Viva la neve. Vite di trans e transgender di Delia Vaccarello

Editore: Mondadori

Anno di pubblicazione: 2010

Pagine: 192

Allora, il saggio è di 10 anni fa, e si sente. Nel senso che spero vivamente che nel frattempo si sia fatto qualche progresso su tutta la linea.

L’autrice ascolta le storie di alcune persone che si sono sottoposte all’operazione per il cambio di sesso.

Qualche anno fa (fino al 2015) questo era l’unico modo per poter avere il riconoscimento ufficiale dallo Stato: cioè, finchè una persona non veniva operata, il nome sui suoi documenti non veniva cambiato. Un bel casino.

Invece adesso le cose fortunatamente si stanno muovendo – pian pianino, che si sa che chi va piano va sano e lontano – ma si muovono.

Sarebbe interessante propppore un saggio sulla vita delle persone trans adattato al 2022 (mentre lo scrivevo, ho pensato che sicuramente ci sarà, ma io non l’ho visto).

L’aspetto interessante del saggio è che quasi tutte le persone che si sottopongono all’operazione del libro sono adulte: l’età media si aggira intorno ai 30 anni. Oggi probabilmente questa età andrebbe abbassata, mica per altro, solo perchè adesso qualsiasi persona può accedere a diverse informazioni su internet e quel malessere, o quel senso di diversità di cui parlano le persone intervistate sarebbero facilmente contestualizzate.

L’autrice insiste molto sul superare il binarismo sessuale e la rigida separazione dei sessi, così come sul significato di identità di genere – un concetto ancora poco chiaro a molti – e a cosa sia legato.

Non manca il commento della Chiesa, ovviamente contraria; già dichiarare i rapporti tra marito e moglie piacevoli e non necessariamente legati alla procreazione è stato un passo avanti, che ci aspettiamo.

E poi c’è un dettagliato resoconto di come funziona l’operazione. Io, che quando vado a donare il sangue devo chiudere gli occhi perchè mi schifa l’ago che entra nella pelle, ho skippato alcune parti, ma capisco la scelta di raccontare scientificamente questa trasformazione. D’altronde è una domanda che incuriosisce, e il fatto che l’autrice entri in sala operatoria e assista alla creazione di una vagina, una vaginoplastica (operazione che può anche servire a ricostruire una vagina, o ringiovanirla – non mi è chiaro come, ma vabbè), è importante per rendere più concreta la pratica, per togliere quell’aurea di mistero sull’operazione. Molto molto molto banalmente, la pelle del pene si riutilizza per costruire una vagina. Non vado nel dettaglio perchè – come detto – a me fa senso pure l’ago farfalla, figuriamoci se parliamo di bisturi e tagli.

Però c’è da dire che queste operazioni non sono più necessarie: una persona non è costretta a subire un intervento invasivo per poter ottenere il cambio di sesso. Che non è roba da poco, perchè andare sotto i ferri non è mica una passeggiata.

Nel futuro, l’ideale sarebbe arrivare ad eliminare completamente la questione del genere (ufficialmente, già dovrebbero essere abolite per questioni legate alla privacy). Per dire, io lavoro in biblioteca. Al momento dell’iscrizione viene chiesto di barrare una casella: M o F. Cambia qualcosa? No, manco per la pippa, se non a fini statistici.

Nel 2022, solo l’Islanda riconosce un terzo genere – quello non binario – nei documenti ufficiali. Nel resto del mondo il binarismo continua ad essere la norma.

Come sempre, la questione linguistica è un kasino kolossale. In inglese per le persone non binarie si usa il singular they, una forma che non ha corrispettivi in italiano. Quindi anche l’abolizione del genere, che passa attraverso la parola scritta, è complessa. Si parla della schwa, o dell’asterisco, ma non sembrano soluzioni definitive (ne ho parlato anche a proposito di Cemetery boys).

Ma noi semi-giovan* cresciut* con gli SMS a pagamento, e in cui il numero delle lettere e la lunghezza del messaggio era direttamente proporzionale al costo del messaggio, ci siamo fatt* le ossa a suon di xkè, cmq, qnd, c 6? e molte altre cose che adesso mi fanno rabbrividire, ma sono stati capisaldi della mia adolescenza (tuttora spero che whatsapp metta i mess vocali superiori al minuto a pagamento: ogni minuto in più di vocale lo devi pagare).

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