Un’Alice come un’altra di Alice T.

Editore: Giunti

Anno di pubblicazione: 2022

Pagine: 204

Alice, quattordici anni, all’anagrafe ha un nome diverso, un nome da maschio. Solo sei mesi la separano dall’inizio delle cure che le restituiranno un’identità in cui riconoscersi e le permetteranno di scacciare ‘l’intruso’, ma tra oggi e quel momento può succedere di tutto. Un’Alice come un’altra è la storia vera di un’adolescente unica eppure come tante, tra famiglia, scuola, grandi paure e lo straordinario coraggio dell’adolescenza. È la voce di Alice a raccontarci dell’intenso e complesso rapporto con i genitori e del percorso in cui l’accompagnano, in una Napoli che balza dalla pagina con tutto il suo mare di umanità. Una storia che parla di identità, crescita e trasformazione.

Finalmente parlo di un romanzo/autobiografia che parla di transessualità scritta da un’autrice italianaaaaaa.

Sono esaltata perchè trovare titoli sull’argomento è stato più difficile del previsto (poi sicuramente là fuori ce ne saranno a bizzeffe, sono io che non sono stata capace di trovarli).

Allora, nonostante la copertina allegrella e il titolo sciallo, io metterei un giga cartello di avvertimento prima di inizare il romanzo, perchè nel libro si parla di tematiche sensibili come bullismo, violenza, trasnfobia e suicidio. Lo dico perchè, guardando la copertina e leggendo la trama, mi ero fatta un’idea sbagliata, cioè di un romanzo leggerello.

Non è un polpettone, sia chiaro, ma affronta temi molto duri, e secondo me un minimo di preavviso ci vuole, soprattutto per le persone per cui questi temi possono essere triggering.

Quindi, io lo dico.

Detto questo è stato da un lato un sollievo leggere di una ragazza giovane che racconta la sua transizione – il romanzo/autobiografia (poi ci torno) è ambientato nel 2021, durante la seconda ondata di Covid.

Alice racconta la sua storia, il momento in cui confessa ai nonni la sua vera identità (mi ha fatto morire il come glielo rivela), le sue amicizie e la sua vita. La linea di demarcazione tra autobiografia e romanzo è assente, o impossibile da percepire al lettore. La voce di una ragazza si sente, si sente anche l’ambientazione – Napoli – grazie ad alcuni aspetti lessicali e dialettali e perchè tutto ruota attorno alla città. Esattamente come qualsiasi adolescente infatti, Alice fa piani con le sue amiche per uscire e trovarsi in determinati luoghi della città partenopea.

Siccome di solito le cose che fanno i ggggiovani vengono scritte da vecchi bacucchi che 2 volte su 3 sbagliano, almeno qui si sente la freschezza nei ragionamenti, nei dialoghi, nelle uscite.

Nello stesso tempo mi preme sottolineare che viene mostrata tutta l’arretratezza della cultura italiana, ancora ferma al Paleolitico quando si parla di identità di genere.

Esempio lampante non è tanto la banda di bulli che picchia Alice, quanto il padre di Alice che è comprensivo ma fino ad un certo punto; che insiste sull’inesistenza di un “gene della transeussalità”; che le chiede di vestirsi con giacca e cravatta, per fare una foto ricordo; che la ama, ma fatica ad accettare la figlia.

A questo si aggiunge una visione onesta del Sistema Sanitario Nazionale, le tempistiche, le modalità di accesso ai trattamenti e anche come questi si siano fermati in tempi di emergenza.

Sappiamo tutti che il COVID ha fermato o rallentato tutto. Ora immaginatevi un* adolescente che vuole iniziare la terapia ormonale. Nell’adolescenza compaiono in maniera chiara i tratti sessuali: non parlo solo di sviluppo degli organi genitali, ma anche della comparsa del ciclo, crescita dei peli nei maschi, cambio della voce…Insomma tanti fattori che noi solitamente associamo ad un genere sessuale preciso.

Ecco, immaginate ritardare la terapia ormonale anche di qualche mese, cosa possa significare per una persona trans. Cioè, già il corpo in cui sei (il pacco, come lo chiama Alice), è quello sbagliato; in più iniziano a comparire segni evidenti che il pacco non è quello che vuoi. Che trauma.

L’autrice riesce ad essere molto scorrevole: sono rimasta sorpresa perchè ha 14 anni e la scrittura è sul pezzo, così come la struttura della storia (e no, non è scontato).

Secondo me l’unico aspetto, legato all’edizione, è che si sarebbe dovuto far capire che vengono trattati temi difficili, soprattutto perchè è rivolto ad un pubblico di giovanissimi (tra l’altro, copertina S-P-E-T-T-A-C-O-L-A-R-E).

Chissà se sui nostri schermi vedremo mai comparire una serie tv con personaggi trans. Oddio, poi avrei paura: ho ancora gli incubi per la serie Fuoriclasse, andata in onda dal 2011 al 2015 (quindi non nella preistoria), in cui il personaggio gay nell’ottavo episodio della prima stagione, si TRAVESTIVA DA DONNA durante una gita, per fare coming out. Roba da strapparsi gli occhi).

Poi, non so se ho letto troppe storie gaye, ma in alcuni punti mi è parso che Alice inizi a sviluppare l’occhio a cuoricino per la sua amica Gilda (però, lo ribadisco, non c’è nulla di certo, potrei essere io che ormai vedo gente gaya everywhere. Se avete letto il libro, fatemi sapere cosa ne pensate).

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