The shame list: tutti i libri che ho letto l’anno scorso ma di cui non ho parlato

Prepariamoci, seduti comodamente da qualche parte, perché la lista è luuunga.

Alcuni sono andati inevitabilmente persi durante l’estate, quando l’e-reader si è rotto e il gentilissssssimo operatore della Kobo, tra i vari consigli, mi ha suggerito di disinstallare Adobe Reader, per poi installarlo nuovamente (qui parlo della tragicomica telefonata).

Ci saranno anche alcuni romanzi del 2020, d’altronde, si sa, il ritardo è sempre chic.

Cominciamo!

Orologi rossi di Leni Zumas (Bompiani 2018, 400 pagine). Questo è uno dei romanzi del 2020 che non ha mai visto la luce sul blog. Pace. Se non ricordo male, è una distopia ambientata nel nostro futuro immediato. Negli USA l’aborto è stato proibito per legge. Qui si sviluppano le vicissitudini di tre donne molto diverse tra loro. Mi ricordo solo di due di queste donne, una studentessa che vuole fuggire in Canada per abortire e un’insegnante che sta cercando di restare incinta, anche contravvenendo alle leggi: l’inseminazione in vitro è infatti vietata (in Italia essa è tuttora vietata alle donne single e a quelle lesbiche).

Mi ricordo anche che c’erano delle parti su un’esploratrice del passato che erano noiose, ma oltre a questo non vado.

Petite di Genevieve Brisac (Piemme 2015, 132 pagine) sull’anoressia dell’autrice. Non mi ha entusiasmato.

Il posto più pericoloso del mondo di Lindsey Lee Johnson (Bompiani 2017, 360 pagine) dovrebbe riguardare una scuola superiore statunitense durante una sparatoria…credo? Non ricordo nulla. E questa è la seconda volta che leggo questo romanzo! A metà libro mi dico: “Ma io queste cose me le ricordo”…ed è venuto fuori che lo avevo già letto! Ci sono circa 100 pubblicazioni nuove ogni giorno, e io vado a pescarmi uno dei libri che ho già letto.

Non ci sono solo le arance di Jeanette Winterson (ci sono tante edizioni, io letto Mondadori 2014) grossa delusione. Non ricordo nello specifico i dettagli, ma dopo questo romanzo ho deciso di non leggere altro dell’autrice (famosa per le storie lesbiche nei suoi libri).

Il ragazzo di 1000 anni di Ross Welford (Harper Collins 2020, 427 pagine), un libro per bambini che non mi ha entusiasmata per nulla. Come il titolo ci suggerisce c’è un ragazzino che è millenario, vive insieme alla madre e…ricordo di aver pensato un grande MAH.

Io e Babbo Natale – La bambina che salvò il Natale di Matt Haig (Salani), due libricini per bambini letti a dicembre 2020 (suppongo volessi farci un post natalizio. Pia illusione). Ricordo che avrei voluto parlarne DOPO aver letto il primo libro di questa trilogia, Un bambino chiamato Natale (quest’anno è uscito il film omonimo) ma poi non l’ho più fatto. Carinissimi.

Che fine hanno fatto i dinosauri? Com’erano veramente e come sono diventati di Francesco Barberini (Salani 2020, 176 pagine). Un libricino per bambini carinissimo e, soprattutto, informato sui fatti. L’autore è giovanissimo, e il suo modo di esporre mi è piaciuto (e quando dico giovanissimo, credetemi: nel 2020 aveva 13 anni. E questo è il suo quinto libro! Se volete farvi del male e annientare la vostra autostima, non c’è niente di meglio che leggere i traguardi raggiunti da Francesco:   Mi presento – Francesco Barberini – classe 2007, aspirante ornitologo. Per farci sentire ancora più inutili, sappiate che sta pubblicando il suo sesto libro, alla veneranda età di 14 anni, mentre io mi reputo fortunata quando ci metto meno di una settimana a scrivere un articolo).

