Graphic novels e fumetti di questi primi mesi

Ne ho un po’, quindi vado rapidina, che siamo tutti più felici. Premessa: io di grafica non ci capisco niente (la veste del blog potrebbe essere un indizio); quindi i miei commenti dipendono dalle mie lacune in questo ambito: in molte delle recensioni sottostanti una frase che ritorna con disturbante frequenza è “il tratto non mi è piaciuto”.

Per me è scontato, ma lo reitero: sono gusti personali.

Mi ero ripromessa anche di parlare della serie Heartstopper, in occasione dell’uscita della serie il 22 aprile. Incredibilmente, sono in ritardo (e poi ho sviluppato una malsana ossessione per il fumetto; d’altronde quando si ha una vita piena di tempo libero e livelli di asocialità di un monaco anacoreta, si possono passare ore a rileggere per un numero imprecisato di volte gli stessi 4 volumi fino ad imparare a memoria le battute dei personaggi).

Nel frattempo vi lascio questi fumetti, letti nei mesi scorsi.

Sono ancora vivo di Roberto Saviano e Asaf Hanuka (Bao publishing 2021, 135 pagine)

Bello. A dir la verità non mi ha fatto impazzire il tratto del disegno (‘sta solfa noiosa la sentirete ripetere qualcosa come 30 volte in questo articolo, me ne scuso fin d’ora). Però ammiro la capacità – e la volontà – di raccontarsi ed esporsi, di lasciar intravedere una parte della vita privata di una persona che già ha pochi spazi privati.

La cura del dubbio di Elisabetta Romagnoli (Bao publishing 2021)

In un futuro prossimo il dubbio è un male per cui si viene internati senza troppe storie: il dottor Fulvio Davelio è incaricato dal governo di trovare una cura per il dubbio.

Storia carina, il tratto mi ha fatto penare (la mancanza di contorni e di linee definite tra sfondi e personaggi – una scelta voluta, lo so – mi ha irritato perché sono anziana e scassaballes).

Cenerentola di Fumetti brutti e Joe1 (Feltrinelli Comics 2021)

Sarò breve ed impietosa: mi è piaciuta l’idea iniziale, in cui Cenerentola scappa e non vuole manco per la pippa sposare il principe. Tutto il resto no, ma perché sono io piattola e se il tratto del disegno non mi piace divento fastidiosa.

Il grande Belzoni di Walter Venturi (Sergio Bonelli Editore 2019, 285 pagine)

Sebbene la storia di Belzoni sia affascinante oltre ogni dire, il fumetto non mi ha convinto.

Non chiedetemi cosa o come, non saprei dirlo neanche io: in parte il modo didascalico in cui vengono presentati fatti e personaggi.

Si tratta di un vero e proprio fumetto che riprende la vita di Giovanni Belzoni, un personaggio, a tutti gli effetti: intraprese molti lavori, tra cui acrobata circense ed ingegnere, ma è ricordato (o, piuttosto, dovrebbe essere ricordato) per le sue scoperte archeologiche in Egitto: fu il primo ad entrare in una delle grandi piramidi, quella di Chefren; il primo a scoprire e scavare il tempio di Abu Simbel; il primo a scoprire la tomba di Seti I (nota anche col nome “tomba di Belzoni”).

Molti scavi vennero fatti in collaborazione – oppure finanziati – dal console inglese in Egitto, Henry Salt.

All’interno della piramide di Chefren Belzoni incise la propria firma e la data in cui vi entrò – ancora visibili – e, seppur i suoi metodi oggi farebbero inorridire qualsiasi archeologo, mostrò una certa accuratezza nel trasporto e nella riproduzione delle opere murarie rinvenute.

Tra il 2019 e il 2020 si è tenuta una mostra in suo onore, L’Egitto di Belzoni, nella città natale dell’archeologo, Padova: | L’Egitto di Belzoni (legittodibelzoni.it).

Potete trovare alcune fotografie (come “l’autografo” nella piramide) qui: Giovanni Belzoni e il bicentenario dimenticato – MediterraneoAntico

Un piccolo appunto: la moglie di Belzoni, Sarah Banne, che nel fumetto è una breve spalla non particolarmente importante o rilevante, nella realtà era una grande: infatti non solo seguì il marito in Egitto, ma vi rimase per lunghi mesi da sola; da questa esperienza scrisse un saggio, “Mrs. Belzoni’s trifling account of the women of Egypt, Nubia, and Syria”, pubblicato all’interno dell’opera del marito.

A inizio ‘800 Sarah Bunne scrive un libro sulle donne dell’Africa, tra cui era rimasta per lunghi mesi durante le assenze del marito. Avanti anni luce! Vi lascio qui un articolo che racconta la sua biogrfia: PERSONAGGI | Sarah Belzoni, amore e avventura all’ombra delle piramidi (archeome.it)

Tra marito e moglie si potrebbero realizzare un’intera serie, altro che Howard Carter*!

