I venturieri. La travolgente ascesa degli Sforza di Carla Maria Russo

Editore: Piemme

Anno di pubblicazione: 2021

Pagine: 509

Muzio Attendolo è un ragazzone alto e robusto, ma anche sveglio e acuto, costretto dal padre, uomo intransigente e violento, a fare il contadino. Nel segreto più assoluto si incontra con Imelda, che è innamorata di lui ma non lo sposerà mai, perché appartiene alla potente famiglia dei Pasolini, nemica capitale degli Attendolo. Una sera, a cena, Muzio percepisce che la tresca con Imelda è giunta alle orecchie del padre e rischia di pagare carissimo la sua imprudenza. Senza pensarci un istante, abbandona la tavola e fugge, arruolandosi come venturiero nelle schiere di Boldrino da Panicale.
Quella scelta improvvisa e precipitosa imprimerà alla sua vita una svolta, che, attraverso pericolose vicissitudini, guerre feroci, nemici irriducibili e il grande amore per la popolana Lucia, lo porterà a diventare Muzio Sforza, il temutissimo capitano di ventura conteso e ricercato da tutti i signori d’Italia. Lucia gli darà molti figli, ma il più amato resterà sempre il primogenito Francesco, per il quale il padre sogna un destino ancora più felice e fortunato del suo. Pur non mancando fra loro divergenze e contrasti, padre e figlio si amano e si stimano reciprocamente ma Francesco, grazie anche alle opportunità che ha potuto cogliere nella vita, rivela doti persino maggiori di quelle di Muzio, non solo militari ma anche di lungimiranza, diplomazia, acume politico e fascino personale, che gli consentiranno, attraverso percorsi avventurosi e spesso difficili, di conquistare l’amore appassionato e indomabile di una grande donna e il titolo di duca di Milano, strappandolo all’ambiguo e inquietante Filippo Maria Visconti.

Nonostante le mie perplessità nei confronti del romanzo storico, ammetto che questo mattone mi è volato. Dell’autrice ho letto quasi tutte le opere d’ambientazione storica e mi è sempre piaciuta molto (ne ho parlato qui, qui e qui).

Nonostante forse questo libro non mi abbia coinvolto come altri, lo ritengo un buon romanzo, ideale come lettura estiva tranquilla e rilassante.

Sia chiaro: la mia opinione è cambiata esclusivamente perché ho cambiato gusti io, non perché questo romanzo sia qualitativamente inferiore ai suoi predecessori, ANZI secondo me è uno dei migliori.

La storia segue Muzio Attendolo e il figlio Francesco. Che detto così, uno può anche chiedersi “E mo’ chi cazzo sono ‘sti due?” Domanda legittima. Basterà dire che il buon Muzio, diventato venturiero in giovanissima età, prenderà come nome di battaglia Sforza. Ebbene sì, i due sono rispettivamente nonno e padre di Ludovico il Moro.

La storia di Muzio non la conoscevo assolutamente, e di Francesco Sforza sapevo qualcosa del suo matrimonio con Bianca Maria, ma poco altro.

Sebbene con gli abbellimenti e alcune note anacronistiche, in generale l’autrice è riuscita a non cadere nella banalità, appiattendo persone realmente vissute in blande macchiette stereotipate. Alcune modifiche tendono a creare una dicotomia buoni vs cattivi, ma d’altronde è difficile se non impossibile ricostruire la personalità di un individuo basandosi esclusivamente su dati d’archivio.

In questo libro il cattivo per eccellenza è Filippo Maria Visconti, che per di più dalla sua ha l’obesità, l’aspetto fisico ripugnino e l’omosessualità. Insomma, nel Medioevo, un condensato di sfighe.

Manipolatore poco abile, sfrenato, incosciente, incapace, vanaglorioso e geloso…tutto lui. Ovviamente, causa mia tendenza a fidarmi e tifare per i perdenti più perdenti possibili, ho tifato per lui. A cui sicuramente le fonti storiche non hanno sorriso.

Che poi, sia chiaro, magari era davvero stronzo, ma è difficile stabilirlo basandoci sui nostri standard moderni, che differiscono enormemente da quelli dell’epoca.

Vengono attenuate le trombate di Muzio e Francesco Sforza: soprattutto Francy, che aveva fama di potersi trombare pure la macchinetta del caffè pur di infilarlo da qualche parte. Tutta la relazione con la moglie quindi, seppur sicuramente per l’epoca era una relazione riuscitissima, non otterrebbe la stessa approvazione al giorno d’oggi (a partire dal dettaglio che Francy ha 24 anni di più della moglie e si sposa quando Bianca ha appena 16 anni).

