Re delle cicatrici & Regno dei lupi di Leigh Bardugo: perchè è importante saper dire addio ai propri personaggi al momento giusto

Nikolai è diventato re di Ravka. Zoya è il suo generale. L’Oscuro è defunto. Siamo tutti felici manco per la pippa, se no non esisterebbe questa duologia.

Come forse ricorderete (io non me lo ricordavo) Nik era uscito da Assedio e tempesta con un simpatico coinquilino-nel-corpo demoniaco. E il romanzo inizia così: con Nik che cerca di tenere a freno la belva feroce.

Questa attività lo occuperà per le prime 10 pagine, poi è tutta festa.

Comunque, la situa è grave: tutti vogliono far guerra a Ravka. Nina è stata spedita a fare la spia in un paese freddo di cui non ricordo il nome, in un monastero (forse?), dove incontra Hanne, spregiudicata ragazza anticonformista con cui crea un forte legame. Nel frattempo cerca di incastrare il cattivone (ho dimenticato il nome, il creatore della droga dei Grisha).

A corte, invece, non ricordo come o perchè, Nik scopre che c’è un astruso ed improbabile rituale per liberarsi dal mostro che coabita nel suo corpo, e allora parte all’avventura.

Purtroppissimo il rituale super segreto non lo libera del Mostro, ma trascina Nik e Zoya nella Faglia e riporta in vita l’Oscuro, nel corpo di un monaco fanatico, Yuri. A me questa roba sembra un plagio della Pietra Filosofale, con Raptor-Voldemort, ma Harry non c’è.

L’Oscuro per qualche ragione non può essere accoppato (non chiedetemi, non ricordo) e avanza pretese: vuole incontrare Alina. Invece di dargli due sganassate e dirgli “WEEEE ripigliati, che Ali t’ha preferito Coso, Mal-la-mummia”, Nik e Zoya lo accontentano.

Perchè sì, il nome Oscuro fa pensare a qualcuno di cui potersi fidare.

Ovviamente fanno un merdone: l’Oscuro fugge e poi forse finisce il primo libro o forse no, perchè non me lo ricordo più.

A palazzo, siccome Nik è scomparso nella Faglia, si decide di assumer un sosia, un poveretto, tale Isaak, per fargli impersonare il re. Peccato che sia credibile come me quando dico di voler uscire la sera dopo le 21.30. Siccome Isaak è uno nuovo, e siccome sembra simpatico, meglio farlo crepare così ci togliamo subito il pensiero.

Fine del primo libro (credo).


Mentre cercavo di scrivere la trama, ho notato che non ricordavo una ciola del libro. Tutt* citano i dialoghi Nik-Zoya, quindi dev’essere quello a tenere in piedi il romanzo (che poi, dialoghi di una banalità asfissiante).

Che delusion. Il primo libro della duologia è banale, ma comunque godibile. Nel secondo purtroppo la Bardugo aveva proprio perso la voglia di scrivere, o forse non gliene fregava più niente, e ha buttato tutto in caciara.

Tutti fanno guerra a tutti, ma Nik preferisce veleggiare sul Mar dei Sargassi con una zattera fatta di assi eeemh no, mi sono lasciata trascinare. Va a Ketterdam, per un motivo stupido, ma compaiono i Corvi, cosa che dovrebbe far felici tutti i fan.

Nel posto freddo, intanto, Nina si è presa benissimo con Hanne. Finge di essere la sua cameriera e arriva a conoscere la nobiltà. Tra Nina e Hanne scoppia la passione, ma Hanne viene data in sposa ad un principe sadico. Purtroppo non è quel genere di sadico alle Cinquanta sfumature, ma un sadico tipo il re biondino del Trono di Spade, che ci viene descritto come uno squilibrato totale. Questo perchè il sadico viene ucciso da Hanne; bisogna quindi reiterare più volte la kattiveria della vittima, altrimenti i lettori possono farsi l’idea che Hanne, in quanto omicida, sia malvagia.

Non preoccupatevi, il principe stava sul cappero a tutti, persino alla sua genitrice. Anzi, sotto sotto, si stava un po’ sul cappero da solo. Venire ammazzato è stato un sollievo anche per lui.

Alla fine del romanzo Nik riesce a controllare il Mostro, Zoya ora ha i super poteri e può trasformarsi in drago (tipo Malefica, ma lei è buona) e, finalmente, tutto finisce.


Prima di tutto: in questa duologia l’autrice fa fare un cameo ai personaggi del Grishaverse. E già qui, grosso errore. Il motivo per cui la duologia di Sei di Corvi funzionava è che Alina e Mal non comparivano. Nessun offesa ai due, ma avevano già avuto il loro spazio, era giusto concentrarsi su altri.