Francesco è ornitologo, ma siccome i dinosauri sono i diretti antenati dei pennuti, ci sta. E poi sapete quante false informazioni girano ancora nelle scuole sui dinosauri? Se prendete i libri di testo nuovi NESSUN DINOSAURO HA LE PIUME! Ma come senza piume???? Ma di cosa stiamo parlando? Ma questo è gravissimo!!!! E poi ci sono pure film come Jurassic World. Posso scusare Jurassic Park, perché all’epoca non si sapeva ancora del piumaggio. Ma adesso si SA! Infami e falsi, che propagate false conoscenze storiche. Vorrei solo sottolineare che il piumaggio non renderebbe meno pauroso un animale carnivoro alto 3 metri.

Purtroppo non posso commentare l’apparato grafico del libro, avendolo letto in formato digitale, ma lo proporrei come lettura obbligatoria nelle scuole. Ma qui potete trovare una preview del libro: https://flipbook.cantook.net/?d=%2F%2Fedigita.cantook.net%2Fflipbook%2Fpublications%2F261783.js&oid=3&c=&m=&l=it&r=&f=pdf

Sette Robinson su un’isola matta di Bianca Pitzorno (io ho letto l’edizione illustrata da Giulia Orecchia, uscita per Mondadori nel 2011). Io adoravo l’autrice quando ero piccola, e quindi ho provato a leggere un testo in questa nuova edizione. In realtà si tratta del primo romanzo in assoluto pubblicato dall’autrice, e si sente. Cioè, la storia è carina, ma rispetto ai grandi classici dell’autrice c’è ancora della strada da fare (da poco ho riletto Clorofilla nel cielo blu e l’ho amato come quando ero bambina).

I ladri di New York e L’esploratore di Katherine Rundell (2019,2020 Rizzoli). Profonde delusioni. Sicuramente non li ho letti con lo spirito giusto, ma non mi sono piaciuti.

Il corpo di Carol Ellis (Piemme 2020, 192 pagine). Evidentemente il legame sofferto con il thriller non si ferma ai romanzi per adulti. Ecco un romanzo per ragazzi, riedito dalla CE in una copertina tutto sommato figa, che però è meh. Dico solo che c’è un mistero misterioso e una ragazza in sedia a rotelle. La ragazza in sedia a rotella, purtroppo, ha la stessa utilità della mascherina sul gomito. Male.

Il mondo di Lucrezia 1, 2 e 3 di Anne Goscinny (Gallucci – in tutto ne sono usciti 5). Dalla figlia del creatore di Asterix, ecco un fumetto carino. Non è niente di speciale, ma si legge con piacere: la protagonista è Lucrezia, 11 anni: nel primo fumetto sta per cominciare le scuole medie. Adatta ai ragazzini delle medie. Il tratto del disegno a me è piaciuto moltissimo, ma la storia è pensata per un pubblico giovanissimo (ai vecchiardi le tribolazioni pre-adolescenziali interessano un po’ meno).

Di questo amore non si deve sapere di Ritanna Armeni (Ponte alle Grazie 2015, 238 pagine). Autrice scoperta con Mara, una donna del Novecento, ho preso in questo saggio di cui non ricordo una ciola. La donna del titolo è Inessa Armand, l’amante di Lenin, di cui la propaganda del regime ha rimosso ogni traccia. Viene fuori che la donna era circa 1000 volte più intelligente e più preparata del famoso compagno, ma è stata costretta alle retrovie.

Mi sono accorta adesso di non aver pubblicato la recensione di Mara, una donna nel Novecento (Ponte alle Grazie 2020, 304 pagine)! Non ce la posso fare. Da leggere: Mara vive durante il fascismo. Molto bello, soprattutto le parti in cui viene mostrata la misoginia del regime. Bello, bello, bello!

Desideria di Elisa Castilgioni (Il castoro 2020, 237 pagine), è un libricino storico per ragazzi che NO. Non rammento i dettagli ma ho il chiaro ricordo del NO enorme che campeggia nella testa.

Il consenso di Vanessa Springora (La nave di Teseo 2021, 192 pagine), è una bellissima autobiografia che racconta la relazione tra Vanessa quindicenne e un famoso scrittore francese negli anni Settanta. Non si analizza tanto la relazione in sé, quanto piuttosto l’accettazione sociale della relazione, nota anche ai genitori dell’autrice. Stra- consigliato.

L’apparenza delle cose di Elizabeth Brundage (Bollati Boringhieri 2017, 514 pagine). Thriller incominciato a causa dell’uscita dell’omonimo film. Cominciato e mai finito: io sono arrivata a metà e niente di significativo era accaduto. Lo stile non mi intrippava, la storia neppure e quando è scaduto il prestito me ne sono fatta ben presto una ragione.