Però l’autrice non cerca di propinarci un matrimonio d’amore ideale, né dei consorti ineccepibili: di Francy e dei suoi sforzi a trombarsi tutti i soggetti femminili che gli capitano a tiro se ne parla parecchio. Così come delle giuste furie della moglie, che comprensibilmente non è contenta di avere un marito che manco una cintura di castità in acciaio inox riuscirebbe a domare.

Pure il figlio di Francy, Gian Galeazzo, aveva la nomea di giovane “focoso”, che, per i non addetti, significa “che si tromberebbe qualsiasi cosa respiri”. Considerando che pure l’altro figlio, quello famoso, Ludovico, era noto per avere diverse amanti, (buon) sangue non mente. O, meglio ancora, chi va con lo zoppo impara a zoppicare.

E nonostante il povero Gian Galeazzo sia passato alla storia come un arrogante (e infatti crepò male, manco a dirlo), è proprio a lui che si devono in gran parte i lavori di ristrutturazione che hanno dato l’aspetto odierno al Castello Sforzesco a Milano: sebbene già Francy inizi importanti lavori di restauro, è soprattutto il figlio a creare e coordinare la stragrande maggioranza degli abbellimenti (Sito Ufficiale Castello Sforzesco | La storia del Castello (milanocastello.it).

Comunque compaiono alcuni personaggi dell’epoca e vi sconsiglio caldamente di cercarne la discendenza: appare evidente che Beautiful è in realtà una versione moderna e costumata del Rinascimento europeo, con figli illegittimi, ritorni dopo lunghi esili, pazzie, chiusure in convento, avvelenamenti e il sempreverde incesto (la nobiltà europea è tutta imparentata, e difatti alcune dinastie vengono fuori ben brutte: i genitori di Filippo Maria erano cugini di I grado!).

Devo spezzare una lancia a favore del povero Filippo Visconti: sicuramente era nato sgorbio, e certo i problemi fisici non hanno aiutato, ma la costante paura e l’ossessione per le congiure e i tradimenti forse non erano poi così ingiustificati, considerando che la madre muore in circostante sospette e il fratello viene assassinato. Insomma pure io, se fossi stata in lui, una certa cautela l’avrei mantenuta. C’è anche da dire che l’ostilità con lo Sforza era pure legittima, giacché Francy avrebbe volentieri sotterrato il suocero (e probabilmente l’avrebbe anche fatto, se si fosse presentata l’occasione).

L’ho divorato nel giro di un paio di giorni, ed è un periodo in cui, tra le altre sfighe, sono un po’ svogliata per tutto: sarà il caldo, sarà la noia, sarò io…beh, sta di fatto che mi annoio e fatico a trovare letture interessanti. E invece questo romanzone mi è volato via, riuscendo ad intrattenermi e appassionarmi.

Fun facts!

Mentre leggevo ho trovato due informazioni che avevo recuperato in altri saggi: la prima è la morte della vedova di Facino Cane, Beatrice, data in moglie a Filippo Maria Visconti. La sua storia è tragica: verrà infatti decapitata nel 1418 con il pretesto di infedeltà (sicuramente è casuale il fatto che Beatrice portava in dote i vasti terreni del marito, che al marito facevano gola). La sua storia è il punto di partenza di Decapitate. Tre donne nell’Italia del Rinascimento (che consiglio caldamente agli amanti di storia).

E poi si accenna al simbolo dei Visconti, il biscione (si trova anche sulla copertina del romanzo): secondo una delle leggende il mostro mangia-bambini sarebbe un omaggio al capostipite della casata Umberto, di cui si narrano le prodigiose imprese: tra le altre, l’uccisione del drago Tarantasio (ne blatero all’infinito in questo post).

Ecco il biscione visconteo: verrà parzialmente adottato anche dagli Sforza (d’altronde Francesco Sforza sposa l’ultima erede Visconti, Bianca Maria, e i suoi figli prenderanno i nomi della casata viscontea). L’immagine è tratta dal sito dell’autrice: Carla Maria Russo – Tutti i libri dell’autrice

Per saperne di più sui due uomini ecco un sito dove ho trovato le loro missioni (non sono certa dell’attendibilità): FRANCESCO SFORZA | Condottieri di ventura. Missioni non solo di natura squisitamente campestre o politica. Si dice che Muzio ebbe 16 figli, mentre Francy 35 (conosciuti). Apperò!

Molti di questi ovviamente creparono male, che ve lo dico a fare.

Per riassumere: se qualcuno cerca spunti per una nuova soap opera:

  • prendere a caso una dinastia rinascimentale;
  • cambiare i nomi per americanizzarli: Francesco diventa Frances, Giovanna diventa Joan, Bianca diventa Blanche;
  • limitare un pochino le morti, gli omicidi e gli scandali, sennò risulta poco credibile;
  • sostituire “battaglie” con “liti” et voilà, il gioco è fatto.

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