In quella duologia i protagonisti erano altri personaggi, totalmente nuovi, con una comparsata limitata da parte del solito Nikolai, nelle vesti del corsaro figo.

Bene.

In questi due romanzi invece l’autrice vuole riportare tutti i personaggi insieme, come quando gli attori a fine spettacolo escono sul palco a salutare.

Ma perchè? Oh, autrice, perchè devi andare a ripescare TUTTI i personaggi delle saghe precedenti? Echeccazz, ‘sto regno che hai inventato è enorme, eppure ci troviamo sempre i soliti cinque?

Tutti i personaggi fanno le rimpatriate. Per motivi assurdi.

Il colpo di grazia lo dà la figura dell’Oscuro, un personaggio che già nella trilogia originale aveva ben poco da dire. Riesumare gli stessi cattivi, che dovrebbero essere super-trapassati , è un trucco che usano gli sceneggiatori stanchi, arrivati ormai all’ottava stagione senza più idee. Perchè, tra tutte le cose che potevi scegliere, hai optato per l’Oscuro? Senza contare che il suo arco narrativo nel corso dei romanzo è assolutamente insensato: è cattivo-cattivissimo, ma alla fine diventa un martire che si immola per Ravka. Ma sul serio? Autrice, dai, avevo scritto cose belle di te. Perchè mi fai questo?

Il finale della duologia sole-cuore-amore è talmente irrealistico che anche il velo della sospensione dell’incredulità ha subito uno scossone troppo forte per poter resistere.
Ma com’è che ne escono tutti bene? Ma com’è che nessuno muore nel corso di una guerra? Ma com’è che tutti coronano il proprio sogno d’amore? Ma…No. Mi devo fermare perchè trovare un senso non funziona.

Peccato. I personaggi “vecchi” avrebbero potuto stare là dove li avevi lasciati. Felici o infelici, chissenfrega. Invece sei andata a rimescolare ed è venuto fuori uno skifus.

Senza contare i punti di vista del romanzo, che non funzionano, non servono, sono ridondanti, sono noiosi.

E le storie d’amore. Omamma le storie d’amore mi stanno ancora facendo sanguinare gli occhi. E pensare con grande rimpianto a Joe Abercrombie, e al suo realismo spietato.

Nessuno, in questa duologia, emerge come un personaggio furbo. E, spiace dirlo, ma se vuoi essere re, o spia, o generale dell’esercito, la furbizia è una dote che non può mancare. Nikolai che parte e fa l’eroe in prima fila, rischiando di morire – ma a quale pro, idiotissimo amico, tu sei il re, mica l’ultimo degli stallieri – fino alla spia che si innamora mentre è sotto copertura (oddio che LAGNAAAA), passando dal generale spietato che però, durante il conflitto, va in territorio nemico mettendo a repentaglio la sua vita per salvare un’amica. VI ODIO. Dovete morire tutt* male.

Tutta la parte legata a Katterdam è un mero fan service, fatto male. E senza senso. Perchè il re dovrebbe disturbarsi ad andare in un altro stato e chiedere di persona ad un ladro di rubare un metallo prezioso? Non può chiederglielo stando nel suo paese, al sicuro?

Ma sono le ultime cinquanta pagine ad infierire il colpo di grazia ad una traballante duologia. Avrei preferito non leggerle, avrei preferito non sapere.

Nik abdica ma nomina sua erede al trono Zoya; Hanne ammazza il re cattivo e ne prende il posto, trasformando i suoi lineamenti per assomigliarli. Nina decide di restare insieme a lei; l’Oscuro, evidentemente, ha preso troppe botte in testa e decide di sacrificarsi per salvare il Paese ed eliminare le varie Faglie creatasi in Ravka. Tutt* ballano e ridono, felici come le famiglie della Mulino Bianco alle 7 del mattino. E, come nelle pubblicità della Mulino Bianco, il lettore prova lo stesso senso di “Vaffanbrodo”.

Perchè non muiono tutt*? Lo chiedo onestamente, sarebbe stato un finale drammatico, sì, ma molto più sensato e in linea con ciò che i personaggi sono diventati. Perchè, alla fin fine, sia Nikolai che Zoya sono esseri magici e superpotenti, soprattutto Zoya, dotata di poteri eccezionali.

Quando mai è stata una buona idea dare il trono a persone super potenti e invincibili, sperando che siano buone, e che rimangano tali? Dai, Leigh, falli crepare e bon. Lo dico con amicizia, sia Nikolai che Zoya da morti avrebbero ottenuto molto più consenso (e senso) che da vivi.

E poi.

