Roma part 2

Allora, questa bibliografia l’ho pensata a inizio settembre. Sto cominciando – badate bene, solo cominciando – a scrivere questo articolo il primo di novembre. Riuscirà a vedere la luce prima della fine del 2021? Chi lo sa.

[Risposta: No]

Intanto, gettiamoci senza indugi nel mare di saggistica e narrativa su Roma antica, parte dos!

Parto subito con due libri che presento in parallelo perché presentano molte analogie: si tratta di libri con le finestrelle: I segreti dell’antica Roma di Katie Daynes e illustrazioni di David Hancock (Usborne 2006) e Nell’antica Roma dei gladiatori di Andrea Erne e illustrazioni di Wolfgang Metzger (Ravenburger – La coccinella 2012).

Si tratta di due cartonati carini. Effettivamente entrambi hanno moltissime finestrelle, spesso piccolissime e quindi per trovarle a volte è necessario palpare la pagina come maniaci per scovarle.

Sono poco pratici per un’attività scolastica di gruppo. Come lettura e piacere individuale invece secondo me sono proprio azzeccati. Sicuramente il mercato editoriale ha proposto e pensato altri volumi, ben più recenti, con le finestrelle, comunque questi due sono volumi ben fatti.

PINAX. Storia ispirata ai mosaici romani del Museo della Città di Rimini di Cristina Sedioli

E, giustamente, qualcuno si chiederà: che cappero c’azzeccano i mosaici di Rimini con Roma antica?

Niente.

Però mi piaceva l’idea del libretto, cioè di presentare i mosaici e i loro personaggi come parte integrante del racconto. Purtroppo il risultato è, almeno dal mio punto di vista, un fiasco totale: la storia è oggettivamente povera, e si sono scelti dei mosaici e delle pitture che…boh. Si poteva fare di più. I mosaici romani sono fighissimi, poi quelli mettevano roba di mare dappertutto! Possibile che si siano trovati solo pesci loffi, un polpo e un delfino che sembra assatanato?

Ribadisco, l’idea era bella: il risultato NO.

Ho voluto guardare questo volume anche perché nel primo articolo avevo parlato di un volume creato dal British Museum, e mi piaceva proporre un testo inventato dai musei italiani.

Scartato.

 Le più belle storie. Antica Roma della collana Disney della Giunti (2015)

Come detto, io preferivo le vecchie raccolte disney, dotate di una cornice che introduceva le storielle e le concludeva anche. Invece queste storielle messe una accanto all’altra senza un trait d’union, a parte il fatto di essere legate a Roma, mi ha un po’ delusa.

Le storie in sé poi sono belle; la prima, in particolare, è ispirata alla leggenda delle oche del Campidoglio (leggenda secondo cui le oche sacre a Giunone avrebbero starnazzato, avvertendo i romani dell’imminente attacco barbaro). Geniale.

Il Colosseo di Roma, di Giuseppe M. Della Fina (De Agostini 2009, 63 pagine)

Un saggio carino sul monumento simbolo di Roma. Devo dire che avrei preferito un maggior approfondimento sul Colosseo. So che sembra assurdo, ma si poteva entrare più nel dettaglio su alcuni aspetti: per esempio le naumachie – termine inutilmente desueto e complicato per definire le battaglie navali: se ne parla (pp. 58-59) eppure non si spiega bene la meccanica che permetteva al Colosseo di diventare un’immensa piscina. O anche, molto banalmente, come funzionassero effetivamente queste battaglie: cioè, va bene che si scontrano delle barche, ma lo scopo era affondarle? Sembra complesso da gestire logisticamente: un conto è sbarazzarsi della carcassa di un orso o due, un altro cercare di portar via lo scafo distrutto di una nave!

O anche come funzionava il sistema di rialzi e contrappassi che permetteva a bestie e lottatori (non solo gladiatori) di accedere al palco (che, sì, era una specie di sottopalco, ma vi assicuro che andando al Colosseo non si capisce per una cippa).

