Facciamo un po’ i conti del 2021

Come avevo detto, nel 2020 mi feci due mesi di quarantena causa COVID. Però era marzo-maggio, era una primavera incredibilmente calda, ebbi sintomi lievi e passai praticamente tutto il tempo spaparanzata in giardino a leggere e occuparmi dell’orticello. Stile vita bucolica.

[Beh, verso la fine ero vagamente esaurita per la chiusura forzata, correvo avanti e indietro nel vialetto per fare ginnastica; ma, stato mentale a parte, ero a posto].

Nel 2021, anche durante il lockdown, non sono più rimasta a casa: lavoravo già a scuola.

E ho avuto molto meno tempo per leggere e rilassarmi.

Quindi, nonostante abbia letto, e tanto, non sono riuscita a stare a dietro alle recensioni.

In generale, sono dispiaciuta di non essere riuscita a raggiungere alcuni degli obbiettivi che mi ero auto-suggerita: leggere più saggi, variare le case editrici, portare a termine le bibliografie cominciate…

Sulla lettura dei saggi ci rimangono male perché, a bene vedere, gli anni scorsi una buona metà dei miei libri preferiti rientrava nella saggistica; averne letti di meno mi è parsa un’occasione sprecata, ma il mio cervello non voleva proprio letture astute. E infatti sono rimasta delusa da tantissima sbobba, ma è colpa mia.

Sulla varietà delle case editrici si è riproposto lo stesso problema: cioè, il mio cervello voleva cose leggerelle, niente di troppo particolare.

Spero di far meglio l’anno prossimo, soprattutto sul fronte “scelta di letture”, perché tendo a rimanere delusa. Ma, come dicono i saggi, come puoi pretendere un risultato diverso se fai sempre le stesse cose nello stesso modo? Cioè, come faccio a trovare letture nuove e appassionanti se continuo a leggere thriller orribilissimi?

Quindi, ecco alcuni degli obbiettivi del 2022:

  1. Uscire dalla mia comfort zone in ambito letterario: ampliare gli orizzonti, espandere e leggere autori e robbbba nuova. Già obiettivo fallito dell’anno scorso, ripongo grandi speranze in quest’anno;
  2. Includere molte più CE nel blog. Alla fin fine mi leggo sempre le 3 case editrici più famose, che pubblicano una catervata di libri all’anno, lasciando indietro le CE più piccole e meno conosciute. Anche questo è un obiettivo riciclato dall’anno scorso; che dire, spero che quest’anno sia la volta buona;
  3. Proporre bibliografie meno caotiche. Al momento ne ho in mente giusto un paio, che saranno super-impegnative: spero di portarle a termine, con dignità, nei tempi giusti;
  4. Fare un recap mensile delle letture fatte: per evitare di trascinarmi nei secoli dei secoli letture “vecchie”, mi ripropongo di parlare delle letture fatte il 30 di ogni mese (con l’ovvia eccezione di febbraio): così anche quelle letture che non avranno una vera e propria recensione verranno perlomeno menzionate, anche se di sfuggita.

Non vado oltre, anche perché quest’anno sono carente di idee sul fronte “novità”. O meglio, le idee ci sarebbero ma sono sicurissima di non riuscire ad impelagarmi in cose troppo grosse o impegnative.

Per esempio, mi piacerebbe tantissimo parlare dei libri per bambini e ragazzi, anche su mese mensile/bimensile, in una rubrica apposita. Ma anche questo è un obiettivo dell’anno scorso che non sono riuscita a mantenere (e giuro che ci ho provato: ho anche fotografato tutti i i libri di Soggettinus presenti in casa, per poterne parlare). E dubito che quest’anno cambi qualcosa.

Quindi, manteniamoci sul poco ma buono.


Che dire, ti auguro un anno che sia vagamente migliore di quelli che lo hanno preceduto; ma, soprattutto, ti auguro un oceano di letture belle, quelle che ti fanno sentire in pace col mondo e ti spingono a sorridere anche al venditore di Folletti che citofona la domenica alle 8 del mattino per proporti un affare irrinunciabile.

[ Giusto per essere incoerente fin dall’inizio, domani uscirà un articolo su un libro NO!].

3 Comments

  1. Obiettivi ottimi! Che per me vanno intesi sempre più come linee guida che ci aiutino ad andare dove vogliamo, ma senza crearci frustrazioni inutili. Io praticamente non leggo saggi. Ce ne sarebbero che mi interessano, ma non ce la faccio proprio, quando leggo la mia mente ha bisogno di maggiore evasione. Che non significa per forza libri leggeri, ma che ci sia una storia a coinvolgermi e trasportarmi in altri mondi.
    Mi piace l’idea di far caso alla case editrici! Solitamente è l’ultima cosa che guardo e spesso non ho neanche idea di quale sia, ma in effetti non bisogna dimenticare tutto il loro lavoro.

    Piace a 1 persona

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