Scusate, sarà l’anziana in me a parlare, ma PERCHÈ TUTTI SI DEVONO METTERE INSIEME? Davvero, in questi romanzi si svaluta l’importanza delle relazioni platoniche. Perchè Zoya e Nikolai devono formare una coppia? Perchè non possono funzionare bene insieme proprio perchè non stanno insieme, ma condividono un interesse comune, cioè il bene di Ravka? La relazione sentimentale in questo caso sminuisce il valore di entrambi. Così come in Game of Thrones, quando Brienne e il fratello di Cersei (il biondino dalla mascella squadrata di cui ho prontamente rimosso il nome) si mettono insieme nell’ultima stagione. Ma perchè? La loro relazione era molto più significativa e interessante quando si limitavano ad essere amici e rispettarsi per il proprio valore.

Leigh, amica, perchè devi buttare tutto sul desiderio? Dai, non farci soffrire. Sia Nikolai che Zoya sembrano due cretini, capaci solo di pensare a stringere la mano all’altro e nascondere i propri sentimenti.

Ma poi, se dall’inizio del libro 1 ci dici che i due si vogliono mettere insieme, e alla fine i due si mettono davvero insieme, che percorso hanno fatto esattamente? Cos’è cambiato?

E perchè, se la regina è Zoya e non più Nik, i due si possono sposare e il contrario no? Perchè Zoya non dovrebbe poter stringere alleanze politiche attraverso il matrimonio?

Ma nessun personaggio fa cose sensate. E questo andrebbe bene se i personaggi fossero un manipolo di poveri idioti senza interessi, non se sono alla guida di un paese, o figure chiave durante una guerra.

Esempio: perchè quando Nina scopre che le voci sulla paternità di Nik sono vere, cioè che lui non è il figlio dell’ex re, non uccide il vero padre di Nik? Cioè, a livello logico e strategico è la scelta sensata. L’unica scelta, per salvare la reputazione del tuo re. Invece no, padre e figlio hanno un dialogo di mezzo minuto, sul finale Nik dichiara a tutti che è un bastardo e lascia al trono ad una Greisha dai poteri immensi che fino ad allora non s’era calcolato nessuno e bon, a quanto pare sono tutti felici così.

Logico.

La parte che m’ha fatto cascare le ovaie è stata quella di Nina. Ragà, Nina aveva già avuto il suo spazio in Sei di corvi. La vogliamo lasciare stare? Vogliamo prendere e inserire dei personaggi nuovi? E che cappero, un universo intero e continuiamo a parlare dei soliti tre stronzi. Vogliamo gente nuovaaaaaaaaaaaaa.

Io lo dico: magari un finale diverso avrebbe potuto risollevare vagamente la situa, che sò, se Nikolai o Zoya si fossero dovuto sacrificare per la Faglia; se Hanne fosse davvero crepata, che tanto è un personaggio insulso e la scelta di “mbah, questo corpo di uomo mi piace tutto sommato, lo sento mio”, che mi sembra un insulto alla comunità transgender e non sta in piedi; se il regno di Ravka avesse subito un’ulteriore sconfitta…ecco, forse ci si poteva redimere da una storia stupidissima.


Che dire, è stato un po’ come l’ottavo capitolo di Harry Potter. Ma almeno lì avevamo la rassicurante soddisfazione che non era stata la penna della Rowling a scrivere quelle robe.

Nik era uno dei pochi personaggi fighi della trilogia iniziale. E ora è rovinato pure lui, abbassato ad un povero idiota che per due romanzi interi sbriciola ogni pezzetto di stima che avevamo maturato per lui. Mentre sta immerso nella merda fino al collo, con una guerra che incombe, non può far a meno di pensare ad una ragazza. Stanno morendo migliaia di soldati e lui pensa “Ocielo, ho mandato Zoya in guerra. Chissà se rivedrò il suo sorriso che mi fa volare le farfalline nello stomaco”. MA SEI UN DEFICIENTE, FORSE AVEVANO RAGIONE I TUOI OPPOSITORI POLITICI. Nik dovrebbe essere un astuto stratega. Un re nato. Invece qui è un cretino.

Lo stesso vale per Zoya, con pipponi assurdi sul fatto che “Lui mi ha guardato e io ho sentito il cuore battere più forte, omiodddioo ma non posso lasciarmi andare, lui è un re e io sono solo il generale più figo del pianeta, ma lui non può volermi anche se mi guarda come se fossi una fontana zampillante comparsa tra le dune del deserto”.

Il livello è questo. Ma se un re non sa mettere a freno i propri istinti, se non sa anteporre il benessere del regno ai propri desideri, allora è un re fuffa (no, non è davvero così, sia chiaro. Nella storia ha sempre funzionato così, ma l’autrice ha presentato Nikolai come un personaggio che voleva diventare re più di ogni altra cosa. Nella trilogia originale Nik chiede ad Alina di sposarlo anche per ragioni politiche).