Comunque carino, ci sono delle inesattezze – come Nerone pazzo che brucia la città mentre suona l’arpa – ma è normale.

Il volume prevedeva anche la presenza di un modellino, ovviamente non pervenuto nell’esemplare della biblioteca (ragazzi, dovete vedere quante cose si ciulano dai libri pubblici).

Una giornata a Pompei. Vita quotidiana di un’antica città romana di Luca Mozzati e illustrazioni di Allegra Agliardi (Electa Kids 2013)

Anche qui, ho preso il libricino su Pompei perché la città campana si è conservata meglio della capitale. Studiare Pompei è un po’ come studiare la tomba di Tutankhamon: sono delle micro-realtà che ci permettono solo di immaginare la grandezza della cultura e della società che le hanno prodotte.

Molto carino e ben realizzato.

L’uomo che rubava il Colosseo di Gianni Rodari (El – Una fiaba in tasca, 2011)

Questo libricino fa parte di una collana carinissma di libricini scritti rigorosamente in corsivo per i piccoli lettori che stanno imparando a leggerlo.

Sono molto brevi, e in questo caso è stata scelta una fiaba di Gianni Rodari – mitico autore per ragazzi di cui pochi anni fa si è celebrato il centenario per la nascita (e NON sono state fatte monete commemorative da 2 euro per celebrarlo!!!! Maledetti!).

Le sue storie sono proprio belle, e, sebbene il legame con Roma antica sia praticamente inesistente, mi piaceva comunque introdurre la sua storiellina: un uomo vede il Colosseo e se ne innamora. Decide quindi, pian piano, di rubarlo! Inizia a prendere una pietra ogni giorno. Anno dopo anno l’uomo continua a rubare pietre, nel tentativo di avere il Colosseo tutto per sé. Bellissima storiella, mi sono pure commossa (questa è la vecchiaia che avanza, non c’è altra spiegazione. O i neuroni impazziti dalle ore scolastiche).

Caccia al tesoro a Roma di Tea Stilton (Piemme 2017)

Cercavo qualcosa di Geronimo – che sicuramente ha realizzato qualcosa su Roma ma io non l’ho visto – e mi sono imbattuta nella versione al femminile del roditore.

Da piccola non ho mai letto Geronimo Stilton, anzi, mi stava pure sulle balle, vedendo in esso un arcinemico di Topolino, ma riconosco l’immenso successo della saga e la capacità di avvicinare schiere di lettori.

La storia della parte narrativa è stupidissima: le Tea Sisters vanno a Roma per i Giochi Internazionali di Archeologia. E alla fine vincono (ooooops spoiler inaspettatissimo).

No, la trama è mediocre; personalmente ho trovato molto fastidiosa la continua interruzione della lettura per adattarmi a leggere caratteri sempre diversi: intendiamoci, la resa grafica è splendida, ma rende difficoltosa la lettura. Inoltre sono evidenziate parole a casacchio! Cioè non è che vengono illuminate parole chiave, o particolarmente rilevanti…nonono, a piripicchio!

Come si vede, la pagina è esteticamente accattivante. Ma leggerla è inutilmente faticoso.

In fondo c’è una sezione “Alla scoperta di Roma antica”, secondo me la porzione migliore del testo, in cui ho trovato informazioni riassunte bene e giochi degli antichi romani fatti bene.

Il costante e massiccio utilizzo di font diversi ostacolo e rende poco fluida la lettura (a me, non voglio immaginare ad un bambinə o un ragazzinə che ha qualche difficoltà di lettura!).

[Ho provato ad introdurre la shwa, spero di riuscire a farne un utilizzo sempre più massiccio in futuro e più costante. Come tutte le cose nuove, è questione di abitudine].

Passo a I Rivoltosi Romani, della collana Brutte storie, su cui mi sono dilungata nella prima parte (in breve: fantastici i video! Quello sui romani ogni tanto vado a riguardarmelo su Youtube per ridere).

Qui la fascia d’età sale un pochetto, direi per i ragazzi dalla quinta elementare in su (le medie sono il pubblico di riferimento).

