Buon compleanno!!!

Io sono notoriamente smemorata, ho difficoltà a ricordare cose banali (tipo: ma 2 nanosecondi fa, dove stracappero ho lasciato il foglietto preziosissimo che custodivo nelle mie mani?), e i compleanni tirano fuori il mio peggio. Dimentico quelli di tutt*, nessuno escluso. Grazie al cielo, al momento ho segnato tutte le date importanti sul mio calendario digitale, ma sia chiaro che da anziana sarò la classica vecchia svampita che dimentica puntualmente il compleanno dei nipoti (a dir la verità lo faccio già ora, per portarmi avanti).

Figuriamoci se ricordo il compleanno di altre cose, tipo di questo blog. Ebbene sì, WordPress mi ricorda che il pargolo ormai avrebbe l’età per accedere alla scuola primaria, una delle imprese più longeve della mia vita.

Quando è partita l’avventura ero naive e non sapevo bene quello che facevo, mentre adesso…è rimasto tutto uguale, ma ci sono stati articoli e letture che, in pre-blog, mi sarei tenuta dentro a macerare, mentre ora posso parlarne!!! E quant’è bello poter blaterare anche per pagine e pagine (e pagine) di come l’autor* X abbia scritto una scena trashamente divertente, oppure di quanto sia stato esaltante mettere su carta (metaforica) alcune bibliografie che frullavano nella mia testa da anni?

Ci sono alcune idee che sono ancora lì, in attesa di essere portate avanti: c’è il progetto, c’è anche una bozza di piano, manca giusto l’attuazione! Ed è bello scrivere e parlare di libri e circondarmi di lettori e lettrici che parlano di libri, non importa se le letture non sempre coincidano, o se i gusti siano diametralmente opposti.

Se per un po’ di tempo non salgo sul blog mi manca un pezzettino, qualcosa che mi fa tornare a casa. Nella mia casetta virtuale, dove posso raccontare le mie vicissitudini lavorative e le sfighe varie della vita (d’altronde, come per i romanzi, è più facile e divertente parlare di quelli brutti che di quelli belli).

E niente, buon compleanno al blog, a questo piccoletto che è sempre lì: a volte sembra in prognosi riservata ma in qualche modo ritorna sempre.

Ma, soprattutto, grazie a tutti gli scrittori e le scrittrici: sappiate che, se anche ho parlato male del vostro romanzo, e l’ho dispregiativamente chiamato con nomi irripetibili – sul blog e nella mia testa – sotto sotto vi ammiro.

Grazie per aver reso, con le vostre parole, le mie giornate piene di gente, di personaggi, di avventure, di riflessioni, di pianti, di risa trattenute per sembrare sana di mente di fronte agli altri (ma cosa c’avrà da ridere ‘sta tonta alle 7 del mattino?), di rabbia, di delusione, di soddisfazione, di disagio, di calma…perchè ognun* di voi mi ha portato un pochino più lontano.

Grazie.

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