Perchè tutti i kattivi vengono risparmiati, anche se tentano di accopparti più e più volte? Ma, amicicci, che vi serve, uno schemino per eliminare un pericolo?

La storia di Ehri e della sorella è esemplare. Ma Ehri chi è? Meglio di Gesù, che perdona la sorella che ha tentato di accopparla due volte nel giro di pochi giorni? E non si è mai pentita? Ma tu ancora pensi “Eeeeh, ma dopotutto è mia sorella”. Amica rincitrullita, allora meriti davvero di morire.
I personaggi principali NON UCCIDONO MAI. Non ammazzano manco l’Oscuro, che, vorrei dire, è un plurimoicida responsabile della morte di diverse centinaia di migliaia di individui.

Ma i protagonisti (e ce ne sono tanti) sono BBBBBBUONI. Quindi pur di non macchiarsi di crimini – in una guerra, è risaputo che sono tutti bravi – preferiscono lasciare libero anche un nemico che ha tentato di accopparli e non c’è riuscito solo perchè ha sbagliato mira. Giuro. Nessuno dei protagonisti uccide altri. In una guerra. Va bene che è un fantasy, ma un minimo ci vuole. Perchè l’unico porello a morire è un certo David, marito di Genya, di cui però, in fondo in fondo, non ci frega poi più di tanto? La sua morte non cambia nulla. E dovrebbe, considerando che è un genio in ingegneria, capace di creare le armi dell’esercito. Invece Nik e Zoya fanno un viaggetto a Ketterdam e Wylan risolve i loro problemi. Fanno un viaggetto perchè è comune, durante uno stato di tensione tra potenze straniere, che il re in carica vada a passeggio in altri luoghi. Normale. Sensato.

Lo so che Nik era un corsaro figo, che veleggiava per mare incurante dei pericoli. Ci piaceva per quello, perchè era spericolato. Ma ora è il re. Già di notte si assenta per consentire al suo demone di volare in giro (anche se nessuno, a palazzo, lo sa. Di nuovo: se a palazzo ci fosse una sola delle vecchine della mia via, il segreto di Nik sarebbe stato scoperto in 24 ore massimo). Puoi davvero permetterti di vagare come un cretino sul mare? Ma a palazzo nessuno si chiede “Oh, ma sai chi è che non si fa vedere da qualche giorno? L’inquilino principale di questo posto. Che strano”.

Se vuoi essere re devi rinunciare a qualcosa. Ma lui non lo fa. Anche alla fine, quando rinuncia al trono, di fatto non cambia nulla: è sempre lì a palazzo – non si capisce in che veste – è sempre in un ruolo di potere, sta con la sua bella e per di più può continuare a scorazzare per mari come un fringuello. Ma questa cosa chiamata sacrificio, che devono fare pure i poveri cristi normali, che non sono regnanti, ci è nota? Che facciamo ogni giorno, quando andiamo a ripescare l’auto lasciata al parcheggio del lavoro, ci saliamo con 4000° percepiti al sole, rischiando ustioni multiple al tocco del volante? (Perchè no, dopo 9 ore non basta mettere il parasole, servirebbe Iceman).

Ecco, che sacrifici fanno Zoya e Nikolai?

Nessuno.

Sanno controllare i propri poteri immensi, stanno insieme e detengono il potere. Non hanno perso nulla, non hanno dovuto abbandonare niente, non hanno dovuto fare delle scelte per arrivare dove sono.

Non vale.

Scopro ora che uscirà pure il terzo libro di Sei di Corvi. Leigh, spero t’abbiano pagato un botto de soldi e questo ti permetterà di farti la casa in un atollo delle Hawaii (in quel caso, tanta stima), altrimenti queste porcate non hanno spiegazione.


Ora che mi sono sfogata, un attimino di pausa.

Sono onestamente contenta per l’autrice, perchè è davvero davvero raro per una scrittrice/uno scrittore riuscire non solo a vivere del suo lavoro, ma a guadagnare cifre importanti. E il fatto che molte di queste autrici siano giovani ragazze mi rende contenta, perchè sono dei modelli di riferimento per tutte le giovanissime. Mi rendo anche conto che spesso faccio il paragone con Harry Potter, ma è sbagliato da parte mia, nel senso che la Rowling era già milionaria prima della fine della saga, quindi poteva dettare tutte le condizioni che voleva: se avesse presentato alla CE un libro sulla cacca parlante, glielo avrebbero pubblicato (E IO SAREI CORSA A COMPRARLO, SIA CHIARO).

[Visto che la mia mente vaga, prima o poi farò un articolo sui libri per bambini che parlano di cacca perchè sono PAZZESCHI!!!!!].

Alla prossima blaterata!

2 Comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...