Canti di Roma antica di Roberto Piumini e illustrazioni di Fabio Visintin (Einaudi Ragazzi 2019, 88 pagine)

Con mio grande dispiacere devo dire che questo volume è stata una delusione.

Legata, come sempre, alle mie aspettative erronee. In questo caso l’autore costruisce una storia unica – suddivisa in capitoli, ma unica – delle leggende sulla nascita di Roma e sui primi anni della monarchia.

Tra l’altro c’è dietro un massiccio lavoro: Piumini ha ricostruito l’intera storia in rima alternata, che è un lavoro non semplicissimo.

Anche il tratto delle illustrazioni non mi è piaciuto (qui come sempre il parere è personalissimo).

Però devo riconoscere che è un’edizione pregevole: la carta è di qualità eccelsa, la grammatura è consistente, la copertina e la presentazione editoriale sono eccellenti.

Roma Story di Massimo Bucchi (Giunti junior 2004, 126 pagine)

Il libro è un saggio molto intenso: c’è TAN TO materiale, racchiuso in poche pagine belle dense. Il titolo fa parte della collana Supergru – che penso non esista più (sul sito della Giunti un altro romanzo della collana viene praticamente svenduto a 3 euro).

Questo libricino è complesso. Lo stile di scrittura, alcune espressioni in particolare, non sono assolutamente alla portata della maggioranza dei bambini: cherchez la femme, imperatori-fantoccio, il bel Danubio Blu….cioè questi sono riferimenti o termini che i bambini alle elementari non conoscono. Il libro è pensato per i bimbi dai 10 anni, ma io alzerei sensibilmente l’asticella.

La grafica non è particolarmente accattivante, ma sono passati quasi vent’anni (OMIODDDIO 17 ANNI FA ERA IL 2004?!?!?).  Non è un titolo che metterei tra i primi nella lista dei consigli.

E adesso arriviamo agli ultimi 4 titoli che, lo confesso, non ho letto. Ci ho provato, poi sono stata risucchiata da millemila impegni, dalla mancanza di voglia, dal fatto che adesso lavoro (ancora sono scioccata), quindi li ho lasciati lì. Solo che sono passati 2 mesi, non è che me li posso tenere lì tutti per me, sarebbero della comunità.

Quindi mi limiterò a mostrarveli e fare un paio di considerazioni basandomi sui primi capitoli di ciascuno.

Nonno Berto nelll’antica Roma di Luigino Quaresima, edito da Raffaello nel 2006, ha una grafica orribile. Non so se leggere troppo Dante mi ha mandato in pappa il cervello, e ora vedo il Sommo ovunque (giuro, mi aspetto di ritrovarmelo davanti come succede a Vasco in Va all’inferno, Dante!), fatto sta che il tizio in copertina col saio bianco mi ha ricordato Virgilio o una delle illustrazioni dei beati nel Paradiso dantesco.

Il tizio in copertina ovviamente è nonno Berto, protagonista di diverse avventure (questa sicuramente non è la prima, ci viene detto nelle prime pagine). Non so perché un bambino di 10 anni dovrebbe entusiasmarsi a leggere di un anziano che viaggia nel tempo, ma sarò io strana. Comunque nonno Berto è un…dipinto in un quadro? Spero di aver capito bene. Comunque, il quadro prende vita e nonno Berto, con un lenzuolo magico, è capace di viaggiare nel tempo, trasportando con sé i ragazzini protagonisti. Non so cosa accada dopo, ma è chiaramente un libro didattico.

Ecco, se mi posso permettere: i libri pensati per la scuola sono un’invenzione infausta. Ero costretta a leggerli pure io, e in fondo avevano la carrellata di domande di comprensione.

Niente di meno entusiasmante se si vuole trasmettere l’amore per la lettura nei bambini! Personalmente sono contraria anche alle “schede del libro”, una roba noiosissima che uccide qualsiasi sprazzo di interesse.

Comunque l’avventura del nonno e dei ragazzetti protagonisti continua per 160 pagine, e la Raffaello è una CE che è una garanzia nelle proposte didattiche.