*Scopritore della tomba di Tutankhamon.

Gira questa pagina di Richard HTT (Feltrinelli Comics 2021)

Seguo sia Richard HTT sia Fraffrog su Youtube, motivo per cui ho letto questo fumetto.

Non ho molto da dire: la storia non m’è parsa originale, ma, soprattutto, mi pare che manchi un qualcosa per rendere davvero interessante la lettura.

Le insicurezze inflitte al giovane Richard adolescente ad opera del malvagio professore che lo umilia ai tempi delle scuole superiori possono anche essere un aneddotto interessante, ma il sipario si chiude dopo mezza pagina grazie “ai followers e ai commenti di Youtube”. Che, devo dire, me pare un po’ vaga come rivalsa.

[Oh, poi, da insegnante, mi sembra di dover difendere la categoria alla quale, seppur in via temporanea, appartengo. Il prof l’ha espresso in maniera brutale, ma c’ha le sue ragioni: non è che i commenti di Youtube siano lasciati da esperti d’arte, di solito è gente come me – o un tantinello meglio: ieri ho dovuto cercare un disegno su internet di un albero spoglio, perché non riuscivo a farlo da sola – quindi non siamo proprio esperti. Detto questo, ok, ci sta il prof kattivo che ti segna a vita, ma mi pare che la risoluzione del dramma non possa essere limitata a “su internet molt* mi hanno scritto che sono bravo, e questo mi ha fatto stare bene”. Perchè su internet si trovano scritte una marea di robbbbe, e su Youtube c’è un modo intero di cose, più o meno sensate: per dire, ci sono canali dedicati espressamente allo schiacciamento dei brufoli (avrei voluto inserire un allegato, ma non sono così crudele. La visione di tali video renderebbe impotente pure Rocco). Quindi, boh. Prof, state attenti là fuori, che le colpe di parole poco garbate espresse in una giornata nera torneranno come un boomerang ad affliggervi].

Il fumetto è carino però non mi ha lasciato nulla: mi pare che ci sia una certa confusione d’intenti nel progetto.

Detto questo, io seguo con piacere le sfide di disegno tra Richard e Fraffrog: sono un continuo ricordo alla mia inettitudine totale per il disegno libero e mi esaltano.

Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald di Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta (Minimum fax 2021)

L’ignoranza mi spinge a dire che non sapevo che questa casa editrice pubblicasse graphic novels. Allora, la storia di Scott e della moglie Zelda ce l’hanno raccontata un (bel) po’ di film e di romanzi. Detto breve: i due si sposano giovanissimi e, purtroppo, vivono insieme per tanti anni. Male.

Zelda fin da giovane è ribellina. Nel 1918, quando non ha ancora 18 anni, incontra Scott (Scotty per gli amici) e sboccia la passione. Si sposano e nasce una figlia. Danno un sacco di feste over the top e si ubriacano pesantemente. Entrambi sono infelici, ma rimangono insieme.

Viaggiano per l’Europa, risiedendo per lunghi periodi in Francia. Zelda tenta il suicidio. Tornano in USA, dove Scotty trova lavoro ad Hollywood. La vita di coppia procede di merda, ma rimangono insieme.

Nel 1930, dopo un viaggio, Zelda viene ricoverata in una clinica psichiatrica: ha 30 anni. E rimangono insieme.

Nel 1940 Scotty muore e Zelda lo segue nel 1948, dopo che un incendio brucia l’ospedale psichiatrico in cui era ricoverata.

The end.

Di solito si cerca di rappresentare il loro matrimonio come una Grande Storia d’Amore che resiste nel tempo. Considerando che lui la tradì in più circostanze e che i due ebbero un rapporto tumultuoso, mi pare esageratina come affermazione.

Anzi, leggendo la biografia, Zelda risulta una persona tutto sommato infelice.

Io non lo sapevo, ma pare che Scotty, nel momento in cui incontra per la prima volta Zelda, fosse ancora in fissa con la sua ex fiamma, Ginevra.
Ginny era di famiglia ricchissima e la famiglia aveva posto un “Manco per il caxxo” al matrimonio tra lei quel poveraccio di Scotty. Scotty l’aveva presa male tant’è che, pochi giorni dopo il matrimonio di Ginny con un altro, si dichiara a Zelda.

È Ginny che ispira il personaggio di Daisy, l’amata irraggiungibile del Grande Gatsby, simbolo di un amore – ma anche di una società e di un’aristocrazia (o meglio, di una borghesia ricchissima) – inarrivabili per il povero Gatsby, così come lo era stata Ginny per Scotty.

