografia: come detto, speravo di proporne una assai più completa e corposa, ma non c’è stato niente da fare.

Al momento, giusto per non farmi mancare niente, sto progettando un’altra bibliografia su cui lavoro da 3 mesi: la speranza è di riuscire a completarla e pubblicarla a dicembre (pia illusione).

Poi non so ancora, perchè mi sarebbe piaciuto fare qualche cosa per Natale, ma non le solite robe scontate come “I libri che hanno la parola di Natale nel titolo”…ma non so bene cosa proporre di originale (anche perché il tempo è poco, io ho un concorso a breve, sto lavorando al censimento e, soprattutto, non ho idee!).

Buona giornata!

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