La malinconia del mammut. Specie estinte e come riportarle in vita di Massimo Sandal (Il saggiatore 2019, 334 pagine). Bellissimo saggio, e infatti io continuo a dirmelo che i saggi mi danno più gioie della narrativa. Peccato che quest’anno ne abbia letti forse 5.

La classe di Christina Dalcher. Come in Vox, romanzo precedente dell’autrice, l’idea è buona. Ma la realizzazione fa acqua da tutte le parti. L’idea è la seguente: dividere i bambini a seconda dei loro risultati scolastici. I migliori frequenteranno corsi appositi che li porteranno ad essere l’élite del futuro. Le caprette invece vengono spedite senza troppi onori in scuole rurali in cui imparano a svolgere i lavori manuali più umili. Come in Vox la protagonista è una donna bianca privilegiata, che inizia a pensare di sovvertire il sistema solo quando la sua stessa figlia fallisce un test e viene bandita nelle scuole sfigate. Amica, così è troppo facile. Tu non ti ribelli perché il sistema è corrotto o intrinsecamente sbagliato, lo fai per tornaconto personale.

Sarebbe uscito un articolo kattivo, peccato.

The undoing di Jean Hanff Korelitz (Piemme 2021, 484 pagine), thriller mediocre letto esclusivamente perché in contemporanea usciva la serie tv con Nicole Kidman e Hugh Grant. Non ricordo manco cosa succede, se non che è tutto banale e NOIOSO.

Un figlio è poco e due sono troppi di Angelica Massera (Mondadori 2019, 156 pagine). Nota youtuber che io ovviamente non conoscevo, l’autrice racconta la sua scelta di diventare madre giovane e della vita famigliare. Mi sono rimasti impressi due momenti: il primo, quando il padre della prima figlia subito dopo il parto si allontana per due settimane perché “non è sicuro” (poi torna e viene gloriato come un eroe); il secondo, quando l’autrice dice una cosa del tipo “è giusto far fare religione cattolica a scuola” un commento che ancora adesso trovo incredibilmente stupido e senza senso. Giusto o sbagliato sono idee personali, se una persona non vuole non è obbligata a far partecipare a religione i pargoli. Per il resto dimenticabile.

Un cazzo ebreo di Katharina Volckmer (La nave di Teseo 2021, 176 pagine), una novella più che un vero e proprio romanzo. Un lungo monologo del protagonista che sembra essere nel mezzo di una seduta con lo psicologo. Non voglio spoilerarlo, anche perché sono un’ottantina di pagine che vale la pena leggere.

Proprio come te di Nick Hornby (Guanda 2020, 368 pagine). NO! In breve: lui incontra lei. Lui è di colore, lei è bianca. Lui ha poco più di vent’anni, lei ne ha una quarantina. Da qui sorgono dialoghi infiniti e francamente noiosi in cui si evince il lato borghese e caucasico dell’autore. Una noia infinita.

Io non ti lascio solo di Gianluca Antoni (Salani 2021, 288 pagine). L’idea era carina, ma in generale il romanzo mi aveva annoiata. E il colpo di scena finale non mi ha convinta del tutto.

Therese e Isabelle di Violette Leduc (Neri Pozza 2020, 120 pagine). Storia editoriale travagliata per quello che viene presentato, adesso, come una breve novella. Nelle intenzioni dell’autrice avrebbe dovuto essere un lungo capitolo introduttivo del suo romanzo La bastarda, ma gli editori lo censurarono. Perché, come la copertina lascia intuire anche ai meno furbi, si parla di una relazione lesbica. Scritta a metà Novecento, alcune scene e alcune conversazioni, che sicuramente dovettero fare grosso scalpore all’epoca – immagino che in casa editrice qualcuno sia diventato bordeaux leggendo certi passaggi – adesso sono super soft e molto artefatte. Comunque il romanzo è l’ennesima dimostrazione che mettere ragazze e ragazzi in scuole separate causi un aumento significativo di esperienze gaye.