Le dodici tavole. Le prime leggi dell’antica Roma di Luigi Capogrossi Colognesi (Nuove Edizioni Romane 2011, 150 pagine)

Questo testo è per ragazzi delle medie, forse persino superiori.

Si affrontano tematiche abbastanza complesse, come il ruolo assoggettato della donna, ma anche questioni politico-amministrative e sociali, come la divisione in tribù, la netta separazione tra patrizi e plebei, il ruolo del pontefice massimo…insomma, tanti aspetti della Roma repubblicana non proprio semplici.

I disegni non mi sono piaciuti (gusto personale, sia chiaro).

I sei racconti, di una trentina di pagine ciascuno, non mi hanno entusiasmato (io ne ho letti un paio). Diciamo che manca qualcosa per renderlo interessante, per suscitare la voglia di proseguire la storia.

Delictum. Una detective nell’antica Roma di Lia Celi (Piemme – Il battello a vapore 2021, 192 pagine)

Titolo del libro

Sono di parte perché tutto ciò che scrive l’autrice mi piace e lo leggo. I protagonisti sono la figlia di Cicerone, Tullia, e il suo amico Modesto (nomen omen). Sono sincera, l’ho letto in digitale almeno 2 mesi fa e non mi ricordo molto della trama, se non che c’era un mystero myteryoso da risolvere.

La Celi sa scrivere bene e riesce a rendere avvincente ogni racconto che inventa, poi se ci sono dei morti in mezzo tutti – persino i più giovani – vanno in fibrillazione come dei vecchietti a cui hanno aperto 2 cantieri all’angolo sotto casa!

Il piccolo libro dei sette re di Roma di Gian Domenico Mazzocato (Editoriale Programma 2020, 141 pagine)

Questo libricino è stato una rivelazione!!!!È splendido!! Ok, sono di parte perché già solo le immagini mi piacciono da impazzire.

L’autore è un latinista, e traduce personalmente i passi utilizzati nel testo. L’unico appunto è il fatto che NON è un libro per ragazzi! Cioè, volendo può andar bene per ragazzi grandi, delle superiori, o magari i più svegli delle medie (non guardatemi male, vedo il livello generale di lettura). Giusto per far capire, in esergo al primo capitolo c’è una citazione di Giulio Andreotti (vedi foto)!

A me sono piaciute tantissimo la grafica e il formato del romanzo, molto curate. E il racconto ovviamente è preciso; l’autore si basa tantissimo sulla Storia di Tito Livio e su altre celebri fonti romane, a volte incorporandole nel testo.

Bello!!!

E fonderai la più grande città del mondo. Miti, dèi ed eroi dell’antica Roma di Giovanni Nucci (Feltrinelli KIDS 2010, 157 pagine)

Scusate, di questo libro ho letto solo poche pagine, ma posso dire che è un testo adatto ai bambini delle medie/superiori. Si ripercorre la fondazione di Roma a partire da Anchise che si bomba Venere (ah, no, pardon, che ha una delicata liason con la dea dell’amore), e finisce con un richiamo a Giulio Cesare (Giulio si era inventato che era discendente nientepopò di meno che di Venere. Manie di grandezza).

Il racconto è preciso e dettagliato, consigliato!!


Mi sarebbe piaciuto fare un post prolisso (perché sono io) sui rinvenimenti libreschi. Cioè, tu prendi un libro in biblioteca e dentro ci puoi trovare di tutto. Quel libro è mini-ecosistema, spesso dotato di insettini più o meno visibili e più o meno morti che ci abitano da generazioni (che poi gli insetti campano pochi giorni, quindi ci vuol poco).

Adesso mi sto mordendo le mani, perché dentro ad un libro dell’Accademia del Bene e del Male c’era un agnello disegnato a mano bellissimo che avrei voluto fotografare e diffondere.

