Viola e il blu. La libertà di essere di tutti i colori che vuoi di Matteo Bussola

Editore: Salani

Anno di pubblicazione: 2021

Pagine: 144

Sono rimasta mega delusa da questa breve storiella. Non è neanche un vero romanzo, più una conversazione non particolarmente brillante tra un padre e una figlia. Il padre cerca di spiegare gli sterotipi di genere alla bambina di otto anni, Viola.

Didascalico e per nulla originale, i concetti sono spiattellati lì, senza neanche un minimo di abbellimento, o una storia a sostenere la conversazione.

Può andar bene per intavolare una discussione a scuola, ma per i bambini piccoli, di 7 anni (seconda elementare); oltre, sinceramente, non ne capirei il senso. Sì, alcuni aneddoti sono interessanti (esempio: un tempo il rosa era un colore associato agli uomini e il blu alle donne), ma poc’altro.

Davvero davvero delusa, perchè leggendo la trama mi aspettavo un vero e proprio romanzo. Cioè, lo stesso messaggio non lo si poteva far passare attraverso una storia originale?

Per tutto il resto, roba scontatissima (del tipo “Nei libri scolastici la mamma stira, cucina e pulisce mentre il papà legge, lavora o guarda la tv”).

O forse sono scontati per me, ma non per tutt*? Boh. Fatto sta che per leggere queste poche pagine – sì, 144 pagine sembrano tante, ma date un’occhiata alla grandezza del font – mi è costato fatica.

Ribadisco, capirei se qualche maestra volesse prenderlo come spunto di partenza per una conversazione sulla parità di genere e gli sterotipi generalmente associati all’idea maschio/femmina; ma si poteva arrivare allo stesso risultato proponendo un vero e proprio romanzo di narrativa, magari di avventura o fantasy, senza essere così didascalici.

Il finale poi, che dovrebbe essere un momento di pura parità, consiste in un marito che dice alla moglie “Grazie”.

WOW. Gender equality raggiunto!

Tra l’altro, tutto il testo tende a rinforzare il concetto di binarismo maschio/femmina, propagando ulteriori stereotipi, con un’insistenza quasi fastidiosa sulla netta divisione rosa/blu (sul finale cerca di salvarsi con la spiegazione del nome Viola, unione di rosa e blu ma, davvero, troppo poco).

Il tutto infarcito da slogan che farebbero cadere le foglie pure ai sempreverde (allego esempio fotografico):

Vedo che su goodreads è piaciuto all’intero universo, quindi sarò strana, o scazzata, io. È anche vero che tutte le recensioni sono scritte da adulti, quindi bisognerebbe provare a proporre una lettura – e un’attività – nelle scuole e vedere se ne esce una discussione sensata (se qualcheduno ci prova, mi faccia sapere il risultato).

Un plauso speciale va alla cura grafica dell’edizione: dalla copertina – sovracopertina e copertina davvero belle – alla scelta del colore del testo (nelle foto non si vede, perchè le mie foto sono notoriamente brutte, ma è di un bel blu scuro), fino al segnalibro e ai disegni che accompagnano il testo, tutti di un bellissimo blu (o forse sono anche io di parte, perchè pure a me il blu piace un sacco).

È una delle prime volte che mi capita di vedere la sottocopertina non solo decorata, ma decorata in maniera diversa rispetto alla sovracopertina. Molto bello.
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