Solo per vederti felice di Rosario Pellecchia (Mondadori 2019, 245 pagine). Mhhhh. Sono tuttora dibattuta sul romanzo, ispirato parzialmente alla malattia della madre dell’autore, la demenza senile. Secondo me tutto quello che succede all’interno del romanzo è eticamente sbagliato, e il fatto di farlo passare come un gesto d’amore e di affetto mi fa storcere il naso.  Epico poi il momento in cui la fidanzata del protagonista trova un mascara (o un rossetto) nelle pieghe del divano, ma lui ci racconta che una sera due modelle hanno limonato tra di loro su quello stesso divano. Lui, ovviamente, è puro come un angioletto.

Dell’autore consiglio questo romanzo.

Tabitha Hardy si difende da sola di Nicci French (Solferino 2021, 352 pagine). Il thriller è scorrevole e assurdo; come dice il titolo italiano la protagonista, Tabitha, ha la brillante idea di difendersi da sola durante un processo di omicidio. In cui LEI è accusata di omicidio. Un dettaglio che mi è rimasto impresso: il modo superficiale in cui si parla di stupro e violenza.

Klara e il sole di Kazuo Ishiguro (Einaudi 2021, 250 pagine). Deludente. Il romanzo parte muy bien, con il robot Klara che vive in negozio e aspetta di essere acquistata. Purtroppo si avvia ben presto alla deriva: o meglio, ci sono degli spunti interessanti ma rimangono per lo più inesplorati. Io l’ho trovato molto meno affascinante di capolavori del calibro di Non lasciarmi.

Il colpevole di Lysa Ballantyne (Giano 2012, 446 pagine). Insomma, si poteva fare meglio. La storia dovrebbe essere incentrata su un caso di omicidio, in cui ad essere accusato è un bambino di nove anni. Secondo la tesi dell’accusa, il bimbo ha ucciso il suo amichetto. Lui nega e rimane fino all’ultimo il mistero (io, senza essere Poirot, avevo capito. E io non capisco MAI). Purtroppo a questa storia si intreccia quella dell’educatore che deve seguire il caso, educatore che da piccolo ha subito varie sfighe/angherie. Noioso.

Loveless di Alice Oseman (Mondadori 2021, 384 pagine). Uno YA fatto bene. Non eccezionale forse, ma carino. La protagonista scopre di essere aromantica e asessuale, e se ne fa una ragione. C’è anche la storia gaya, forse la parte più telefonata del romanzo, che coinvolge la coinquilina e la BFF. Storia carina, poi il tema dello spettro LGBTQIA+ si amplia nella narrativa per giovani che va sempre bene (la A della sigla sta appunto per asexual).

Due vite di Emanuele Trevi (Neri Pozza 2021, 128 pagine). Letto solo ed esclusivamente perché vincitore dello Strega, non mi ha entusiasmato per nulla: nonostante la vicenda autobiografica – in fondo Trevi racconta la vita di due suoi amici – non traspare quasi mai un sincero sentimento di affetto, o un’immagine più vera dei due scrittori. Lo stile un po’ barocco non aiuta, e, a fine libro, sono rimasta con una conoscenza superficiale delle due vite descritte.

Delirio di una notte di mezza estate di Davide Safier (Sperlig & Kupfer 2012, 275 pagine. L’edizione che ho letto io aveva una copertina stra-figa, ma so che la CE l’ha ripubblicato con una nuova copertina orribilissima) Una lettura leggerella ma carina. Mi ha dato gioia e serenità. La storia è assurda: una donna dei giorni nostri si trova catapultata nel corpo di… Shakespeare! Molto carino.

I savoiardi. Storia tragicomica di una dinastia di Maria Pagnini (Guanda 2013, 159 pagine). Un saggio che si propone di raccontare in maniera divertente la dinastia sabauda. Non riesce completamente nel suo intento di divertire, ma è breve e per gli appassionati andrà benone.

Osso. Anche i cani sognano di Michele Serra (Feltrinelli 2021, 128 pagine). Un albo illustrato per bambini, che io purtroppo ho letto in formato digitale; ho visto qualche immagine online acquarellata splendida. La storia non è originalissima: un anziano che abita solo ai margini del bosco adotta un cagnolino. Però la storia è carina e commovente nella sua semplicità.