Secondo me potrebbe essere lo spunto per un concorso di scrittura creativa in biblioteca:

“Un giorno CicciaPelliccia prese un libro in prestito dalla biblioteca. Non seppe neanche il motivo per cui scelse proprio quel volume, tra i migliaia di libri che rivestivano gli scaffali, gli uni addossati agli atri. Ce n’erano altri, molto più belli, molto più nuovi, molto più…appariscenti. Eppure CicciaPelliccia si sentì attratta, quasi inspiegabilmente, da quella copertina dimessa, da quell’autore sconosciuto, da quell’oggetto che pareva dimenticato. “Chissà chi è stato l’ultimo ad averlo letto?” si chiese distrattamente CicciaPelliccia.

Prese il libro dagli scaffali polverosi (in realtà gli scaffali della biblioteca erano lucidissimi, ma CicciaPelliccia aveva sempre sentito questa espressione, e le piaceva da matti) e lo portò al banco prestiti. Il bibliotecario, un signore gentile con un sorriso aperto, le chiese il nome, le prestò il libro e la salutò con un incoraggiante “Buona lettura!”.

CicciaPelliccia arrivò a casa dopo 15 minuti. Quel pomeriggio aveva gli allenamenti di basket, e la sera c’era una pizzata con i cugini.

Il giorno dopo CicciaPelliccia corse praticamente a scuola, e il libro della biblioteca rimase nel sacchetto, momentaneamente dimenticato. Il sacchetto finì, con un colpo di tallone involontario, sotto al letto.

Fu solo due settimane più tardi, quando la mamma di Cicciapelliccia entrò in camera a cercare un caricabatterie di scorta, che il libro uscì finalmente dal sacchetto in cui sembrava nascondersi. La madre lo vide, lo appoggiò al comodino, e scrisse un bigliettino per CicciaPelliccia: “Mancano due settimane alla scadenza, leggilo!”.

Quando trovò il biglietto CicciaPelliccia era seccata: non voleva sentirsi dire cosa fare. E poi, a casa, a distanza di 14 giorni, manco si ricordava bene perché avesse preso quel libricino così insignificante e insulso. Non aveva proprio voglia di leggerlo. E, a ben vedere, neanche tempo! Tra allenamenti, scuola, uscite…Certo, la sera era a casa, avrebbe potuto leggerlo. Ma la sera, si sa, il cervello deve riposare! E poi adesso era presa da un nuovo gioco e da una serie tv incredibile. Mica poteva lasciare tutto lì per un semplice libro!

Eppure, quella sera stessa, mentre era a letto con la lucina del comodino che rischiarava le mura della cameretta, CicciaPelliccia aprì il libro.

Ancora non sapeva che quel gesto, quell’aprire distrattamente un libro preso in un momento di noia in biblioteca, avrebbe cambiato per sempre la sua vita.”

Continua tu il racconto, incauto lettore!

Ci riflettevo stamattina: purtroppo la scrittura creativa è pochissimo valorizzata nelle scuole, e più in generale da qualsiasi parte. Pensate ai nostri antenati, a quanto scrivessero sui diari (io parlo di antenati ma pure io scrivevo sul diario). Comunque come idea del concorso, secondo me sarebbe fighissima, ne potrebbe venir fuori qualsiasi cosa. Dal classico horror fino a robe fenomenali come La storia fantastica!

Ok, dopo questa parentesi inutilissima, ritorno al libro, in cui ho trovato un segnalibro della Kinder basato sul film Surf’s Up (sono andata a controllare, è del 2007) e un calendario delle messe annuali della parrocchia di un paesino qua vicino del 2011/2012.

E da qui è nata tutta la riflessione sul “Ma quindi questo libro non l’ha più preso in prestito nessuno oppure i lettori che sono arrivati dopo hanno lasciato dentro tutto quello che trovavano, come ho fatto io con l’agnello?”

Misteri senza risposta (oddio, la biblioteca in zero due può vedere tutti i movimenti di uno specifico libro, ma dettagli).


Si conclude così questa immensa bibliografia! Non è neanche lontanamente completa e strutturata, ma vabbè, si fa quel che si può!

Nella speranza di aver dato qualche spunto utile, vi auguro una buona giornata!

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