Nonostante questa graphic tenti di far passare Zelda come la ‘musa’ di Scotty, pare evidente che di fatto sia stata Ginny ad esserlo: d’altronde Scotty, quando rivede Ginny per la prima volta dopo decenni (nel 1938), ubriaco fradicio esprime ancora frustrazione e rabbia per il modo in cui le cose sono finite tra loro vent’anni prima (cordialmente definendola bitch. Ah, che gentiluomo Scotty).

Ultima nota: non so come, non so perché, ma sul retro della copertina c’è addirittura un commento di Bernardo Bertolucci, il regista.

Sapiens. I pilastri della civiltà di Yuval Noah Harari, David Vandermeulen e Daniel Casanave (Bompiani 2021)

BELLOOOOOO. Già il primo graphic novel tratto dall’omonimo saggio mi era piaciuto da matti. E il seguito non si smentisce!

Siamo abituati a studiare la storia come un percorso lineare in ascesa: dal peggio al meglio. Siamo abituati a giudicare noi stessi e le società del passato in base alla nostra etica e alla nostra morale, impartendo giudizi sintetici e intransigenti laddove culture diverse si scontrano con le nostre idee. Eppure la storia, studiandola da vicino, non è una linea che va sempre verso l’alto, verso il meglio, nè le società del passato erano necessariamente peggiori di quelle odierne.

E niente, questo studio della storia, la Storia come un’insieme di fattori biologici, antropologici e culturali, è sempre più affascinante. Non vedo l’ora che esca il nuovo volume!

[Unico ‘difetto’: il libro è un mattoncino di peso consistente e dimensioni pure, quindi per quelli che, come me, vogliono leggerlo e rileggerlo prima di addormentarsi o al mattino, appena svegli, un avvertimento: sappiate che la cosa richiede una certa prestanza fisica. Io, non essendone in possesso, ho rinunciato].

La lettera perduta di Manuela Santoni (Bao Publishing 2022)

Emma è una bambina che vive nel paesino di Montequadrato, ha come unico amico un gatto parlante ed è terrorizzata dai tuffi dal trampolino. Un giorno incontra il fantasma di un soldato e, assieme a lui, ricostruisce la vita – e la storia – dell’Italia della seconda guerra mondiale.

MMMMMMh. Allora, il progetto è carino e la storia pure. Secondo me non è così facile per i bambini (il prodotto è pensato per un target di giovanissimi lettori – a partire dagli 8 anni).

Il gatto parlante, il fanstasma, il mistero…secondo me alcuni aspetti della trama potrebbero non essere comprensibilissimi a prima lettura.

Piccola nota a margine: sicuramente avrete notato come imperversino le biografie e i racconti sugli eroi silenziosi della seconda guerra mondiale: partigiani, gente comune che lottò contro il fascismo, gente che salvò famiglie ebree…insomma, a leggere i libri pubblicati vien da pensare che la maggioranza delle persone fossero, in fondo in fondo, BUONE. Erano dalla parte che, noi, oggi, a distanza di anni, definiamo GIUSTA (voglio mettere un noi generale anche se molti là fuori hanno idee inquietanti in proposito).

Anche in questo volume succede lo stesso: quando Emma scopre che l’uomo della lettera era un soldato fascista, sbrigativamente lo definisce “Tu eri un cattivo!”.

Amic*.

Cattivo e buono, indipendentemente da ogni ideale, sono relativi. In una guerra tu puoi avere gli ideali più belli e onesti del mondo, ma è una guerra, quindi i metodi con cui fai prevalere tali ideali non saranno, perdonate il gioco di parole, ideali.

Detto questo, trovo un po’ limitante il racconto dei soli buoni: sì, aveva un senso al termine della guerra, e ce l’ha tuttora, sia chiaro, per portare alla luce tutte le incredibili persone che, in pieno regime, misero a repentaglio la propria vita per la libertà.

Ma ora, a distanza di anni, non è forse giusto raccontare anche l’altro lato della medaglia? E non in stile Pansa “Il sangue dei vinti”, in cui ci dice cose banali (“anche i partigiani uccidevano”), ma semplicemente mettere in luce quelli che formavano la stragrande maggioranza delle persone del tempo: gli indifferenti.

Detto questo: a me non ha convinto al 100%, e per di più ho trovato veramente stonata una tavola in cui il soldato fantasma se ne sta andando via e grida “GIRL POWER”.

Ma che sei, una SuperChicca?

https://www.mangaforever.net/456740/the-powerpuff-girls-annunciata-la-quarta-superchicca

E ho finito. Per ora.

Sto ammucchiando libri in post mega riassuntivi perchè ne ho una valangata (ho ancora lì l’articolo sui libri del 2021, vediamo se entro giugno esce). E poi vorrei parlare un po’ dei libri che ho comprato con i buoni regalo di Natale e compleanno (al momento sono in fissa estrema con la saga di Heartstopper, li ho letti talmente tante volte che li so a memoria).

Buona giornata!

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