Thunderhead e Il rintocco (Mondadori 2020-2021), libri 2 e 3 della trilogia della Falce di Neal Shusterman. Sarà che il primo mi aveva traumatizzata, sarà che questa volta ero preparata, non mi hanno fatto così skifus. Intendiamoci, se il primo romanzo meritava una stella questi se ne meritano 2, ma oltre non andiamo. La storia non ha senso, e Rowan, uno dei protagonisti, è inutile. Vuol fare il Giustiziere figo tipo Batman, e col nome di Lucifer va ad accoppare le Falci; ma visto che è una pippa viene subito acciuffato e perculato. Purtroppo non muore (ma, si sa, se ne vanno solo i migliori: per questo lui e Citra restano come delle cozze fino alla fine).

Hai detto trenta? de I Trentenni (Rizzoli 2018, 333 pagine). Non me lo ricordo più. Del gruppo ho letto anche il romanzo precedente, che mi era piaciucchiato.

Una storia privata. La saga dei Morando di Carla Maria Russo (Piemme 2019, 352 pagine). Preferisco i suoi romanzi storici (per un certo periodo ne sono stata ossessionata), comunque scorrevole.

Il collegio di Tana French (Einaudi 2019, 664 pagine). Primo romanzo dell’autore che leggo. E anche ultimo. Di solito di un thriller dico tante cose: che è assurdo, che è pacchiano, che è trash, che è prevedibile…ma questo è noioso. NOIOSO. Ci ho messo due settimane per finirlo, e il finale non m’ha neanche dato gioie. Per me è un grosso grosso no. Forse avrei dovuto leggere il primo libro col detective protagonista per apprezzarlo di più, non saprei.

Ma davvero mi devo leggere un cold case con un semi-riferimento al paranormale? NO.

Dimmi chi sei. L’amore è una ricetta segreta di Emma Lord (Piemme 2020, 336 pagine). Il romanzo è una scopiazzatura di C’è posta per te. No, non il programma di Maria, ma il film con Tom Hanks e Meg Ryan (di cui, sappiatelo, ero grande fan. Ho persino la cassetta VHS…oddio è quando scrivo queste cose che ricordo di essere anziana). Il romanzo è uno YA che, in originale, era del 2014, e l’età si sente tutta: molto prevedibile, pochi spunti interessanti, personaggi che sembrano fatti con lo stampino senza alcuna diversità…perdita di tempo.

Le protagoniste. L’emancipazione femminile attraverso lo sport di Eva Cantarella e Ettore Miraglia (Feltrinelli 2021, 208 pagine). Una mezza fregatura editoriale: nonostante il nome della Cantarella venga per primo, di fatto la stragrande del saggio è scritta da Miraglia e si concentra sullo sport contemporaneo. E, anche qui, a volte con cadute di stile: è davvero necessario parlare della vita privata delle atlete, quando si discute dei loro traguardi sportivi? Cosa ci interessa con chi è uscita Federica Pellegrini, ai fini del saggio? O che Silvia Salis, una pluripremiata martellista italiana, si sia sposata con il regista Fausto Brizzi, accusato di molestie? Vi giuro, è scritto nel saggio (ci viene specificato che tali accuse sono poi cadute. A questo proposito: se ho capito bene le accuse di molestia sono cadute, ma è venuto fuori che il non-tanto-buon Fausto abbia tradito la moglie precedente in più occasioni, motivo del divorzio. Poi siamo tutti contenti che non abbia usurpato della sua posizione per chiedere favori sessuali, ma resta un marito di mierda. Dopo due anni e mezzo di matrimonio e una figlia di un anno e mezzo. E sottolineo tradimenti, plurale. Però erano consenzienti. Questo fa di te comunque una mega merda umana, ma non perseguibile per legge). Tornando al saggio: per me è stata una rivelazione scoprire che nell’Antica Grecia le donne partecipavano alle Olimpiadi, con delle gare dedicate.


Momento di pausa perché mancano ancora una ventina di libri, quindi divido la shame list in due parti, se no finiamo di notte. Di molti libri ho un ricordo vago, più che altro sono sensazioni rimaste, quindi non chiedetemi “Ma cosa non ti è piaciuto di XXX?” perché quasi sicuramente non me lo ricordo (d’altronde fatico a ricordare cosa ho mangiato ieri a cena).

Però sono curiosa di sapere il vostro parere!

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